Consiglio Grande e Generale 10-23 dicembre, sera e notturno. Agenzia Dire

 COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 10-23 DICEMBRE

GIOVEDI’ 19 DICEMBRE – Sera e notturno

           

            Le novità introdotte dal Bilancio
sui servizi sanitari dell’Iss, i prepensionamenti e il taglio dell’1,5% degli
stipendi nella Pa sono stati al centro di un acceso dibattito nel corso dei
lavori serali e notturni che proseguiranno ad oltranza per tutta la notte, fino
alla conclusione dell’esame dell’articolato,

Nel corso
dei lavori serali, in particolare, le forze di opposizione chiedono con
insistenza il ritiro dell’emendamento del governo “articolo 36 bis”,
Prestazioni sanitarie e di sicurezza sociale, che modifica il regime di
esenzione da spese odontoiatriche, cure termali, certificazioni sanitarie.
Maggioranza e governo attuano alcune modifiche al testo dell’emendamento che
alla fine viene approvato.

Altri punti di discussione
sono l‘articolo 37 “Pensionamento d’ufficio personale alle dipendenze
dello Stato” e l’articolo 39 “Disposizioni relative a alle retribuzioni
dei pubblici dipendenti rientranti nel nuovo regime retributivo”. Gli
emendamenti dell’opposizione per abrogarli sono tutti respinti.

Viene invece accolto
l’emendamento di Cittadinanza attiva all’articolo 42, che introduce la Ritenuta
di solidarietà per le pensioni più alte. L’ emendamento accolto prevede che il
prelievo solidale dalle pensioni venga attinto a partire da chi recepisce 1.750
euro mensili e non 1.500.

Il confronto si è quindi
concentrato a lungo anche sull’articolo 
44
“Misure applicative della revisione alla spesa pubblica per gli
Enti Pubblici e gli Enti a partecipazione statale” che includono i tetti di
spesa per Banca centrale e SmRtv.

I lavori proseguono ad
oltranza, senza pausa: l’esame dell’articolato andrà avanti per tutta la notte
fino alla sua conclusione, prevista per domani.

 

            I lavori nel tardo pomeriggio
proseguono quindi a
ll’art.36
“Disposizioni relative ai compensi per lavoro straordinario ed agli emolumenti
erogati a titolo di maggiorazione”, su cui il movimento Rete presenta un
emendamento soppressivo dell’articolo.

Elena Tonnini, Rete: “Chiediamo l’abrogazione perché è errata la
modalità di affrontare il discorso degli oneri del lavoro straordinario,
riducendo il compenso del 10%. Bisogna fare meno ore di straordinario, ma non
pagarle di meno”. Intesa per il Paese presenta emendamento
abrogativo dell’articolo.
Paride Andreoli, Ps: “La ratio è la stessa
di Rete. Meno straordinari, non meno compensi”. Gian Carlo Venturini,
Segretario di Stato per gli Affari interni
: “Con l’emendamento presentato
dalla maggioranza non agiamo sul compenso ma sul numero delle ore”. Rete e
Intesa per il Paese ritirano i proprio emendament
i.

            Articolo 36 bis. Il governo presenta poi
l’emendamento aggiuntivo dell’articolo 36 bis “Prestazioni sanitarie e
di sicurezza sociale” su cui viene aperto un acceso dibattito. Esso prevede
che“1) Sono esclusi, a decorrere dal primo Gennaio 2014 i rimborsi relativi
alle cure odontoiatriche (le prestazioni odontoiatriche di estrazione,
otturazione e correlate ad eventuali patologie gengivali e quelle in favore
degli ospiti della Casa di Riposo e dei titolari di pensione sociale erogate
fino al 31 dicembre 2013 dall’ambulatorio odontoiatrico dell’Istituto per la
Sicurezza Sociale, saranno garantite attraverso la stipula di apposite
convenzioni tra l’Iss e gli studi odontoiatrici. 2) Sono esclusi, a decorrere
dal primo Gennaio 2014, i rimborsi relativi alle cure termali. 3) Con
decorrenza dal primo Gennaio 2014, il terzo comma dell’art. 4 della Legge 28
settembre 1992 n. 80, è sostituito dal seguente: “Ove le pensioni e gli altri
redditi non siano sufficienti, la differenza dell’importo della retta e quanto
corrisposto dall’anziano è posta a carico dei famigliari fino al terzo grado di
parentela, anche se non conviventi”.  4)
Dal primo gennaio viene aggiunto il comma che segue: “Entro il 31 marzo di ogni
anno il Congresso di Stato provvederà all’aggiornamento delle quote relative
alla rette della Casa di Riposo e del Servizio Territoriale Domiciliare
dell’I.S.S.”. 5) Le certificazioni richieste dagli assistiti aventi ad oggetto
richiesta danni a seguito di incidente stradale, assicurazione personale
infortuni; sono rilasciate dai medici della U.O.C. Cure Primarie e Salute
Territoriale dietro pagamento di un contributo pari ad euro 50 per ogni
certificazione. I certificati ad uso attività sportiva non agonistica per
adulti maggiori di età, sono rilasciati dai medici della U.O.C. Cure Primarie e
Salute Territoriale dietro pagamento di un contributo pari ad euro 25 per ogni
certificazione; il contributo è stabilito in euro 40 nel caso in cui per il
rilascio della certificazione si renda necessaria l’erogazione di esami di
diagnostica. 6) Con decorrenza 1° Gennaio 2014, i lavoratori stagionali
titolari di permesso di soggiorno non continuativo inferiore ai dodici mesi
avranno diritto unicamente alle prestazioni sanitarie per cure e interventi
urgenti e non procrastinabili, conseguenti esclusivamente a malattia o
infortunio occorsi durante il periodo di permanenza in Repubblica con
esclusione di qualsiasi patologia anche pregressa rispetto all’instaurazione
del rapporto di lavoro e conseguentemente alla durata del permesso di
soggiorno”
.

Francesca Michelotti, Su:“E’ inaccettabile portare una materia così delicata
sotto forma di emendamento. E’ un gesto di forza inaccettabile che va a toccare
il nervo sensibile della popolazione sammarinese. Chiedo il ritiro del
provvedimento affinché se ne possa discutere in maniera approfondita. Questo
emendamento è un insulto alle istituzioni”.

Roberto Ciavatta, Rete: “E’ un attacco al sistema sanitario gravissimo e
portato avanti con un emendamento, un metodo inaccettabile. Tra gli altri,
evidenzio il comma 10, fatto apposta pare per le badanti, per non dare
assistenza sanitaria a certe categorie. Questo è un emendamento fascista”.

Mimma Zavoli, C10:  “Ai consiglieri
che si reputano di centrosinistra chiedo come possono accettare una normativa
di questo genere. Cari signori del Psd dovreste farvi una serie di domande.
Chiediamo di ritirare questo emendamento”.

Francesco Mussoni, segretario
di Stato per la Sanità
: “Non mi piace
come è formulato l’articolo 36 bis al comma 10, può generare problemi seri, si
aprono ragionamenti sbagliati, chiederei quindi di valutare l’articolo senza il
comma 10”.

William Giardi, Upr: “Sarebbe bello mantenere i livelli attuali di
gratuità dei servizi sanitari, ma mi sembra che, tra le tante cose introdotte
cui si può essere a favore, c’è quella dei certificati a pagamento. E’
legittimo che al termine della prestazione si chieda una certificazione che viene
fatta nei diritti dell’individuo. Proporrei di lasciare però al comitato
esecutivo di redarre un elenco e il tariffario per i rispettivi certificati ad
uso privato”.

Gian Nicola Berti, Ns: “Prima ho sentito qualcuno che dava del fascista a
tutti quanti, questo non è un provvedimento di sinistra, né di destra, è
provvedimento sulla sanità. Entrerei nel merito: i comma 1 e 2 riguardano le
prestazioni odontoiatriche, ovvero i relativi rimborsi. Ora l’Iss ha cercato
di  fare economia e di fare convenzioni con
i medici disponibili a fare i prezzi migliori. E quelli di Rete vogliono prima
togliere le indennità, poi però non vogliono togliere i rimborsi sulle cure
termali. Volete sostenere tagli all’inverosimile o privilegi all’inverosimile a
seconda della convenienza”.

Franco Santi, C10: “Non è con un emendamento in finanziaria che si
possono decidere quali prestazioni sono rimborsabili o meno”.

Andrea
Belluzzi, Psd: “Intervenendo come fanno alcuni consiglieri di
minoranza la classe politica non dà un’informazione corretta”.

Luca Santolini, C10: “Sottolineo la soddisfazione del ritiro del comma 10
annunciato da parte del segretario, è una cosa sensata”.

Matteo Zeppa, Rete: “L’articolo 36 bis è frutto di un blitz ben
architettato. Ritirate l’emendamento”.

Elena Tonnini, Rete: “Dire che le cure termali e quelle odontoiatriche
siano dei privilegi non è il giusto approccio, i cittadini che vi ricorrono non
sono dei privilegiati”.

Manuel Ciavatta, Pdcs: “Le cure sanitarie non devono essere un tema
scollegata al reddito. Lo stato deve garantire saluti tutti i cittadini,
infatti quando si parla di convenzioni con medici odontoiatri si continua a
garantire assistenza. Condivido la scelta del segretario di ritirare il comma
10”.

Paride Andreoli, Ps: “Chiedo il ritiro dell’intero emendamento e di
poterlo confrontare in altre circostanze, come il segretario già fatto su altri
temi di rilevanza. Chiedo sia possibile discuterne in seconda battuta con
maggior cognizione di causa”.

Andrea Zafferani, C10:  “Qui troviamo
un vero esempio di tagli lineari, rispetto alle spese termali, odontoiatriche e
i certificati, un modo per fare cassa. Fare tagli selettivi sarebbe stato meno
semplice”.

Francesco Mussoni,
segretario di Stato per la Sanità
:  “Ci saremo chiesti come mai facciamo questo
intervento, non è a caso. Quando è stato presentato il bilancio Iss è riportata
la tabella con il programma di risparmi sulle spese sanitarie e socio
sanitarie. Ci saranno altri interventi nei prossimi mesi che governo e
maggioranza hanno il dovere di fare per mantenere i servizi che abbiamo. Chiedo
di contestualizzare gli interventi alla luce della situazione che il Paese st
vivendo. Dobbiamo ridurre oggi di molto il bilancio Iss e ridurre significa
fare economie.  Il testo è migliorabile,
soprattutto nella parte sui certificati. Posso integrare con un emendamento
all’articolo 36 bis, al comma 5, in cui si specifica meglio il grado id
parentela, ‘fino familiari di secondo grado anche se non conviventi’, al comma
7 si sostituisce ‘con decorrenza 1 gennaio2014, si dà mandato al comitato
esecutivo di stilare un tabellario’. Accettiamo in sostanza la proposta del
consigliere Giardi. Invece il comma 10 non viene integrato nell’articolo”.

Paride Andreoli, Ps: “Anche in questo caso gli emendamenti sono stati visti
e sottoscritti da alcune forze politiche, ma le altre non sono state neanche
minimamente coinvolte”.

L’emendamento aggiuntivo
del governo ‘articolo 36 bis’ viene approvato a maggioranza.

 

Articolo 37, “Pensionamento d’ufficio personale alle dipendenze
dello Stato”.

Viene presentato un
emendamento soppressivo di Su;
Francesca
Michelotti, Su:
“E’ una disposizione
discriminatoria. Si tenta di traslare su fondi pensionistici gli oneri degli
stipendi queste persone per alleggerire il bilancio pubblico, è un’operazione
di maquillage superficiale, il bilancio comporta risorse pubbliche al pari del
fondo pensioni. Ci riesce difficile comprendere ragioni diverse”.

Anche Rete presenta due
emendamenti soppressivi dei comma 3 e 4.

Roberto Ciavatta, Rete: “Restano delle perplessità sul risparmio indotto da
questa norma, se norma deve essere fatta, allora sia fatta per tutti i
dipendenti del pubblico impiego. Si stabiliscono parametri con cui, in deroga
al sistema pensionistico attuale, per l’anno 2014 si può concedere il
prepensionamento. Si fanno distinzioni per dipendenti di seria A e B, per i
dirigenti è possibile rinviare di tre mesi, il comma 4 è invece preoccupante
perché le nomine dei dirigenti Iss sono state fatti di recente, hanno in media
62 anni di età. Allora per loro non vale il prepensionamento, chiediamo
l’abrogazione di questo distinguo, fatto per dare la possibilità ai neo
nominati di proseguire di qualche anno ad altri invece si impone di non poterlo
fare”.

Andrea Zafferani, C10: “La scelta fatta dal governo è non condivisibile ed è
offensiva per le nuove generazioni, si fa un regalo ad una fascia lavoratori
che non ha raggiunto i requisiti della normativa previdenziale, si concede loro
una pensione piena e si attinge al fondo in modo da penalizzare le generazioni
future”.

Franco Santi, C10: “Chiedo al governo di rimandare questo intervento
dopo aver valutato in modo ponderato le sue conseguenze alla luce di dati e
proiezioni. Perché potrebbe esserci un peggiorativo rispetto la cura che si
vuole mettere in campo per curare la malattia. Aspettiamo 6 mesi, diamoci tempo
più lungo”.

Marco Podeschi, Upr: “Aumenta la forbice tra pubblico e privato. Bisogna
fare delle simulazioni sull’effetto sul fondo pensione”.

Ivan Foschi, Su: “Qui non si parla di aggiustamento, ma di interventi
di grande importanza. Non ci basta l’assicurazione del governo, è un
provvedimento che altera gli effetti della riforma pensionistica”.

Giovanni Lonfernini, Upr: “C’è il dubbio che questa manovra sia un escamotage
per spostare i costi sul fondo pensioni. Cosa il governo intende fare, una
volta applicato il meccanismo con nuovi ingressi nella Pa, per la copertura di
quei posti, per non aprire derive clientelari?”.

Gian Carlo Venturini,
segretario di Stato per gli Affari interni: “Non ci inventiamo niente, quanto
previsto da questo articolo e da quello successivo è previsto in diversi
documenti. Ricordate l’allegato Z, la spending review a pagina 263 della
relazione.  Con questo articolo e con
quello successivo che fissa il limite massimo delle sostituzioni al 25% si
avvia un percorso di rinnovamento generazionale. I posti vacanti da coprire
saranno integrati attraverso bandi di concorso per eliminare gradualmente il
precariato e i processi di stabilizzazione. Questi sono elementi importanti di
valutazione che in un momento come quello attuale deve portare a considera non
negativamente questo primo intervento strutturale che potrà evitare
licenziamenti e misure più pesanti per chi rimane in servizio”.

Gli emendamenti di Su e di
Rete sono tutti respinti.

 

Emendamento del Governo
aggiuntivo dell’articolo 38 bis, Tasso di sostituzione.
Le nuove assunzioni di personale dovranno
rispettare il complessivo tasso di sostituzione fissato per il 2014 nella
percentuale massima del 25% del personale collocato a riposo o dimesso dal
servizio a mente del precedente articolo 37”.

Marco Podeschi, Upr: “Come avete calcolato la percentuale 25%? Avete
calcolato l’impatto sulle retribuzioni della Pa?”.

Elena Tonnini, Rete: “Chiedo se sono stati individuati i settori
strategici della Pa e punto il dito contro la discrezionalità del governo, si
continuano a ignorare le indicazione del Greco”.

Andrea Zafferani, C10: “E’ sensato porre un tetto alle riassunzioni, ma
come avviene la selezione delle nuove professionalità?”.

Gian Carlo Venturini,
segretario di Stato per gli Affari interni:
“Il 25% è stato definito sulla base delle necessità degli ultimi anni
e sulla base dei settori considerati strategici, come scuola e sanità, per cui
sono previste deroghe. Le modalità di selezione sono bando di concorso o bando
di selezione. Entro giugno sarà fatto il decreto previsto da questo articolo”.

L’emendamento del governo
è approvato.

 

Cittadinanza attiva,
Emendamento aggiuntivo – Art. 38 Bis (Incentivi esodo Pa)

Andrea Zafferani,C10: “Do
notizia dell’accordo avvenuto con la maggioranza, per un testo non uguale alla
nostra proposta ma che ci soddisfa, La nostra proposta prevedeva la
corresponsione di un incentivo economico al dipendente pubblico che decide
volontariamente di uscire da Palla per avviare un’attività di impresa. Noi
prevedevamo la stessa attività anche da dipendente nel privato, ma si è
ritenuto più appropriato limitarsi all’attività di impresa. Il dipendente potrò
godere quindi di un incentivo economico per un certo tempo ed essendo ritenuto
non essenziale non deve essere sostituito. Noi prevedevamo un incentivo del 40%
per 4 anni, la soglia è stata abbassata leggermente ma presente. Speriamo sia
uno strumento utilizzato, lo monitoreremo nel tempo”.

Guerrino Zanotti, Psd: “La maggioranza ha inteso accogliere lo spirito
dell’emendamento presentato da Cittadinanza attiva apportando alcune modifiche
che restringono il campo di applicazione dell’incentivo all’esodo volontario
della Pa a quei dipendenti in ruolo di età inferiore a 55 anni e da almeno 10
anni a contratto tempo indeterminato, limitato a chi intende intraprendere
lavoro autonomo o attività di impresa”. L’emendamento di Ca viene approvato
a maggioranza.

 

Articolo 39. Riduzione della spesa ‘Disposizioni relative alle
retribuzioni dei pubblici dipendenti rientranti nel nuovo regime retributivo’.

L’emendamento di Rete
interamente soppressivo dell’articolo 39 viene respinto
. 

Marco Podeschi, Upr: “E’ inaccettabile il taglio lineare dell’1,5% sulle
retribuzioni, avrei sinceramente preso una strada diversa”.

Paride Andreoli, Ps: “Capisco la necessità di ridurre il disavanzo, le
difficoltà, e questo emendamento rientra nell’azione di poter ridurre il
disavanzo del 2014.

C’è poi un aspetto grave
perché per i precari della Pa viene previsto un taglio del 5%, il segretario ci
spieghi questa disparità di trattamento”.

Elena Tonnini, Rete: “Il nostro movimento si è sempre dichiarato
favorevole a un certo tipi di tagli, ma contrario a tagli lineari, qui c’è anche
qualcosa di più. Vediamo introdotti tagli straordinari non più necessari,
strumenti iniqui, pensati solo per far cassa. Al comma 7 importante iniquità
tra nuovo e vecchio regime”.

Matteo Zeppa, Rete: “Questo articolo creerà le disuguaglianze all’interno
della Pa che tempo fa sono state create tra lavoratori frontalieri e residenti.
Manovra attuata in maniera sconsiderata”.

Claudio Felici, segretario
di Stato per le Finanze
: “Ascolto da
un po’ di articoli i commenti dell’opposizione e non ho sentito dire che il
movente delle nostre iniziative siano due cose, che non vogliamo allungare la
fila dei disoccupati e non vogliamo mettere a rischio il pagamento dei
dipendenti pubblici. Quindi i prepensionamenti, la riduzione degli acquisti, il
contributo dell’1% che chiediamo. Io dall’opposizione non ho ascoltato una
proposta per farci entrare un euro in più. Si dice ‘andatali a prendere dove ci
sono’, ma quando lo facciamo ci dite che siamo il partito delle tasse. Capisco
che fare demagogia è facile, ma non avete uno straccio di idea e di alternative
per far mantenere al Paese lo stato sociale, siete i professionisti
dell’abrogazione. Noi non cerchiamo consenso, abbiamo la responsabilità di
concludere un bilancio, questa è la differenza”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Abbiamo fatto molte proposte per portare risorse, ma
quando si toccano certi interessi voi non le accettate, ricordo i tagli alle
indennità al 20%. Meglio togliere il 5% a chi è precario che non ha indennità.
Lei è estremamente falso”.

L’emendamento di Rete è
respinto.

 

            Articolo 42. All’emendamento del governo modificativo e aggiuntivo
dell’articolo 42 “Ritenuta di solidarietà”, che introduce un prelievo
per le pensioni più alte, sono presentati due emendamenti, uno di Cittadinanza
attiva e uno di Rete. Accolto l’emendamento di Cittadinanza attiva, di
conseguenza viene ritirato quello di Rete.

 Ivan Foschi, Su: “Questo modo di affrontare emendamenti importanti
svilisce questi temi, fare i dibattiti insieme ai pipistrelli non valorizza le
istituzioni. Può sembrare marginare, ma stabilire che il prelievo inizia da
1750 euro al mese invece che 1.500 è significativo perché in questo momento è
difficile arrivare a fine mese”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Il nostro emendamento va nella direzione di quello
di Cittadinanza attiva, ma noi spostiamo l’asticella, perché i primi due
scaglioni individuati siano esenti dal contributo solidarietà”. 

Guerino Zanotti, Psd: “L’introito complessivo stimato da questo intervento
è di circa un milione di euro”.

Francesco Mussoni,
segretario di Stato per la Sanità:

“Ringrazio per il dibattito che vede una condivisione ampia sulla proposta del
governo. Aderiamo all’emendamento di Cittadinanza attiva che determina una
maggiore equità e non inficia il concetto solidarietà di ritorno, chiederei
quindi la votazione integrando con il primo emendamento di Cittadinanza attiva
con lo scaglione 1750, 01, anziché 1.500 euro”.

L’emendamento di
Cittadinanza attiva approvato a maggioranza, Rete ritira il suo in quanto
soddisfatto dell’accoglimento della proposta di C10-Su.

 

Art.43 (Norme relative alle locazioni attive e passive e
censimento immobili pubblici utilizzati da privati)
due emendamenti, uno abrogativo di Intesa per il
Paese, uno modificativo comma 3 di Rete per esentare dall’aumento previsto del
20% per “i locatari il cui reddito famigliare pro-capite annuo sia inferiore a
8.500 euro” e per i locatari “il cui unico reddito famigliare derivi
dall’attività svolta nel locale di proprietà dell’Ecc.ma Camera, a patto che
tale reddito famigliare pro-capite non sia superiore a 12 mila euro”. Entrambi
gli emendamenti sono respinti.

Viene quindi presentato
l’emendamento di Intesa per il Paese aggiuntivo dell’articolo 43 bis,
“Immobile Kursaal” per individuare una nuova sede per l’emittente San Marino
Rtv e per la Gendarmeria entro il 30 giugno 2014,“
affinché l’immobile kursaal sia disponibile a un’opera
complessiva di valorizzazione a fine culturale – turistico per l’anno 2015”. L’emendamento
viene respinto.

 

L’emendamento del governo
all’Art. 44, (Misure applicative della revisione alla spesa pubblica
per gli Enti Pubblici e gli Enti a partecipazione statale) prevede che “a
decorrere dal 1° gennaio 2014 un tetto annuale pari ad euro 180 mila lordi per
le nuove retribuzioni e i nuovi compensi”, è dato poi mandato al congresso di
Stato di sottoscrivere l’accordo triennale per la remunerazione dei servizi
prestati da Banca Centrale per tutto il Settore Pubblico Allargato con una
riduzione complessiva, rispetto al 2012, di un milione di euro per ciascun
anno”. Ma si prevede anche che “sugli stipendi del personale dipendente e sui
compensi dei collaboratori delle Società ed Enti partecipati dallo Stato è
applicata, per l’anno 2014, una riduzione pari all’1,5% di tutte le voci
retributive o di compenso”.

Gli emendamenti presentati
dall’opposizione:

Intesa per il Paese modificativo dell’articolo 44 “Trasferimenti e
disposizioni a Banca Centrale della Repubblica di San Marino”, ai fini del
contenimento e riduzione costi Bcsm. Oltre a prevedere la riduzione delle voci
di spesa, si prevede di limitare gli emolumenti al personale e ai consulenti a
tetto di  100 mila euro annui per il
biennio 2014-2016.

Rete, presenta un emendamento modificativo volto a ridurre
“i costi amministrativi, ivi compresi gli emolumenti del personale, di una
percentuale non inferiore al 10%”, e operando un intervento di riduzione per le
retribuzioni lorde superiori ai 4 mila euro mensili, di una percentuale non
inferiore al 10%. Ci sono poi tre emendamenti in subordine sempre per introdurre
dei tagli nei costi di Bcsm.

Cittadinanza attiva presenta un emendamento per ridurre lo stanziamento
per Bcsm del 30% rispetto allo stanziamento 2012. 

Paolo Crescentini, Ps: “Chiedo se ai dipendenti SmRtv, partecipata Rai e
sottoposti a contratti industria, sia lecito estendere la riduzione compensi
dell’1,5%, se è possibile uniformare le due categorie”.

Luigi Mazza, Pdcs: “Non c’è motivo per chi si astiene, su problema posto
di Crescentini è problema , ma non credo porti a vertenze dei dipendenti visto
l’importo minimo contemplato. In Bcsm prevedere limite per future nomine è
elemento importante, elementi riduzione spesa sono quelli previsti da spending
review”.

Matteo Zeppa, Rete: “Per rendere merito parzialmente, al di là della
critica costruttiva, questo tipo di emendamento del governo, rispetto prima
lettura, è da ammettere che ha del coraggio. Gli emendamenti erano stati
pensati rispetto prima lettura che non andava a specificare i tagli”.

Claudio Felici, segretario
di Stato per le Finanze:
“Era punto
necessario per introdurre trasparenza in tutte le partecipate con ciò che
stiamo chiedendo alla cittadinanza. Chiederei di ritirare emendamenti e che ci
si possa riconoscere tutti in quello dell’esecutivo in quanto più
omnicomprensivo ed equilibrato”.

Simone Celli, Ps: “Noi di Ps e Upr apprezziamo ragionevolezza
segretario Felici ma riteniamo nostro emendamento venga riconfermato perchè
contiene dettagli su Bcsm, ci auguriamo comunque disponibilità al confronto
resti”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Non li ritiriamo”. Ivan Foschi, Su: “Li
ritiriamo in quanto superati”.

L’emendamento di Intesa
per il Paese e quelli di Rete sono respinti.

 

San Marino, 19 dicembre 2013/03

ore
4.15

 

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