Criminalita’ fra Rimini e San Marino. Corriere Romagna

Corriere Romagna: Sono numerose le attività di contrasto condotte dalle forze dell’ordine / Da Lupo Grigio a Magic Bingo: ecco come la criminalità ha messo radici a Rimini / A febbraio l’operazione Vulcano: decine di imprenditori locali venivano taglieggiati

Operazioni Mare chiaro, Lupo Grigio, Eclisse, Magic Bingo, Zio Frank. Sono solo alcuni nomi degli interventi messi a segno negli ultimi dieci anni da finanza, carabinieri e polizia contro la massiccia presenza della criminalità organizzata nel territorio. Azioni che hanno punteggiato un’ultima decade segnata da omicidi, spaccio di droga e denaro falso, truffe, riciclaggio e presenza d’esponenti di clan di camorra, mafia e ’n d r an g h et a scoperti a gestire traffici illegali proprio qui, tra la riviera e l’entroterra.

Una realtà confermata nell’ultima settimana con l’inchiesta che ha portato in carcere il sammarinese Livio
Bacciocchi
  sollevando un’ombra pericolosa sui rapporti tra camorra e politica sul Titano oppure con l’altra indagine che venerdì ha fatto finire in manette Espedito Amodito, 44enne ex bancario, accusato di aver “lavato” i soldi sporchi dei clan con un’agenzia di scommesse.

Ma certo questa presenza inquietante era emersa con prepotenza anche a febbraio con l’operazione denominata Vulcano, in cui imprenditori di Rimini, Riccione e San Marino sono stati taglieggiati da dieci persone fermate per estorsione aggravata da metodo mafioso. E certo un segnale chiaro sulla realtà dei fatti è stato dato ad esempio il 30 aprile 2010, quando la Cassazione conferma la sentenza di colpevolezza ai “crotonesi di Riccione” invischiati nel giro di bische e ritenuti responsabili dell’omicidio di Gabriele Guerra, ucciso il 13 luglio del 2004 a Pinarella di Cervia.

A marzo 2010 viene a galla che Vincenzo D’Alessandro, accusato per associazione camorristica, si è rifugiato a Rimini. Una sciabolata pesantissima è poi assestata dalla finanza lo scorso 16 febbraio 2010 nell’operazione Magic bingo, in cui si scopre a Rimini Mario Verde, il reggente dell’omonimo clan di Sant’Antimo, a Napoli. Tutte tracce, e solo le più recenti, di una piovra che ha affondato i tentacoli da tempo.  

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