Rimini. Insetti e capelli imbustati nell’insalata, a processo 24 dipendenti di una società agricola

A processo una ventina di dipendenti di una società agricola. Sono anche accusate di aver rubato due tonnellate di verdura.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero gettato dentro i macchinari per la lavorazione e il confezionamento dell’insalata ogni genere di schifezza: ragni, cavallette, ciocche di capelli, mozziconi di sigaretta e persino pezzi di metallo pur di sabotare l’azienda per la quale lavoravano. Nei guai erano finite le lavoratrici cinesi di una grossa società agricola della provincia, distributrice di generi alimentari in tutti i più grandi supermercati sparsi per l’Italia, creando un danno immenso alla società che dava loro un’occupazione stabile. A processo, davanti ai giudici del Collegio di Rimini, sono finite complessivamente in 24. Tre di loro (una operaia cinese, quella che era considerata la ‘capa’ del gruppetto, è difesa dagli avvocati Massimiliano Cornacchia e Gilberto Gianni), devono rispondere di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari. Tutte, invece, sono imputate di turbata libertà del commercio e del furto di oltre mille piatti pronti, 1.300 bottiglie di succo di frutta biologico e più di due tonnellate di porri, oltre ad una quantità non meglio precisata di ortaggi assortiti. Per 23 di loro, il pubblico ministero Annadomenica Gallucci ha chiesto l’assoluzione (…)

Articolo tratto da Resto del carlino

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