Resoconto Consiglio Grande e Generale 28 febbraio 2022 pomeriggio

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 23 FEBBRAIO- 1 MARZO

LUNEDI’ 28 FEBBRAIO- Seduta del pomeriggio

I lavori consiliari ripartono dopo la pausa del week end dalla ratifica dei decreti. A inizio seduta infatti, l’Aula approva la modifica dell’ordine del giorno che anticipa il comma 21, relativo ai decreti, e inserisce per la seduta di domani mattina un comma specifico con un dibattito sulla crisi in Ucraina. 

Sono così ratificati i decreti non scorporati e si inizia l’esame per quelli scorporati: il primo, di natura tecnica, è  il Decreto delegato n. 196 del 2021 “Nuove disposizioni sulla dichiarazione delle attività patrimoniali, finanziarie e quote societarie possedute all’estero – Modifiche al Decreto Delegato 13 novembre 2020 n.199”  che viene votato a maggioranza, una volta approvati alcuni emendamenti della Segreteria di Stato per le Finanze che trovano la condivisione anche dell’opposizione. 
E’ la volta del Decreto delegato n.4 del 2022 “Intervento di sostegno in favore di Agenzie di viaggio e turismo e di Tour Operator in seguito all’emergenza sanitaria da COVID-19”, su cui non c’è nessun emendamento da esaminare, ma si apre un dibattito partecipato in cui non mancano i riferimenti dei consiglieri per il rischio di un peggioramento della situazione del settore, già duramente provato dai due anni di emergenza sanitari, a seguito degli effetti sulla mobilità della “nuova” crisi legata al conflitto in Ucraina. Il decreto viene ratificato a larga maggioranza.
Segue infine la ratifica a maggioranza del Decreto delegato n. 1 del 2022 “Requisiti minimi necessari per le Strutture Sanitarie che eseguono sperimentazioni di Fase I “ e del Decreto delegato n.2 del 2022 “Requisiti minimi necessari per le Strutture Sanitarie che eseguono sperimentazioni di Fasi successive alla I, bioequivalenze e biodisponibilità”. 

Si apre quindi il comma n. 5 sulle Istanze d’Arengo, in cui ne vengono approvate due, entrambe all’unanimità: l’istanza n.9, in favore dell’uso della terminologia “persona con disabilità” in tutti gli atti dello Stato e l’istanza n. 11 per il riconoscimento della diagnosi e della cura della fibromialgia. Respinta invece con 25 voti contrari, 4 a favore e 1 astenuto l’istanza d’Arengo n. 5, “ per la tutela delle carriere lavorative lunghe ai fini previdenziali”. Stessa sorte per la n.17, ritenuta a livello bipartisan ormai superata: l’istanza richiedeva infatti “urgenti interventi volti a rimborsare le spese per i tamponi certificati, sostenute da studenti e lavoratori con necessità di frequentare luoghi situati sul territorio italiano in cui è richiesta l’esibizione del Green Pass”.  La seduta si conclude con l’avvio del dibattito sull’istanza n. 1 “per l’inserimento sperimentale dell’indirizzo di Scienze Umane indirizzo psico- pedagogico nell’offerta formativa della Scuola secondaria superiore sammarinese”, verso cui il Segretario di Stato per l’Istruzione, Andrea Belluzzi, anticipa l’orientamento contrario dell’esecutivo.

Il dibattito sulle istanze è poi proseguito in seduta notturna.

Di seguito un estratto degli interventi sul decreto delegato n.4
Comma 21. Ratifica Decreto – Legge e Decreti Delegati

Decreto delegato n.4 del 2022, Intervento di sostegno in favore di Agenzie di viaggio e turismo e di
Tour Operator in seguito all’emergenza sanitaria da COVID-19 /Approvato a larga maggioranza
dei presenti

Marco Gatti, Segretario di Stato per le Finanze
Il decreto nasce a seguito di un confronto avvenuto già lo scorso anno con tutti soggetti che, rispetto alla crisi pandemica, sono state le attività economiche che hanno sofferto più di tutte le altre e non hanno avuto una ripartenza immediata. Si tratta di iniziative ulteriori rispetto a quelle già adottate a favore di tutti gli operatori economici del Paese nell’ultimo biennio. Si tratta in questo caso di aziende che hanno perso in media il 70% del volume di affari. Nel disporre questi contributi a fondo perduto si è comunque posta attenzione alla sostenibilità di bilancio. Crediamo che l’intervento possa aiutare questi imprenditori a credere nella propria azienda e a ripartire. Tra pochi giorni arriverà un altro provvedimento richiesto, che riguarda la moratoria delle rate dei mutui per tutte le imprese e persone fisiche. 

Michela Pelliccioni, Dml
È il settore che in assoluto risulta il più penalizzato dalla crisi pandemica, lo dicono i numeri, e non solo a San Marino. La pandemia ha reso completamente inattivo il settore per due anni. Questo governo ha cercato di venire incontro alle esigenze degli operatori non solo con la proroga degli ammortizzatori con questo intervento specifico. Purtroppo, rispetto alle richieste avanzate, il contributo dato non è sufficiente per rispondere in pieno. È un settore che in passato ha contribuito alle risorse erariali. Auspichiamo poi ci siano scelte di prospettiva su questo settore. Infatti il nostro intervento vuole porre attenzione sulle ulteriori problematiche che saranno date dal conflitto ucraino che non era prevedibile purtroppo, e concorrerà a determinare ulteriori e più gravi conseguenze a un settore pressochè paralizzato. La mia forza chiede il massimo sforzo e di fare tutte le valutazioni del caso perché in prospettiva si tenga conto di un settore che ha ancora molto da dare.

Rossano Fabbri, Mis
Un provvedimento che prova a porre rimedio a un settore, come quello di tour operator e agenzie viaggi, risultato azzerato, a seguito dell’emergenza sanitaria, non può che trovare ampia condivisione da parte del sottoscritto e di tutta l’Aula. Tutto si può dire, tranne che non ci sia contezza dei gravi danni subiti dalle aziende del settore. Ben venga l’aiuto che la Segreteria per le Finanze ha voluto destinare loro. a settore. A parte alcuni settori che si sono in parte ripresi rispetto quanto successo, e vedremo poi che succederà a seguito di una crisi credo ancor più grave rispetto quella sanitaria, che è sotto occhi di tutti in questi giorni però, caro Segretario, il settore delle agenzie viaggi e dei tour operator non è l’unico settore che continua a subire delle crisi di tipo irreversibili. Ci sono alcuni settori che non hanno subito crisi, alcuni che sono ripartiti e alcuni ancora che tuttora  nei propri bilanci hanno le scorie di quanto successo per la crisi sanitaria e che ci ritroveremo nei prossimi mesi e anni in aggravarsi. C’è il comparto del centro storico che viveva anch’esso di viaggi organizzati e ha una crisi irreversibile e su questo non mi pare di aver visto chissà quali strumenti messi in campo dal governo. Quanto già messo in campo avrebbe bisogno, da parte della Segreteria, anche di un riferimento: quanto è stato sfruttato rispetto quanto è stato già dato agli operatori? Chi non ha avuto accesso a benefici? Il nostro Stato ha fatto un fondo perduto solo per pochi eletti. Invito la Segreteria a fornire dati rispetto a chi ne ha avuto accesso e chi non ne ha avuto accesso. Poi ha rinviato le scadenze del debito, si è dato accesso a finanziamenti ‘agevolati per modo di dire’, con un ammontare di interessi stabiliti neanche a un tasso del 2%, e si è spostato il problema in avanti. Su questo il governo deve fare una riflessione, e sul fatto che tutti i denari con cui si è fatto credito in giro per il mondo non siano stati messi a disposizione degli operatori e dei cittadini quanto piuttosto delle banche, per diramare danni interni su cui si poteva mettere mano successivamente.

Emanuele Santi, Rete
Su questo decreto vanno fatte alcune puntualizzazioni. Quando sono stati fatti ristori per le aziende colpite dalla pandemia, si è cercato di fare un intervento che potesse fattivamente aiutare le imprese e dall’altro, si è cercato di contemperarlo con le poche risorse a disposizione. Il Sds Gatti mise a disposizione oltre 15 mln di euro, come primo provvedimento, e non sono proprio niente. Questo decreto va proprio nella direzione di aiutare chi ha subito maggiori danni. Ma dall’intervento che mi ha preceduto  pare che questo governo non abbia fatto niente per nessuno. Allora voglio precisare che lo Stato ha rilasciato per i 27 soggetti tour operator oltre 700 mila euro di garanzie, ha rilasciato oltre 600 mila euro di fondo perduto e con questo intervento parliamo di 20 mila euro per 27 soggetti sono, in totale, un altro mezzo milione di euro. È poco? Sicuramente non è un modo risolutivo, ma non si può dire che lo Stato non abbia fatto niente. Dirò di più: nell’incontro con l’associazione dei tour operator sono pervenute delle richieste e il Segretario Gatti ha confermato che il Congresso ha lavorato su altri decreti, come sull’estensione della proroga cassa-integrazioni  e guadagni, sulle spalmature delle perdite esercizio- richieste fatta da tour operator-  la proroga del pre ammortamento dei finanziamenti agevolati. Molte richieste fatte sono state o saranno esaudite, sempre consapevoli della sostenibilità degli interventi. Non è assolutamente vero che si è abbandonato il settore, si è fatto tutto il possibile, con le poche risorse che abbiamo.

Denise Bronzetti, Gruppo misto di maggioranza
La maggioranza ha gestito i periodi più bui del covid, dando sostegno a certe attività- commercio ristorazione e turismo. Il leitmotiv che ha guidato le intenzioni della maggioranza e del governo è stato quello di considerare gli interventi su basi oggettive, sui dati economici delle aziende da supportare. Ci siamo sempre proposti di fare interventi misurati per le attività in crisi conclamata con debiti vari nei confronti di Stato e Pa. Ci auguriamo che gli interventi che vengono prorogati anche con questo decreto tengano conto dell’indicazione che è stata sempre data e che seguano anche i controlli che si dovranno continuare a fare per evitare eventuali distorsioni. Ci auguriamo infine che  le banche possano supportare la ripresa economica e che questa possa essere vicina. 

Andrea Zafferani, Rf
Sulle risorse a disposizione: anche questo decreto mostra che ci sia stato un errore di fondo nelle scelte che il governo ha fatto sulla destinazione delle risorse da indebitamento pubblico. Questo decreto è la traduzione pratica di questo problema di politica di bilancio in cui il governo ha messo il paese con le sue scelte. Di fatto mancano le risorse sufficienti per sostenere uno specifico settore economico che ha avuto una crisi enormemente più ampia rispetto ad altri settori, restando tuttora bloccato per problemi di mobilità internazionale che tuttora esistono. E il problema va evidenziato ed esteso anche ad altri settori che non si è riusciti a sostenere adeguatamente. I 500 mila euro sono la massima disponibilità data per questo decreto rispetto a uno stanziamento complessivo di poco più di 4 milioni di euro per l’economia: sono troppi pochi soldi a disposizione per la nostra economia, quelli che ci sono devono essere destinati ad altri obiettivi più contingenti, dovuti alla mancanza di scelte. Il secondo problema è una certa difficoltà nel comprendere che settori diversi dell’economia possono necessitare di risposte diverse, nei tempi e nelle cifre.  Non è che 20 mila euro di contributo calcolato sulle spese sostenute possa compensare il fatto che non ci sono incassi . Oggi c’è una necessità di ripartenza del mercato cui bisogna far fronte. Le proposte dei tour operator sono ragionevoli, ma  non c’è niente di tutto questo nel decreto. Serve più investimento.

Stefano Giulianelli, Pdcs
Merita una replica quanto emerso nel dibattito, mi riferisco agli interventi dei consiglieri Fabbri e Zafferani. Non mi è piaciuto Fabbri quando parla di intervento a fondo perduto per pochi eletti, non penso che con questa terminologia si descriva in modo corretto la situazione di crisi di tanti operatori economici. Purtroppo tutti gli operatori si trovano nella stessa situazione di fronte agli istituti di credito che devono valutare il merito creditizio di chi hanno di fronte. Non ci sono eletti ma ci sono operatori economici che in pari misura hanno necessità di essere supportati e finanziati nel momento in cui la loro situazione economica si fa difficoltosa. Ritengo lo Stato abbia fatto la sua parte nell’ambito dell’intervento di sostegno alle imprese, e in generale alle famiglie. Con questo decreto si interviene nuovamente su un settore fortemente colpito dalla crisi. Sugli errori indicati da Zafferani in ambito del bilancio 2022 la risposta l’ha già data lui: i fondi sono limitati e prevedere interventi a fondo perduto più consistenti comprometteva la stabilità delle risorse pubbliche, quindi gli interventi sono stati oculati e responsabili. Nel momento in cui si è dovuto aggiornare gli interventi di aiuto alle imprese, ci troviamo appunto di fronte interventi selettivi come questo.
In più si prospetta un’altra crisi economica importante, non solo per San Marino, causata dalla guerra in Ucraina, e qualsiasi ragionamento che ci apprestiamo a fare oggi, a supporto delle imprese per emergenza covid, sarà comunque un intervento da riconsiderare in funzione della nuova crisi che siamo costretti ad affrontare. Di qui l’importanza dei dati e di una fotografia su quelli che sono i rapporti delle nostre attività con il mondo russo e con l’est europeo, sarà fondamentale. Come maggioranza dovremo trovarci pronti a una nuova crisi.

Nicola Renzi, Rf
Ero stato tra i primi, in ambito di un dibattito in Finanziaria, a parlare di interventi a favore di tour operator, settore che non poteva essere paragonato ad un altro che abbia avuto ripercussioni maggiori per il covid.  Gli operatori ci hanno detto che se non arrivavano aiuti concreti in tempi rapidi, l’unica cosa che gli restava era chiudere. Di fronte a questo, consigliere Giulianelli, non credo le sue spiegazioni siano sufficienti. Lo strumento messo in campo dal governo è totalmente insufficiente e anche le argomentazioni che arrivano dalla maggioranza non sono state in grado di ottenere di più. Il provvedimento del governo è un qualcosa, ma un qualcosa che non è sufficiente per rispondere alla gravità della situazione di questo settore.

Alessandro Bevitori, Libera
Noi abbiamo ritenuto il pacchetto ristori del tutto inadeguato, avevamo chiesto fosse più orientato all’effettiva necessità delle aziende, di calibrare meglio le risorse dello Stato e oggi sappiamo bene che ci sono comitati di imprenditori che protestano e segnalano problemi anche con prese di posizioni pubbliche che ripetono i nostri interventi. Non sono quindi le proteste di Libera e dell’opposizione, ma sono operatori economici che lanciano un grido di aiuto perché ‘non hanno ricevuto nulla’. Noi crediamo si possa fare di più. Al di là delle risorse scialacquate, si può aiutare di più l’economia che sta resistendo facendo tanti sacrifici. Non bastano i rinvii delle scadenze economiche.

Matteo Ciacci, Libera
Capisco la situazione sia stata particolarmente deficitaria, con il percorso dell’indebitamento messo in campo. Noi abbiamo sempre detto che quel debito poteva essere speso non solo in un modo più  trasparente, ma anche in modo più calibrato, a sostegno delle attività che hanno sofferto per la pandemia. Era una cosa da fare con più forza ed efficacia. Speriamo che l’azione di governo possa sempre più andare in questo senso.  In secondo luogo, un discorso più specifico va fatto per i tour operator, su quella che può essere la prospettiva per il settore dell’intermediazione turistica. Verranno attribuiti circa 20 mila rispetto perdite e difficoltà molto, molto più ingenti. Nel momento in cui chiediamo di salvaguardare i dipendenti e chi ha perso il proprio mercato, oltre ad aiuti diretti dello Stato, penso un ruolo debbano averlo anche gli istituti di credito che non rilasciano liquidità e su questo un’azione di sollecitazione al nostro sistema, nel momento di bisogno, uno sforzo maggiore in questo senso, credo possa essere fatto. Questo decreto, mi viene da dire, è  un palliativo rispetto l’urgenza che abbiamo davanti.

Marco Gatti, Sds per le Finanze, replica
Gli interventi posti in essere a sostegno della pandemia hanno tenuto conto anche di altri settori in sofferenza, di un equilibrio e delle risorse che ha lo Stato e di come giustificare l’uso di quelle risorse che arrivano dalla contribuzione dei cittadini e abbiamo dovere di non buttarli a destra o a sinistra, a seconda di chi è più vicino in quel momento. Questo è un intervento per i tour operator, che hanno avuto i maggiori ristori perché hanno perso più degli altri. Ma quando si parla di prospettiva, quale hanno? Noi dobbiamo sostenerli all’infinito? Non si può pensare di fare oggi quello che si faceva ieri, tutte le attività sono state chiamate a riorganizzarsi, è importante che venga avanti non un’attività assistenzialistica dello Stato, ma di sprone. Gli interventi che vengono in essere sono per aziende non già morte, ma per chi ha la forza di andare avanti e di guardare in prospettiva. Il nostro è il paese che ha avuto la maggior ripartenza in tutti i settori. In questo settore in particolare parliamo di 17 tour operator e 10 agenzie viaggio, cui già sono stati dati 610 mila euro di fondo perduto, ne diamo altri 500 mila euro, più le garanzie, e abbiamo azzerato i costi dei dipendenti, più gli interventi sulle utenze, più la possibilità di spostare le perdite nel tempo. Però poi è anche vero che il ricorso al credito degli istituti è condizionato dal fatto che alcune società non sono capitalizzate. E allora è chiaro che la banca deve fare un discorso di merito creditizio. L’alternativa è di dare la garanzia dello stato al 100% e non penso sia corretto, così ne rispondiamo noi, i cittadini.

Rossano Fabbri, Mis
È stato dato atto che era una strada necessaria, la critica è che se non c’era niente altro da fare, una parte di quei finanziamenti poteva essere dedicata ad altri settori che oggi vivono lo stesso dramma dei tour operator. È stato fatto non niente magari, ma davvero poco. Non è questione di merito creditizio e banche, a fondo perduto si è fatto davvero poco, più che altro sono state spostate scadenze in avanti. Ci sono aziende di altri settori che rientrano in attività che si sarebbero potute salvare. Quando si parla di paletti non sono quelle delle banche, ma dello Stato e della burocrazia messi alle aziende, andate a vedere quante hanno veramente avuto accesso ai ristori.

Vladimiro Selva, Libera
Quando un paese si avvia ad affrontare l’era del debito, i toni non possono essere trionfalistici. Vantare di aver fatto debito senza un progetto oggi stride. La nostra crescita non è a due cifre. E nessuno ci ha ancora detto come quei debiti li ripagheremo. Se non facendo ulteriore debito negli anni. 

Marco Gatti, Sds per le Finanze
Nel bilancio di dicembre c’è scritto esattamente cosa farà il governo con le sue riforme, che significa fare gestione del debito nel tempo, cosa che fanno tutti gli Stati, debito che con gradualità andrà a decrescere.

San Marino News Agency

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