Gli emendamenti all’assestamento di bilancio infuocano il Palazzo. Morganti: “È illecito costituzionale”. Critiche anche dalla maggioranza

Nella serata appena trascorsa il Consiglio Grande e Generale ha iniziato a discutere dell’ultimo, e forse più significativo, punto all’ordine del giorno: la seconda lettura dell’assestamento di bilancio.

Gli oltre 50 consiglieri iscritti a parlare ad inizio seduta si sono trasformati in poco più di 10, per lo più di opposizione. Ed è dall’opposizione che sono arrivate critiche feroci per la quantità di emendamenti proposti dal governo e per il fatto che siano arrivati ai parlamentari solo un paio d’ore prima dell’inizio della seduta. Situazione che ha generato qualche malumore anche nella maggioranza.

In effetti rispetto ai 5 articoli presenti in prima lettura sono stati presentati decine di emendamenti dal governo sui temi più disparati. Tra gli interventi più importanti c’è l’emissione di 53,77 milioni di euro di titoli di debito pubblico destinati a rimborsare i possessori di titoli dell’ex BNS, a sua volta risparmiatori dell’ex Banca Cis a cui la legge 102/2019 sulla risoluzione del Cis ha trasformato depositi e investimenti sopra ai 100 mila euro in titoli a 3, 5 e 7 anni di scadenza.

Tra gli emendamenti del governo si segnala: lo stanziamento di 3 milioni di euro per l’Iss per l’acquisto di un robot chirurgico; misure di semplificazione della riscossione dell’imposta sulle importazioni e dell’IVA prepagata; agevolazioni fiscali per le attività di noleggio senza conducente. per l’acquisto di aeromobili e per i veicoli per competizioni sportive; la modifica della governare di Fondiss; la modifica della legge sugli appalti; lo stanziamento di 341 mila euro per alla liberazione e razionalizzazione degli spazi, nonché alla messa in sicurezza e ristrutturazione dei cimiteri della Repubblica; la modifica delle funzioni del Dipartimento Istruzione; la modifica della legge sulle residenze per motivi economici; l’eliminazione della Commissione Nazionale Sammarinese per l’UNICEF; la proroga al 31 luglio per le dichiarazioni dei redditi di persone fisiche e lavoratori autonomi; l’anticipazione di 500 mila euro alla Fsgc per la prosecuzione dei lavori al Campo Serravalle B; lo stanziamento di 200 euro a seduta per i componenti del Consiglio Giudiziario più il rimborso spese per i non residenti e la modifica degli emolumenti ad alcuni magistrati; l’esternalizzazione delle attività di logistica e servizi della San Marino Card a Poste San Marino S.p.A.

Di seguito una sintesi di alcuni interventi.

Michele Muratori, Libera: “Questo non è un assestamento ma una vera e propria finanziaria di inizio estate. Questo è l’esempio che questo governo pensa di non arrivare alla fine dell’anno”.

Nicola Renzi, Repubblica futura: “Siamo di fronte non ad una legge omnibus ma a un torpedone con dentro di tutto. Spaziamo dai cimiteri alla legge sulle società passando per i gettoni per i giudici. Ma lo sapete che gli emolumenti di quel tipo si stabiliscono con legge costituzionale? E tutto arrivato un paio d’ore prima dell’inizio della seduta. Sono veramente senza parole. Qui non stiamo discutendo se resiste o no questa maggioranza ma se resiste o no il paese”.

Il primo ad intervenire per la maggioranza è stato Manuel Ciavatta, Pdcs, che ha difeso la scelta sui bond per Bns: “Cosa dovevamo fare? Lasciare i risparmiatori a loro stessi? San Marino deciso negli anni di tutelare i depositanti delle banche e continua a farlo”.

Durissimo Giuseppe Maria Morganti, Libera: “Alle 19 sono arrivati 54 emendamenti. Non abbiamo avuto il tempo di poterli esaminare. Questa non è democrazia. Eccellenze, mi appello a voi: questa è una forzatura. Attraverso decreto si stabiliscono i gettoni ai magistrati? Occorre una legge qualificata: siamo di fronte ad un illecito. Abbiamo perso il lume della ragione. Come siete messi in maggioranza? Stiamo toccando veramente il fondo. Non è possibile così consentire al Consiglio esercitare il proprio ruolo di legislatore”.

Giovanni Maria Zonzini, Rete: “Arrivare con questi emendamenti con così poco preavviso ha reso difficile poter dare l’approfondimento ad ognuno di questi provvedimenti. Ma, colleghi, non ci dobbiamo scandalizzare. Lo ha fatto anche il precedente governo. È una prassi, se vogliamo, odiosa.

Su Bns si tratta semplicemente di una operazione contabile. Quei soldi sarebbero stati comunque a carico dello Stato.

Al di là delle battute inviterei questa Aula a ragionare su quale sia la reale prospettiva finanziaria del paese. Sono d’accordo con Renzi: il problema non è se resiste il governo ma se resiste il paese. Noi possiamo continuare ad indebitarci ma rischiamo di avvitarci e finire contro il muro. Faccio un appello: comprendiamo che siamo sulla stessa barca in un fiume ormai senza acqua. Di questo passo finiremo molto male”.

Andrea Zafferani, Repubblica futura: “Stiamo continuando a dirigerci con felicità verso un burrone dentro il quale cadremo prima o poi. E il governo sta cercando solamente di posticipare la caduta alla prossima legislatura. Qui si spendono e si spandono soldi come se ci fossero. I depositanti SMI vengono rimborsati anche oltre i 100mila euro. Aliquote agevolate per autoveicoli, aeromobili e persino autonoleggi, che ci hanno portato in blacklist all’epoca.  C’è una grandissima opacità nella contabilizzazione del bilancio. I 150 milioni per BNS passano da garanzia a titoli del debito pubblico ma senza essere contabilizzati come tali”.

Emanuele Santi, Rete: “Personalmente e come movimento abbiamo espresso il nostro dissenso rispetto al metodo che ha portato questo testo. È difficile avere così tanti emendamenti all’ultimo minuto. Mi auguro che ci sia tempo durante l’articolato tutte le spiegazioni ma non è mai un bel segnale arrivare così.

Sul debito non dobbiamo far finta che prima non ci fosse. Il debito pubblico è 1,4 miliardi di euro di cui 500 milioni per Cassa di Risparmio, 300 milioni di credito d’imposta, 300 milioni per Bns. Noi li abbiamo solo palesati. Non è una situazione rosea ma non possiamo nasconderla. Nonostante tutto il nostro paese attrae. L’ultima emissione di titoli interni mi dicono essere andata a ruba.  Quelli presenti in questo assestamento non sono nuovi debiti ma quelli già previsti a dicembre.

L’articolo sulla trasformazione di 55 milioni di titoli in scadenza a luglio 2022 in titoli di Stato è figlio dell’errore fatto con la legge sulle risoluzioni bancarie. Non li abbiamo quindi possiamo solo mandare avanti la palla di 10 anni. In totale abbiamo 150 milioni di obbligazioni Bns da rimborsare nei prossimi 4 anni. Ora dobbiamo essere certi che le azioni di responsabilità verso i responsabili del dissesto di Banca Cis vadano avanti. Nonostante la crisi le aziende stanno andando bene, le entrate stanno andando bene. Con queste premesse va messo in sicurezza il paese”.

Eva Guidi, Libera: “Il problema del nostro bilancio è il deficit, che penso sia tra i 60 e i 70 milioni quest’anno. Da ormai molti anni spendiamo più di quello che incassiamo. Una delle riforme da fare è quella dell’ordinamento contabile perché si fa molta fatica a leggere il bilancio. Occorreva fare subito le riforme. Se la maggioranza avesse messo nell’economia tutto l’impegno speso sulla giustizia penso che saremmo in un’altra situazione”.

Francesco Mussoni, Pdcs: “Come maggioranza abbiamo scelto di non fare molti interventi per non inflazionare il dibattito. Lo riconosco: questo assestamento ha dei limiti. Uno è quello del confronto verso l’opposizione ma anche verso la maggioranza. Anche se tutti gli assestamenti hanno una genesi non facile. L’altro limite dell’assestamento è che certamente non è un assestamento che fa risparmi. Ma l’impostazione è il mantenimento dell’impostazione finanziaria, raccogliendo un po’ indiscriminatamente le richieste di tutte le segreterie.

Ma ci sono anche i pregi. Il primo è che trasforma la situazione di BNS permettendo, con intelligenza, il rimborso delle cedole. Questo è un grande merito. Altra norma centrale è quella sull’Iss che porta a 84,5 milioni di euro lo stanziamento pubblico. Sul robot per l’ospedale: questa non è una scelta politica. È una scelta dell’organo di gestione dell’Iss che deve assumersi la responsabilità. Se la scelta darà risultati, come auspichiamo, sarà un grande successo ma se questo non fosse la responsabilità sarà della gestione dell’Iss, non della politica. Noi sosteniamo le scelte che vengono richieste dall’Iss ma sosteniamo anche la responsabilizzazione dei vertici. Ci sono altre norme qualificanti dei diversi settori”.

In sede di replica il Segretario alle Finanze Marco Gatti si è difeso: “Le critiche principali riguardano la mole degli emendamenti e la loro presentazione all’ultimo. Non prendiamoci in giro: da che mondo e mondo in seconda lettura questi progetti di legge ricevono tanti emendamenti perché è uno strumento più veloce rispetto ad una legge ordinaria.

Il debito non è lievitato. È quello stimato al 31 dicembre 2021. L’obiettivo resta quello del pareggio di bilancio nel triennio e l’attivo di bilancio per ridurre il debito. E questo si fa con le riforme e l’attenzione alla spesa. Abbiamo cercato di gestire in maniera tecnica le criticità accumulate nel tempo. Anche dall’esterno riconoscono i nostri progressi. Nel 2024 dobbiamo raggiungere l’equilibrio di bilancio, con magari un piccolo avanzo. Respingo le accuse al governo e alla maggioranza di non avere un’idea di cosa facciamo”.

Attorno a mezzanotte si è concluso il dibattito generale. Questa mattina dalle ore 9 inizierà l’esame degli articoli e degli emendamenti.

 

digià

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