Resoconto Consiglio Grande e Generale: mercoledì 16 marzo 2022 – pomeriggio

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 15-21 MARZO

MERCOLEDI’ 16 MARZO–seduta del pomeriggio

 

Nel pomeriggio si conclude il dibattito sul nuovo strumento di pianificazione territoriale con l’approvazione a maggioranza dell’ordine del giorno sottoscritto da Pdcs, Rete, Gruppo misto (di maggioranza), Npr e Dml.  L’Ordine del giorno, in particolare, impegna tra l’altro l’esecutivo “a definire un nuovo incarico allo Studio Boeri Architetti, coaudiuvato anche da altri professionisti, per l’aggiornamento in relazione agli obiettivi sopra elencati del progetto di legge ‘Nuovo strumento di pianificazione territoriale della Repubblica di San Marino- PRG’ . 

Viene quindi approvato a maggioranza anche il progetto di legge della Segreteria al Territorio “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano Regolatore Generale (P.R.G.) per l’attuazione di interventi finalizzati allo sviluppo imprenditoriale, economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino e per la realizzazione di servizi per la comunità”.

La seduta si conclude con l’avvio del dibattito sul progetto di legge successivo “Disposizioni in materia di Collegi Sindacali e/o Revisori di nomina del Consiglio Grande e Generale”, presentato dalla Segreteria di Stato il Territorio in seconda lettura, in cui emerge la netta contrarietà di Rf e Libera, i cui consiglieri annunciano già voto contrario in quanto lo definiscono un provvedimento “ad personam”, legato alla vicenda che ha interessato un sindaco revisore dell’Azienda di produzione

Il dibattito e l’esame è proseguito in seduta notturna.

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio al dibattito al comma 11.

 

a) Riferimento del Segretario di Stato per il Territorio in merito al nuovo strumento di pianificazione territoriale e successivo dibattito 

b) Progetto di legge “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano Regolatore Generale (P.R.G.) per l’attuazione di interventi finalizzati allo sviluppo imprenditoriale, economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino e per la realizzazione di servizi per la comunità” (presentato dalla Segreteria di Stato il Territorio, Ambiente e Agricoltura) (II lettura) 

Alessandro Mancini, Npr
Annuncio il  voto favorevole alla variante del Prg, ringraziando il Segretario di Stato per il lavoro portato avanti, ma anche il gruppo imprenditoriale che ha deciso di investire in territorio per ampliare la propria azienda. E questo si lega anche al ragionamento che si deve portare sul nuovo strumento di pianificazione territoriale. Ci vuole chiaramente attenzione sulla sostenibilità e sulla tutela del nostro esiguo terrritorio e condivido gli interventi di questa mattina da parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Il Segretario ha illustrato bene le tappe della politica sul Prg. Questa maggioranza e governo vogliono continuare a mantenere vivo il rapporto di collaborazione con lo studio Boeri. Le evidenze negative del Prg del ’92 le abbiamo tutti sotto gli occhi, come le distorsioni che quel piano regolatore in certe situazioni – le così dette maglie larghe dei piani particolareggiati- hanno prodotti negativi su qualità edificato, cementificazione del territorio e sul sistema bancario. Quello che è stato fatto dal 2015 ad oggi ritengo sia tutto condivisibile, ho apprezzato il risultato portato dall’architetto Boeri ma le critiche su quello che è mancato ritengo vadano fatte. Nella scorsa legislatura, il contrasto con l’ex Segretario Michelotti era all’ordine del giorno per come stava portando avanti i lavori sul Prg. Io e altri colleghi criticammo la scelta politica di dotare l’ordinamento di un nuovo Testo unico in materia urbanistica che non si sposava con il nuovo Prg. Fu una scelta sbagliata, perchè non ha portato correttivi, fu come mettere un vestito nuovo a un corpo morto. La critica più forte fu quella di non accompagnare con un dibattito serio nel paese quelle che dovevano essere le strategie di sviluppo che dovevano essere tradotte nel nuovo Prg. Mancano quelle indicazioni- ed è una critica all’aula non certo a Boeri-  che la politica doveva dare, di quello che deve essere il paese sul piano economico, sociale e culturale per i prossimi decenni. Mi limito a indicare il fattore della crescita demografica, dobbiamo iniziare a ragionare sull’ampliamento del bacino di residenze. Quindi il tema delle infrastrutture pubbliche e poi il tema dei temi, come rendere compatibile lo sviluppo del territorio cercando di salvaguardare al massimo il nostro esiguo territorio. Auspico un ampio confronto per arrivare a tempi brevi al nuovo Prg.

Oscar Mina, Pdcs
La modifica del Prg è finalizzata a portare gli adeguamenti necessari per consentire l’attuazione di interventi rivolti alle imprese che intendono portare avanti lo sviluppo economico con ricadute occupazionali. In questo caso, il progetto di legge esaminato riguardo all’area del Castello di Chiesanuova, in cui il congresso di Stato ha riconosciuto quale infrastruttura strategica questa area, in particolare attraverso la sua trasformazione in zona produttiva, includerà un importante intervento edilizio da parte di Fluiteco che verrà realizzato nell’area oggetto della variante, annessa alla realizzazione di servizi per la comunità. La proprietà in cambio della trasformazione darà all’Ecc.ma Camera terreni  attualmente destinati a uso agricolo, individuati come riserva naturale nel Piano particolareggiato per aree naturalistiche e a titolo compensativo verranno trasformati a zona verde. Va fatto rilevare che in quell’area vi sono presenti da tempo importanti impianti tecnologici pubblici di convogliamento di acque sorgive, denominate rispettivamente sorgente Torsano e sorgente Fontevivo, già canalizzate verso la centrale di potabilizzazione di Galavotto dell’acquedotto destinato al nostro fabbisogno territoriale. Non risolverà i problemi di carenza idrica conclamata, ma le stesse fonti potranno essere potenziate sia sotto l’aspetto tecnico del convogliamento, che sotto l’aspetto del loro trattamento. Unitamente all’aumentare la capacità di autonomia del nostro territorio, potremmo pensare, con altri interventi finalizzati a quell’area o annessi, una qualche possibilità di realizzare un qualche invaso per avere questa riserva. In quelle aree è consentita anche la realizzazione di percorsi ciclo pedonali e la legge consente anche l’ampliamento del cimitero di Acquaviva.
Sul tema delle politiche territoriali in termini generali: come creare valore aggiunto per la collettività è l’aspetto prioritario su cui puntare, parimenti al creare condizioni che non peggiorino un territorio già provato da una edificazione smisurata e speculativa, ma in realtà portino a una visione di sistema integrato per il paese. Su questo aspetto, le linee di indirizzo per il Prg non credo possano esaurirsi qui, servono ulteriori confronti sui principi che dovranno rivisitare il progetto Boeri che rappresenta una base di lavoro, ma dovrà essere aggiornato, alla luce di forti cambiamenti nel quadro macroeconomico e con interventi infrastrutturali strategici e prioritari.

Eva Guidi, Libera
Parlare delle linee guida del Prg significa parlare del più importante strumento di tutela e programmazione economica e sociale per il nostro territorio. Significa, dopo 30 anni, parlare di opere pubbliche a servizio dell’intera società e anche di opere di privati, attraverso le quali immaginiamo la nostra San Marino del futuro. E bisogna avere una visione ben precisa: per questo occorre una valutazione, guardando a tutta una serie di caratterisitche del nostro ambiente, dalla sostenibilità ambientale al carattere della crescita eocnomica, alla salvaguardia del patrimonio edilizio e artistico, al sistema infrastrutturale di tutto il nostro paese. Interventi dei colleghi hanno manifestato una preoccupazione comune. Anche noi, dopo lo scempio degli ultimi 30-40 anni, riteniamo la base di partenza sia sì quella di lavorare insieme, ma anche su una visione del Paese con coraggio, cercando di allontanarsi da politiche del consenso e della speculazione. Ci vuole visione, coraggio, determinazione. In questo, la continuazione del progetto Boeri può essere un buon punto di partenza. Le elaborazioni fatte sono un progetto all’avanguardia per la nostra Repubblica. Dobbiamo migliorare la nostra autonomia in campo energetico, anche rispetto la risorsa idrica. E’ urgente migliorare, investire e intervenire con incentivi e con operazioni di controllo. Sulla mobilità: il progetto Boeri aveva dato alternative al trasporto su gomma che vanno studiate, un intervento urgente è quello sulla sicurezza.

Gian Carlo Venturini, Pdcs
Una corretta pianificazione del territorio per una realtà ridotta come la nostra è fondamentale. Siamo tutti consapevoli si debba arrivare quanto prima alla definizione e approvazione del nuovo strumento urbanistico che possa servire per lo sviluppo del Paese. L’attuale Prg ha ormai 30 anni e, anche se non è completamente esaurito, si ha necessità di uno strumento efficace e che possa evitare le distorsioni che si sono verificate. Ringrazio il Sds Canti per il lavoro fatto in questi due anni e per l’approccio che vuole portare avanti, di condivisione e ripresa della proposta dell’architetto Boeri. Se da una parte sono convidivibili alcune scelte proposte da Boeri, dall’altra ritengo ci sia necessità di aggiornare e integrare la sua proposta per le parti che ritengo siano carenti. Mi riferisco alle infrastrutture strategiche individuate dal governo. Oltre al potenziamento dell’aviosuperfice e all’intervento futuristico dell’interramento della superstrada dal confine di Dogana fino a Ponte Mellini, previsti dalla bozza del Prg di Boeri, credo infatti il paese abbia bisogno di altre strutture ricettive, a supporto del comparto turistico del Paese. Per esempio la definizione del polo museale, di strutture alberghiere e congressuali e altre strutture individuate dal Segretario e da documenti redatti in questi due anni e dalla legge di bilancio. Viene poi da pensare a come risolvere il problema di approvvigionamento energetico. Altro problema è quello della viabilità, ferma a quella di 40-50 anni fa. Poi interventi in linea anche con le strategie individuate negli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite e, a questo proposito, il tavolo per lo sviluppo sostenibile sta elaborando il Piano strategico nazionale di San Marino.
Altro concetto condivisibile è il tema del consumo del territorio che ci deve portare a una serie di riflessioni: siamo consapevoli della necessità di tutela del territorio, ma non è possibile raggiugere questo obiettivo solo cambiando qualche destinazione d’uso in modo discrezionale, che a qualcuno si tolga edificabilità per darla ad altri, con criteri non chiari. Abbiamo visto che diverse aree, tra le quali anche quelle pubbliche, sono diventate nuovamente ‘zona verde’ senza una riflessione, solo per una questione di conto matematico del territorio. Altro tema importante introdotto con il Prg è la vulnerabilità idrogeologica: dovrà esserne tenuto conto e dovrà avere un peso, ma non può essere così indiscriminata, qualora siano previste aree definite, è opportuno si definiscano già i criteri di perequazione e dove eventualmente dare la possiblità di assolvere al diritto che si aveva nelle aree di cui si era titolari, ne avremo modo di discutere.
Condivido in definitiva l’approccio del Segretario Canti cui dobbiamo dare pieno mandato per aggiornare e integrare la proposta di piano regolatore di Boeri che presenta alcune lacune, al fine di migliorare la vivibilità di diverse aree già edificate. Il nuovo Prg deve dare un chiaro impulso all’ammodernamento e allo sviluppo del paese, qui ci giochiamo il nostro futuro.

Andrea Zafferani, Rf
Sottolineo due aspetti, il primo sulla variante Prg. Anche nostro gruppo ha votato a favore in Commissione, ha tenuto sempre una linea coerente quando si parla di espansione di aziende, anche se condivido che anche queste aree andrebbero inserite in un nuovo Prg in cui individuare aree in cui far crescere le nostre imprese. Anche se quando si parla di aziende già insediate c’è poco da discutere, se vogliono crescere lo devono poter fare nelle vicinanze. Difficile pianificare a tavolino anni prima, bisogna essere flessibili e trovare soluzioni compatibili alla sostenibilità del territorio anche se sono esigenze che possono confliggere, lo sappiamo. L’atteggiamento da parte nostra è coerente fin dalla passata legislatura nel dare risposte adeguate a imprese che vogliono crescere e stessa cosa l’abbiamo fatta con questo progetto industriale importante. Ricordo invece che in altri casi  ci sono state difficoltà perché la maggioranza non si è messa d’accordo.
Sul Prg anche nel dibattito si sono sentiti molti auspici. Non ne aggiungo altri, sono tutti più o meno ragionevoli e interessanti. Dal punto di vista politico,  se si vuole che sul prg ci sia una intesa trasversale che lo porti a resistere negli anni e che non sia modificato, è necesario che si trovino dei tavoli con tecnici che comprendano tutte le forze politiche, affinché possano dare tutte il loro contributo. Il  lavoro di Boeri è un punto di partenza fondamentale, credo sia bene trattarlo con molto rispetto da parte della Segreteria, che deve resistere alle tentazioni emerse nel dibattito, sentite da qualcuno legato a una politica vecchio stile che mira a costruire, come se fossimo ancora negli anni ’90.

Gloria Arcangeloni, Rete
Il dibattito ha rimarcato la necessità di andare a rivedere il Prg ormai obsoleto e datato e che ha portato l’edificato esistente di oggi che non brilla di buon senso. Molti i passaggi nel dibattito, gli intenti mi pare siano tutti indirizzati nella stessa direzione: recupero delle aree verdi, riqualificazione dell’edificato esistente, viabilità, il progetto di Boeri che necessita di aggiornamenti e di inserire gli obiettivi emersi con l’agenda 2030, i criteri di indipendenza energetica e a livello idrico, le opere strategiche…abbiamo una buona base di partenza e mi sembra l’Aula sia concorde. Mi pare evidente che il Piano regolatore non è di pertinenza né della maggioranza, nè dell’opposizione, nè tanto meno dell’uno o dell’altra Segreteria, ma della collettività. E’ necessaria una visione complessiva e lungimirante sulla struttura economica e sociale disegnata per il nostro territorio da qui ai prossimi 20-30 anni. Da una parte c’è il progetto Boeri, dall’altra bisogna tenere conto delle pratiche di organismi che girano intorno allo strumento del Prg, porrei all’attenzione dell’aula di rivedere se c’è ancora la necessità di avere organismi o commissioni a disposizione che purtroppo possono essere state utilizzate in malafede.

Giuseppe Morganti, Libera
Il Pdl che si discute in via transitoria, il progetto di variante, è stato sostenuto integralmente all’interno della commissione consiliare preposta- perché vanno date risposte importanti compatibilmente con il quadro generale del territorio. Ma ci auguriamo questo tipo di interventi siano esauriti: è più che mai opportuno che il Prg sia discusso e approvato in modo tale che interventi spot possano essere compresi in una logica complessiva.  Il Prg deve avere una visione che mi pare il progetto Boeri abbia nel suo seno: quella di una trasformazione integrale della Repubblica di San Marino, affichè non si verifichino problematiche del territorio generate da speculazioni e distorsioni.  Il progetto Boeri lavora sul ricucire il nostro territorio attraverso linee-guida sane, con l’obiettivo positivo legato al bene comune e a capire come si costruisce una città per una collettività e non un palazzo per esigenze speculative. C’è una volontà in questo senso da parte del Consiglio, senza distinzione tra maggioranza e opposizione. Sono invece preoccupato dall’intervento del Segretario della Dc, ci ha fatto capire che comunque l’uso del territorio potrà continuare, ha parlato di espansione di aree edificate, di trasformazione di aree verdi che possono tornare in aree servizi. Spero di aver interpretato male certe parole.

Manuel Ciavatta, Pdcs
Si parte dalla presa d’atto di un lavoro fatto dall’architetto Boeri, professionista riconosciuto a livello internazionale a cui il nostro Paese ha affidato l’incarico di una valutazione del territorio e la redazione di un Prg proprio perchè ha riconosciuto in lui delle linee di intervento che potessero venire incontro ad alcune necessità importanti, a seguito dell’edificato dei decenni precedenti. Vediamo l’ex Symbol che è lì da tanti anni, piuttosto che l’edificio di Acquaviva..i così detti ecomostri potrebbero essere tirati giù ed ecco la soluzione del problema. Ma se ragioniamo sul Prg le scelte che facciamo non sono ‘scelte dell’adesso’, ma devono avere una visione sullo sviluppo del nostro Paese. In particolare il nostro paese, dopo questi due anni, ha ricominciato ad avere appeal anche all’esterno e si appresa a concludere- da qui a un anno speriamo- il percorso di associazione europea, ma sappiamo cosa significa passare in mezzo alle 4 libertà. Significa libera circolazione di imprese e persone, allora dall’altro è necessario avere una visione per capire che succederà quando imprese e altre persone sceglieranno di venire a San Marino. Di qui la necessià di un Prg che preveda il recupero di problemi che ci sono stati, ma anche che abbia una capacità di visione che possa immaginare quella che sarà San Marino diciamo tra 8 anni, per stare nel progetto San Marino 2030. Il piano Boeri può essere migliorato e approfondito, il mio auspicio è che, una volta validato da un professionista di altissimo livello, possa ancora di più dare indicazioni su quelle che sono le infrastrutture e le aree che il paese aveva già identificato come strategiche e che sono da integrare nella bozza del Prg. Darei lettura a un odg sottoscritto dalle forze politiche di maggioranza e aperto alla condivisione con le forze di opposizione:

Il Consiglio grande e generale (…..)impegna il Congresso di Stato 

1) a definire un nuovo incarico allo Studio Boeri Architetti, coaudiuvato anche da altri professionisti, per l’aggiornamento in relazione agli obiettivi sopra elencati del progetto di legge “Nuovo strumento di pianificazione territoriale della Repubblica di San Marino- PRG” già depositato, con il supporto tecnico del gruppo di lavoro costutuito con delibera del congresso di Stato n.26 del 17 gennaio 2022; 

2) a discutere in Consiglio Grande e Generale le risultanze del progetto del Tavolo per lo sviluppo sostenibile, per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni unite, con particolare riferimento agli interventi per il contrasto e l’adattaento al Cambiamento climatico;

3) a informare i gruppi consiliari sullo stato d’avanzamento dei lavori connessi all’aggiornamento del nuovo Prg;

4) a promuovere un confronto aperto con i cittadini attraverso incontri pubblici in ogni Castello della Repubblica;

5) a riorganizzare le funzioni dell’ufficio per la pianificazione territoriale ed edilizia, quale strumeto utile alla funzione di pianificazione urbanistica del nuovo Prg, valutando il superamento della Commissione politiche territoriali o delle sue funzioni. 

Agenzia stampa Dire

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