CONGRESSO DI STATO E DECRETI: PURTROPPO NON SARA’ L’ULTIMO CASO. Cittadinanza Attiva

La ratifica del Decreto Delegato per il contratto di fornitura di beni e servizi per la PA ed Enti dello Stato ha visto un’incubazione lunga e travagliata. Emesso in settembre, ritirato e poi riemesso nel dicembre scorso, ha terminato il suo iter istituzionale ed è stato approvato. 

Già la forma adottata del Decreto, strumento sovrautilizzato dal Governo per promuovere senza troppi intoppi le proprie proposte, non è idonea a questo tipo di normative. Si “depaupera” il Consiglio Grande e Generale dei poteri legislativi e della possibilità di valutare e discutere nella sua interezza un Progetto di Legge. 

Non fosse ciò sufficiente, anche nella stesura del Decreto vi sono state incertezze dallo stesso Governo in quanto, dalla prima emissione a quella ratificata, la veste del Decreto è risultata scarna e menomata di parti essenziali invece presenti e meglio approfondite nella versione ritirata. La presenza ben 8 rimandi al Congresso di Stato mostra, di fatto, quanto il Governo non creda nel Consiglio Grande e Generale nel quale, comunque, Cittadinanza Attiva ha proposto numerosi emendamenti che hanno approfondito aspetti e normative altrimenti assenti e riproposto parti o interi articoli, presenti nella bozza di emendamenti, che la Segreteria di Stato aveva proposto a tutti i Gruppi Parlamentari. 

Le motivazioni sono anche di carattere tecnico, perché nell’ultima versione del Decreto, non erano presenti gli aspetti normativi attinenti all’esecuzione del contratto, alle verifiche, alle varianti, ai collaudi, alle certificazioni finali, che erano demandate alle decisioni dell’onnipresente Congresso, che tutto può, attraverso l’emissione di un Regolamento. Questo per lasciare, di fatto, le mani libere di modificare, in ogni momento, norme e criteri potenzialmente molto delicati afferendo a procedure importantissime, che, se mal applicate, possono ingenerare anomalie e creare condizioni proficue per avvantaggiare qualcuno a scapito dell’equità.  

Cittadinanza Attiva ha lavorato affinché queste parti tornassero realmente di pertinenza del Consiglio, onde mettere al sicuro da possibili ripensamenti una normativa fondamentale per un Stato moderno. Dobbiamo rilevare la buona volontà della Segreteria agli Interni, cui va il nostro ringraziamento, che ha accolto buona parte delle nostre proposte, anche perché, come ricordato dallo stesso Segretario, Già presenti nel Decreto ritirato.

Al contempo però dobbiamo registrare che, all’interno della maggioranza, pare sempre esservi una doppia velocità e una grave mancanza di obiettivi comuni: non si spiega altrimenti la robusta cura dimagrante imposta a questo sfortunato Decreto e tale aspetto ci preoccupa fortemente, nonostante le minimizzazioni ascoltate in tutti questi mesi.  

Siamo soddisfatti per aver riportato nell’alveo delle decisioni del Consiglio tutti questi aspetti, ma ci preoccupa che, ancora una volta e con molta superficialità, il Congresso allunga inopportunamente la sua mano su aspetti che non possono e non devono essere di sua pertinenza. Ma siamo assolutamente contrari alla confermata volontà di ridurre a meri articoli di un Regolamento attraverso il quale lo stesso Congresso può modificare senza problemi norme importantissime, esautorando di fatto l’azione del Consiglio Grande e Generale. 

CITTADINANZA ATTIVA

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