Conclusa la seconda campagna di sondaggi archeologici a Castellaro di Casole

Dal 16 maggio al 1 giugno 2022 è stata condotta la seconda campagna di sondaggi archeologici nel sito di Castellaro di Casole (San Marino).

“La Sezione Archeologica – spiegano gli Istituti Culturali in una nota – ha intrapreso dal 2019 un progetto di studio e valorizzazione di Castellaro, oggetto negli anni ’50 del Novecento di scavi archeologici condotti sotto la direzione dell’ing. Gino Zani, allora direttore degli Istituti Culturali sammarinesi.

Il progetto comprende lo studio dei materiali recuperati a Castellaro negli anni Cinquanta. È in corso un approfondimento della documentazione (disegni tecnici, aggiornamento delle schede catalogiche) dei notevoli reperti metallici e dei reperti ceramici di Castellaro presenti al Museo di Stato. È inoltre in fase di pulitura e studio un nucleo di materiali ceramici dello stesso sito, recuperato nel 2013 in un deposito della Biblioteca di Stato a Palazzo Valloni, un tempo sede anche del Museo di Stato”.

“Di fondamentale importanza per la comprensione del sito – scrivono ancora gli Istituti Culturali – sono risultate le due campagne di sondaggi archeologici eseguiti a Castellaro nel 2020 e quest’anno.

I sondaggi del 2020 hanno permesso di riscontrare alcuni resti murari, una piccola cisterna e alcune buche scavate nella roccia (che sono risultate avere una funzione strutturale) già rilevati negli scavi di Zani.
La campagna appena conclusa ha consentito di rilevare sul pianoro sommitale di Monte Diodato altre buche con funzione strutturale scavate nella roccia, mentre nel settore nord-ovest sono stati individuati e parzialmente scavati livelli archeologici di età medievale in giacitura primaria, non raggiunti quindi dagli scavi di Zani. Il potenziale archeologico del sito è stato quindi ulteriormente confermato.

I sondaggi sono stati promossi dagli Istituti Culturali – Sezione Archeologica di concerto con l’Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici (Settore Edilizia e Settore Verde Pubblico) e con la collaborazione dell’Ufficio Gestione Risorse Ambientali ed Agricole”.

L’intervento è stato condotto dall’impresa di archeologia esecutiva Tecne s.r.l. sotto la direzione scientifica del prof. Gianluca Bottazzi e con il coordinamento della dott.ssa Paola Bigi della Sezione Archeologica.

Al termine delle operazioni di scavo, grazie alla fattiva collaborazione dell’Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici (coordinamento del dott. Giuseppe Bernardini e dell’assistente Bruno Raganini) e dell’Impresa Edile Titano, resti strutturali e livelli archeologici sono stati reinterrati al fine di garantirne la conservazione.

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