Il Psd chiede un armistizio politico o per San Marino sara’ la fine

La conferenza stampa di ieri è servita al Psd per un’analisi impietosa dei dati messi in luce dal report dell’Fmi sulla Repubblica di San Marino.

Al Titano servono 24 milioni altrimenti rischierà grosso e il partito di Gerardo Giovagnoli ritiene che il rilancio del paese debba passare da un armistizio politico.

Ne parla l’Agenzia Dire-Torre1

Sedersi tutti a un tavolo per progettare la nuova San Marino. La exit strategy per il Titano
passa
necessariamente da un armistizio tra le forze politiche che possa
permettere non solo di rilanciare l’economia reale, ma di ricollocare
anche il sistema bancario-finanziario. Incontrando la stampa il Partito
dei socialisti e dei democratici torna sull’impossibilità, e
l’incapacità, di questa maggioranza a tirare fuori da sola il Paese
dalle secche in cui si trova.

[…]

Ancora:
la dipendenza dell’export dall’Italia è arrivata al 90%, mentre il
debito pubblico si attesta al 18% del Pil, 250 milioni di euro, oltre 8
mila euro per ogni sammarinese. E se non
si interviene salira’ al 27%
entro il 2017.

[…]

Per
il rilancio, tira le somme il capogruppo Claudio Felici, “la
precondizione è la normalizzazione dei rapporti con l’Italia“, in modo
che il Titano non sia piu’ considerato “nemico” della sua economia.
Dunque occorre chiarire i temi dello scambio d’informazioni bancarie e del’esterovestizione.
Dopodichè
occorre puntare sul settore manifatturiero, sul turismo e il commercio,
assegnando allo stesso tempo una mission al sistema bancario: come dice
il Fmi o si trovano nicchie di mercato, e un’idea potrebbero essere i
fondi comuni a patto di garantire assoluta trasparenza e affidabilità,
altrimenti basteranno 4-5 banche e poche finanziarie per l’interno.

 

Leggi Agenzia Dire-Torre1

 

 

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