Il Psd sul risultato dei referendum per cui si è votato ieri

L’80% dei cittadini ha detto NO ai referendum

Il Partito dei Socialisti e dei Democratici, vista la chiara e netta bocciatura che i cittadini hanno riservato ai quattro quesiti referendari, esprime la sua soddisfazione, sia per l’esito della stessa consultazione referendaria, che per la grande maturità, il forte senso critico e l’evidente senso di responsabilità dimostrati anche in questa occasione dai cittadini sammarinesi.

Infatti, sul totale del corpo elettorale, soltanto poco più del 20% degli aventi diritto al voto si è espresso a favore del Sì nelle quattro schede, a fronte di quasi un 80% di cittadini che, attraverso il No, la scheda bianca, la scheda nulla e la non partecipazione al voto, hanno confermato di non condividere le proposte promosse dai Comitati referendari e sostenute da alcune forze politiche in materia di lavoro precario, scala mobile e preferenza unica.


Dunque, con grande soddisfazione del Partito dei Socialisti e dei Democratici, i cittadini hanno dimostrato di avere compreso l’importanza di tutelare le innovazioni che, introdotte con la riforma del mercato del lavoro, hanno regolamentato i cosiddetti lavori atipici, come i contratti a tempo determinato e le collaborazioni continuative o a progetto, riconoscendo alla stessa riforma il merito di aver dimostrato efficacia nella lotta al precariato e al lavoro nero; e, inoltre, hanno compreso l’inefficacia e l’iniquità della reintroduzione della scala mobile per tutelare il potere di acquisto delle buste paga. Un obiettivo, questo di tutela del potere di acquisto che, dopo la bocciatura del relativo quesito referendario, vedrà il Psd impegnato –nel suo ruolo di governo- ad individuare le soluzioni più utili mirate a garantire anche ai soggetti più deboli della popolazione un futuro dignitoso e sereno.

Il risultato di questa ennesima e infruttuosa tornata referendaria impone a tutte le forze politiche una profonda riflessione sulla necessità di regolamentare, in maniera più equa e più garantista, la normativa che regola l’istituto del referendum, anche alla luce della considerazione che nell’ultime tre tornate referendarie si è recato a votare poco più di un terzo del corpo elettorale, non per disaffezione alla politica, quanto piuttosto –secondo noi- per scarso interesse rispetto ai quesiti proposti.

Va considerato, inoltre, che i cittadini sono stati chiamati ben tre volte, in meno di cinque anni, a votare su un quesito specifico tendente a ridurre le preferenze sulla scheda elettorale e che oggi su questa proposta i cittadini hanno risposto in maniera ancora più netta, riservando ai sì ben 1171 consensi in meno, rispetto all’agosto del 2003, confermando in maniera inappellabile che non intendono diminuire il loro potere di scelta in occasione delle elezioni politiche.
San Marino 17 Marzo 2008

Ufficio Stampa
Partito dei Socialisti e dei Democratici

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