Popolari e gli altri partiti di opposizione su Cogetech e i giochi in genere

Comunicato stampa

I giochi e l’ombra lunga della Cogetech
Sei partiti di opposizione, a Borgo Maggiore, per spiegare
le zone oscure del progetto del governo sul casinò

Non basta la paura del governo, che ha blindato tutte le disposizioni riguardanti i giochi. Non basta la sua debolezza numerica e politica in un frangente così delicato, tanto da fare affidamento solo sul soccorso bianco. Come è successo giovedì sera in Consiglio.
Non bastano tutte le zone d’ombra che circondano la legge, l’emissione del bando di concorso per le società private candidate alla gestione mista e la discrezionalità con cui si è mosso il governo nella loro scelta. Che ha rivelato tutta la vulnerabilità di questo metodo di agire e la logica spartitoria, tipica di altri governi.
Le opposizioni, presentatesi in blocco, venerdì sera a Borgo Maggiore, hanno puntato il dito inquisitore soprattutto sia sul CONS, probabile partner della Casino’s Austria, il socio tecnologico che dovrebbe affiancarsi allo Stato nella gestione della sala giochi di Città; sia sulla Cogetch, il partner tecnologico che con la Camera di Commercio gestirà la sala di Rovereta.
Al tavolo dei relatori, di fronte ad una sala pienissima di gente, c’erano: Augusto Casali (NPS), Claudio Podeschi (DC), Angela Venturini (Popolari), Marco Arzilli (Noi Sammarinesi), Glauco Sansovini (AN), Monica Bollini (SxL).
Il CONS, è stato detto, non può in nessun modo, né per finalità statutarie, né per conformazione giuridica, né perché l’ha chiesto, gestire il gioco d’azzardo. Oltre tutto, essendo inadempiente anche dal punto di vista della presentazione del suo bilancio.
E sono stati proprio i bilanci, insieme a l’ultima trimestrale di cassa, espressamente richiesti alla Camera di Commercio di Milano, a fare luce sulla reale portata della Cogetech. La quale, ha tra le sue partecipate la Cogemat, i cui soci di maggioranza sono produttori di macchinette. Quindi, non può partecipare alla gestione dei giochi a San Marino per esplicita disposizione di legge.
Inoltre la dice lunga il fatto che la Cogetech, nello scorso ottobre, abbia provvisoriamente alienato le quote in Cogemat per partecipare al bando di concorso sammarinese (arrivato a gennaio), perché queste quote, uscite dalla porta, potrebbero rientrare dalla finestra da parte di soci sconosciuti.
Ma i numeri sono ancor più preoccupanti. La Cogetech non ha patrimoni immobiliari, ha perdite d’esercizio di oltre un milione e 300 mila euro all’anno, e debiti che superano i 25 milioni. Non ci sono investimenti, se non la ripartizione del debito su vari capitoli. Un’azienda con appena una trentina di dipendenti, destinata dal governo ad assorbirne un’altra con circa 100.
Dilettanti allo sbaraglio, hanno commentato i relatori all’indirizzo dei membri di governo che hanno fatto tali scelte, oppure un gioco ancor più perverso dello stesso gioco d’azzardo?
Una cosa è certa, la battaglia non si ferma. Anzi è appena cominciata e, accanto al prossimo scontro parlamentare, nella seduta di fine mese, in attesa del responso del Collegio Garante, si affilano le armi anche su un probabile referendum.
Intanto, all’indirizzo del Segretario all’Industria Tito Masi, che si è dichiarato indignato per la presa di posizione delle opposizioni, è andato un corale: non ce ne importa niente. Salutato da un fragoroso applauso del pubblico, a scena aperta.

San Marino 17 marzo 2007

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