‘Eccetto San Marino’. Il silenzio della vergogna

Il silenzio della vergogna è calato sulla
notizia diffusa ieri da Antonio Fabbri di L’Informazione di San Marino, dalla quale i sammarinesi hanno appreso che il loro Paese, la Repubblica di San Marino, si distingue fra tutti quelli che fan parte del Consiglio d’Europa per la lotta alla corruzione: pecora nera nella lotta alla corruzione.

La Repubblica di San Marino è additata all’universo mondo per essere in mano ad una classe politica per la quale la lotta alla corruzione non costituisce, come altrove, il principale dei problemi.

Ecco come la notizia è diffusa in inglese: ‘By joining on an equal footing the other 46 GRECO members, which include all the Council of Europe member states – with the exception of San Marino – and the United States of America, Liechtenstein has accepted to actively commit itself to fighting corruption‘.

Perché i politici della Repubblica di San Marino non sono mai arrivati alla determinazione di aderire nonostante un ordine del giorno specifico approvato a seguito di una Istanza d’Arengo? Perché ‘l’adesione agli stati anticorruzione prevede che un gruppo di valutazione si rechi negli Stati aderenti per affrontare la questione della corruzione nell’amministrazione pubblica, delle autorità responsabili delle inchieste e dei procedimenti giudiziari in materia di corruzione, dell’immunità rispetto a determinati procedimenti giudiziari di cui possono godere alcuni funzionari pubblici.

Altrimenti come avrebbe potuto accadere ad esempio uno scandalo come quello della Banca del Titano per il quale lo Stato ha erogato a fondo perduto quasi un punto e mezzo di Pil (500€ a testa da tutti i sammarinesi neonati compresi) a favore di anonimi – presente Banca Centrale – dopo avere concesso una immunità giudiziaria agli stessi?

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