Rimini. La Procura non si arrende sul crac Aeradria: c’è il secondo round

Crac Aeradria, la Procura non si arrende. Pronta l’impugnazione della sentenza di assoluzione per Vitali, Gnassi e Cagnoni dopo il fallimento della società di gestione del Fellini

LORENZO MUCCIOLI – Crac Aeradria, secondo round. La Procura di Rimini si prepara ad impugnare davanti alla Corte d’Appello la sentenza di primo grado pronunciata dai giudici del Collegio di Rimini il 14 gennaio scorso. Sentenza che, come noto, aveva assolto i “big” della politica e del mondo dell’imprenditoria riminese coinvolti secondo gli inquirenti nel fallimento della società di gestione dell’aeroporto “Fellini”. A nove anni di distanza dall’inizio delle indagini, i giudici avevano assolto l’ex presidente della Provincia, Stefano Vitali (difeso dagli avvocati Moreno Maresi e Mattia Lancini) dal reato di bancarotta fraudolenta. Vitali era stato inoltre assolto dall’accusa di concorso esterno nel ricorso abusivo al credito (le cosiddette lettere di patronage) insieme all’ex sindaco Andrea Gnassi (difeso dall’avvocato Nicola Mazzacuva) e al presidente della Fiera Lorenzo Cagnoni (difeso dagli avvocati Cesare e Roberto Brancaleoni). La proposta di appello avanzata dai sostituti procuratori Luca Bertuzzi e Paolo Gengarelli riguarda la riforma della sentenza emessa proprio nei confronti di Vitali, Gnassi e Cagnoni, per i quali secondo gli inquirenti sussisterebbero elementi di responsabilità penale. Non saranno coinvolti nell’eventuale processo d’Appello Manlio Maggioli e Mario Formica, entrambi già assolti (su richiesta della stessa Procura), così come era stato assolto Fabio Rosolen (difeso dall’avvocato Liana Lotti). L’unica condanna, a quattro anni per bancarotta fraudolenta, era stata quella di Santo Pansica, commercialista delle società controllate Air e Rdr (assolto però da altri capi di imputazione). (…)

Articolo tratto da Il Resto del Carlino

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