Riforma tributaria: non ci siamo!

È stato un incontro prevalentemente tecnico quello di questa mattina tra il sindacato e la Segreteria di Stato per le Finanze. I funzionari tecnici della Segreteria hanno illustrato alle organizzazioni sindacali una serie di ipotesi di riforma del sistema tributario, senza tuttavia consegnare alcuna documentazione.
Dalla illustrazione emerge una impostazione di riforma che intende continuare a far pagare il prezzo più alto della imposizione fiscale, come sempre, ai lavoratori dipendenti. Riteniamo che gli obiettivi di equità, trasparenza ed efficienza che la Segreteria di Stato ha dichiarato di aver posto come principi base della riforma, non trovino riscontro nelle misure e negli esempi illustrati.
Tra gli interventi ipotizzati, la soppressione della quota produzione reddito dalla busta paga per tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dalla residenza, salvo poi prevedere una serie di detrazioni dalla dichiarazione dei redditi per non meglio precisate spese e carichi familiari. Una misura che non può essere certo condivisa dalla CSU!
Per quanto riguarda le imprese, tra le misure vi sarebbe la istituzione di una forma di “minimum tax”, ma in modo molto indefinito e illusorio. La CSU ribadisce che per realizzare i fondamentali obiettivi della equità e della trasparenza, invocati da decenni dal movimento dei lavoratori, occorra partire dal recupero delle vaste aree di elusione ed evasione fiscale attraverso nuovi strumenti in grado di accertare realmente i redditi e i patrimoni delle categorie economiche per sottoporli a giusta tassazione, e ridistribuendo il peso del fisco che – come detto – finora è quasi esclusivamente addossato sulle spalle dei lavoratori.

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