Rimini. Molestata in ufficio, il Comune deve risarcire

Molestata in ufficio, il Comune deve risarcire

La donna è una dipendente di un’amministrazione della Valconca: il giudice condanna l’ente al pagamento di 15mila euro

Una discussione tra colleghi di ufficio, come ne accadono ogni giorno. Poi, all’improvviso, lui si sbottona la cerniera dei pantaloni, mostra la sua virilità, dicendo alla donna: «D’ora in avanti prenderai gli ordini da lui». Lei resta di sasso. Ma decide di non restare in silenzio. La donna, che lavora come dipendente in un Comune della Valconca, va a denunciare le molestie sessuali subite ai propri dirigenti. «E qui avviene l’altro fatto molto grave. Non soltanto non le credono, ma la puniscono con una sanzione disciplinare perché con le sue accuse avrebbe infangato l’immagine dell’ente per cui lavora. È stato a quel punto che la donna si è rivolta a me per avere giustizia», racconta Adriana Ventura, consigliera di parità della Provincia di Rimini. Che si è occupata in prima persona della vicenda, accaduta due anni fa, e ha portato il caso davanti al giudice del lavoro Lucio Ardigò. Ieri la sentenza: il giudice ha dato ragione alla dipendente comunale vittima delle molestie, annullando il provvedimento disciplinare e disponendo a favore della donna un risarcimento di 15mila euro. Soldi che dovrà pagare il Comune dove lavorava la donna, che nel frattempo ha chiesto e ottenuto il trasferimento in un altro ente pubblico (…)

Articolo tratto da Resto del Carlino

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