“Racket delle badanti” a San Marino, si è aperto il processo di 1° grado

“Racket delle badanti” a San Marino, si è aperto il processo di 1° grado

Cosiddetto “Racket delle badanti”, partito il processo di primo grado. Parecchie criticità nella gestione della fase istruttoria. Eccezioni di nullità presentate dalle difese e questione di costituzionalità

ANTONIO FABBRI – Si è aperto ieri il processo sul cosiddetto “racket delle badanti”. A presiedere il procedimento il commissario della legge Francesco Santoni, al suo primo dibattimento penale, considerato che gli altri commissari della legge hanno operato tutti nel fascicolo. Tre, infatti, gli inquirenti che hanno indagato sulla vicenda. Dapprima il commissario Simon Luca Morsiani; poi dopo al prima redistribuzione del lavoro, il commissario Roberto Battaglino e infine il commissario Elisa Beccari che ha disposto il rinvio a giudizio allo stato degli atti essendo decorso il termine di indagine.

Gli imputati e le accuse Sono sei gli imputati di questo caso. In particolare Fatima Dzutseva, 50enne di origini russe difesa dall’avvocato Achille Campagna, e Felicia Doru, 51 anni di origini rumene, difesa dall’avvocato Cecilia Cardogna, sono accusate a vario titolo della “gestione clandestina del lavoro delle badanti all’interno dell’Ospedale” e delle minacce alle “assistenti non allineate”. Le imputazioni contestate sono alternativamente estorsione in concorso o violenza privata o atti persecutori. La Dzutseva è poi accusata anche di truffa per avere fatto lavorare come badanti, con artifici e raggiri, operatrici non regolari.

Imputata, per il lavoro in ospedale delle badanti irregolari anche Loretta Casadei, 57enne dipendente Iss difesa dagli avvocati Tania Ercolani e Francesco Mancini, accusata di interesse privato in atti d’ufficio o, in subordine di abuso di autorità, “perché quale pubblico ufficiale in ragione del ruolo di coordinatore delle professioni infermieristiche presso l’Ospedale di Stato (…) favoriva indebitamente gli interessi di Dzutseva Fatima io pregiudizio di altre assistenti non sanitarie che prestavano la propria opera all’interno dell’Ospedale di Stato

Ci sono poi altre tre imputate, di un procedimento collegato riunito, accusate di ingiuria e diffamazione a mezzo delle comunicazioni sociali: Maria Rita Pasquali, difesa dagli avvocati Guido Saraceni e Matteo Toccaceli; Annarita Mauriello difesa dall’avvocato Luca Della Balda, e Lora Stefanelli, difesa dall’avvocato Carlo Biagioli.

Le tre imputate, esponenti del direttivo dell’associazione “Rispetto”, sono accusate di avere redatto e inviato ai media un comunicato stampa con il quale, secondo l’accusa, offendendo “Fatima Dzutseva quale presidente della Società Coperativa “Albero della vita”, in sostanza dicendo che vi erano persone sotto indagine parlando di “caporalato”.

Queste le accuse. Ieri la prima udienza del processo partita dalle eccezioni preliminari. Ieri in aula anche Alba Montanari, assistita dall’avvocato Maria Luisa Berti, rappresentante del comitato che aveva sollevato pubblicamente la vicenda badanti, la quale ha dichiarato di non volersi costituire parte civile.

La prima udienza e le questioni preliminari Ieri la prima udienza nella quale c’è stata la richiesta di costituzione di parte civile di alcuni imputati nei confronti di altri e viceversa. Oltre a questi anche l’Avvocatura dello Stato, con gli avvocati Simona Ugolini e Alessandra Bellardini, per conto dell’Iss ha chiesto la costituzione di parte civile, in particolare nei confronti della dipendente dell’ospedale.

Alla costituzione dell’Avvocatura si sono opposti gli avvocati Francesco Mancini e Tania Ercolani affermando che la loro assistita “si ritrova in un processo penale in cui non ha avuto alcuna possibilità di partecipare in istruttoria e se avesse avuto possibilità di farlo certamente l’Iss non sarebbe qui a reclamare i danni”. L’avvocato Ercolani ha citato una serie di e-mail e di segnalazioni di criticita alle quali non ha avuto risposta e che sarebbero state “dirimenti se avesse potuto presentare in fase di indagine”. Proprio perché “Casadei aveva segnalato fatto che girassero voci strane a ipotetiche connivenze, aveva inviato una mail in cui aveva sollecitato controlli e più volte chiesto a Iss azioni legali rispetto alla campagna denigratoria. Iss non ha fatto nulla, né a tutela degli infermieri né della coordinatrice degli infermieri. Oggi chiede di costituirsi parte civile. Non posso che polare di bipolare comportamento dell’Iss”.

Si è opposta alla costituzione di parte civile anche l’avvocato Cardogna sottolineando tra l’altro che la sua assistita, Felicia Doru, “non ha potuto difendersi nel procedimento penale. Era stata sentita semplicemente come testimone. Non ha mai ricevuto la comunicazione giudiziaria, né il decreto di rinvio a giudizio per un errore di indirizzo, e ora si vede imputata senza neppure avuto conoscenza di tutte le carte del procedimento”. Eccezione, questa, sulla base della quale è stata chiesta anche la nullità del capo di imputazione e degli atti, perché formati senza garanzia del diritto di difesa, richiamando l’articolo 15 della Carta dei diritti che afferma: “Il diritto di difesa è tutelato in ogni fase del procedimento giudiziario”.

Stesse eccezioni sollevate anche dalla difesa Casadei.

Dal canto suo l’avvocato Carlo Biagioli ha invece aderito alla richiesta dell’Avvocatura ritenendo che “sarà l’esame dei fatti nel merito a poter fare capire se l’Iss abbia subito un danno”.

Posizione condivisa anche dal Procuratore del fisco, Roberto Cesarini che ha aggiunto come in linea teorica, trattandosi di reato contestato al pubblico ufficiale, la costituzione dell’avvocatura sia ammissibile. Procura fiscale che ha ammesso criticità nella fase istruttoria, pur sostenendo che non possono annullare tutto il processo rimarcando che in dibattimento testimonianze e prove possono essere rinnovate. ed ha invitato a “difendersi nel processo” e non “dal processo.

Tra le questioni preliminari quelle dell’avvocato Achille Campagna che ne ha avanzate cinque. Tra queste una che chiede la nullità degli atti, compresa la comunicazione giudiziaria, giunta dopo che il processo era stato segretato ed era scaduto il termine per le indagini, ritenendo che la nullità degli atti andasse dichiarata in istruttoria disponendo l’archiviazione. L’avvocato Campagna ha sollevato anche eccezione di costituzionalità circa l’interpretazione del Collegio Garante che vede oggi l’inutilizzabilità degli atti formati dopo la prescrizione processuale, mentre prima il processo veniva archiviato “si configura in termini di violazione del principio di irretroattività”, ha detto.

Questioni di nullità sollevate anche dagli avvocati Mancini ed Ercolani, considerato che anche la loro assistita è stata sentita in istruttoria solo come testimone, senza avvocato e solo all’atto del rinvio a giudizio ha saputo di essere indagata e imputata, non potendo così difendersi.

Al termine dell’udienza tecnica di ieri il Commissario Santoni si è riservato di decidere, con separato provvedimento, sulle eccezioni di nullità, sulla questione di costituzionalità aggiornando intanto l’udienza al 25 maggio per decidere anche sulle costituzioni di parte civile.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

 

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