Interpellanza Morganti sui 12 accordi Ocse mancanti

Nella giornata di oggi il Consigliere Giuseppe Morganti presenterà alla Segreteria Istituzionale una interpellanza dal seguente contenuto:
“Nel marzo scorso il governo, sebbene informato con necessario anticipo delle decisioni che si stavano adottando in sede Ocse, non ha provveduto ad attivarsi affinché la Repubblica di San Marino non fosse inserita nella Grey List dei Paesi non collaborativi.

Dopo l’importante riunione del G8 tenutosi a L’Aquila risulta ancora più chiaro che i Paesi definiti come San Marino, Tax Haven, non avranno alcun futuro all’interno di un’economia mondiale sempre più integrata e regolata dai principi della trasparenza.
Per uscire dalla lista grigia occorre però che la Repubblica, al pari di quanto stanno facendo altri Paesi, si renda parte attiva per giungere alla firma di accordi che prevedano l’applicazione dell’art.26 del regolamento Ocse.
Per ottenere il risultato di sottoscrivere entro l’anno in corso almeno 12 accordi di questa natura con Paesi presenti nella white list è necessario attivare con convinzione l’apparato diplomatico sammarinese, molto al di là della sola trattativa con la Repubblica italiana, trattativa per altro annunciata oramai in via di definitiva soluzione.
Sulla base di queste considerazioni interpello il governo affinché:
– venga informato il Consiglio Grande e Generale sullo stato reale dei rapporti, nell’ottica della sottoscrizione di accordi contro le doppie imposizioni e del modello Tiea, con i Paesi con cui San Marino si relaziona a livello commerciale ed in particolare con Stati Uniti d’America, Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Lussemburgo, Austria, Belgio, Olanda, Russia, Romania, Spagna, Grecia, India, Cina.
– il governo indichi il progetto, possibilmente con la relativa tempistica, per raggiungere l’obiettivo della sottoscrizione dei 12 accordi sulla scambio di informazioni entro l’anno in corso per consentire a San Marino di uscire dalla Lista Grigia dei paradisi fiscali in cui è stato inserito dall’Ocse il 2 aprile 2009”.

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