San Marino. Resoconto Consiglio Grande e Generale 13 luglio 2022 mattina

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 11- 15  LUGLIO

– MERCOLEDI’ 13 LUGLIO–  Seduta della mattina

 

            Il sistema bancario sammarinese e Banca centrale al centro dei lavori consiliari di questa mattina: il Consiglio Grande e Generale ha infatti affrontato la presa d’atto della Relazione consuntiva di Bcsm sull’attività svolta e sull’andamento del sistema finanziario nel 2021, nonché il Bilancio d’Esercizio 2021. Ad aprire la seduta è stato il riferimento del Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti, che ha ripercorso le difficoltà affrontate dal sistema bancario e finanziario sammarinese negli ultimi anni.  E se il 2020 è un stato l’anno in cui “il sistema si è stabilizzato e sono cessati i deflussi di denaro”, proprio “il 2021 ha iniziato a registrare la crescita di depositi di liquidità nelle banche sammarinesi, si è avuto un fermo nella fuoriuscita dalla liquidità e quindi la crescita di fiducia”. In definitiva, “il sistema bancario- sottolinea il Sds Gatti- dal 2021 è tornato ad essere redditizio. Le banche hanno invertito la situazione che le vedeva sempre con bilanci negativi e sono passate a generare utili”.

Resta “l’ultimo scalino” da superare, ovvero la creazione di un veicolo di sistema per la gestione dei crediti performanti, in cui lo Stato “sarà chiamato a fare la sua parte”. Dopodiché “si potrà parlare di un sistema completamente armonizzato”, assicura. Anche sul bilancio 2021 di Bcsm, che è “sostanzialmente in pareggio” si registra “una profonda inversione di tendenza rispetto al passato”, rimarca Gatti.

            Il Segretario per le Finanze interviene infine riprendendo le fila del dibattito consiliare di ieri sull’Accordo di associazione con l’Ue: “Adesso si aprono prospettive importanti per il sistema finanziario e delle sfide- sottolinea- l’apertura del mercato finanziario è una opportunità, dall’altro vuole dire anche mettersi in competizione”. Il Sds Gatti si dice non preoccupato sul modello di vigilanza che l’associazione con l’Unione europea comporterà di adottare: “Sarà un modello che rispetta la sovranità di San Marino”. Di certo, la sfida per la banche sammarinesi, che per dimensioni non potranno competere con i big della finanza internazionale, starà nel lavorare per “trovare spazi che consentano loro di produrre reddito- conclude-  e continuare a servire l’economia e i cittadini della Repubblica di San Marino”.

Si apre così il dibattito consiliare in cui non mancano i rilievi per i costi ritenuti dall’opposizione “sproporzionati” del personale di Banca centrale, di 9 mln di euro. Ma anche dalla maggioranza si chiedono ‘valutazioni’ in merito. In replica, il Segretario di Stato ricorda gli impegni cui sono e saranno chiamati i tecnici di Banca centrale, interfacciandosi con gli organismi Ue, per esempio: “Banca centrale ha bisogno di una struttura per essere riconosciuta all’estero- puntualizza- ciò richiede personale adeguato nella professionalità e nel numero”.

            La seduta prosegue con la ratifica dei decreti delegati: via libera ai decreti n.95,96,97,98,99, si passa poi all’esame del Decreto Delegato n.79 “Interventi per l’occupazione, la formazione e le politiche attive del mondo del lavoro”. Il provvedimento“ ha l’obiettivo di riorganizzare tutti gli incentivi occupazionali previsti nelle varie norme emanate in questi anni in un unico strumento normativo- spiega la relazione illustrativa- rivedendone le finalità al fine sia di evitare sprechi di risorse pubbliche e sia per poter indirizzare in maniera più puntuale gli interventi di ricollocazione, verso le categorie di disoccupati che presentano maggiori difficoltà di occupazione”. Si procede all’esame degli emendamenti presentati al testo da Libera, Rete e Rf, al momento tutti respinti, tranne uno, di natura formale, di Libera, all’articolo 1. La seduta viene infine sospesa e l’esame dell’articolato proseguirà nel pomeriggio.

Di seguito un estratto degli interventi della mattina.

 

Comma 9. Presa d’atto della relazione consuntiva della Banca Centrale della Repubblica di San Marino sull’attività svolta e sull’andamento del sistema finanziario nell’anno 2021 nonché del Bilancio d’Esercizio 2021

La relazione è reperibile on line al seguente link: 

https://www.consigliograndeegenerale.sm/on-line/home/lavori-consiliari/dettagli-delle-convocazioni/scheda17177031.html

Marco Gatti, Sds per le Finanze

La relazione chiaramente è tecnica, con i numeri dei sistema bancario. In estrema sintesi possiamo prendere atto di quella che è stata l’evoluzione di criticità che sono iniziate una quindicina di anni fa, con la crisi finanziaria internazionale che ha avuto i suoi effetti anche sulla Repubblica di San Marino, questioni che hanno visto in sede contenziosi anche penali delle banche, investite in quanto operanti in Italia per loro partecipazioni. Le criticità hanno portato il sistema finanziario ad avere diversi problemi, fino a quello che oggi è sul tavolo, legato agli Npl, che rimane fortunatamente l’ultima delle criticità. Questo periodo ha visto tra l’altro una grande trasformazione del mondo bancario sammarinese perché il cambiamento delle regole internazionali, con la soppressione del segreto bancario e l’adeguamento agli standard internazionali, hanno visto il sistema assottigliarsi, le banche da 12 si sono ridotte a 4. In questi anni il nostro sistema bancario ha avuto grossi problemi legati agli aspetti patrimoniali, la problematica della liquidità è arrivata fino al 2020. Le banche, a seguito di queste trasformazioni molto veloci, avevano difficoltà a migliorare i loro conti economici, criticità legate alla trasformazione anche dei criteri di valutazione di quelli che erano crediti, quando performanti quando non performanti, per questo allineamento del sistema verso Basilea 3. Fino al 2019 si sono avuti momenti di crisi, banche che non facevano reddito con la problematica Npl, mentre il 2020 è un anno in cui il sistema si è stabilizzato, sono cessati i deflussi di denaro. Il sistema ha ripreso ad avere una fiducia verso gli investitori, anche la crisi della pandemia ha limitato i movimenti e ha contributo a un rallentamento di fuoriuscite di liquidità. Quindi nel 2021, come avete avuto modo di vedere dalla relazione Bcsm, il sistema ha iniziato a registrare la crescita di depositi di liquidità nelle banche sammarinesi, si è avuto un fermo nella fuoriuscita dalla liquidità e quindi la crescita di fiducia. Il sistema bancario dal 2021 è tornato ad essere redditizio. Le banche hanno invertito la situazione che le vedeva sempre con bilanci negativi e sono passate a generare utili. In questi anni l’Aula è stata impegnata in molte occasioni a intervenire per le crisi bancari. Anche piccole banche sono state assorbite da altre banche per tutelare il risparmio, chi aveva soldi leciti a San Marino non ha subito perdite, ma dei cambiamenti. Per esempio all’ultima crisi di Banca Cis, chi aveva depositi se li è visti convertiti prima in titoli Bns, poi li vedrà in titoli di Stato, però non ha perso risparmi.
La scelta dello Stato è stata quella di tutelare risparmiatori e famiglie e questo ha aiutato anche la crescita e oggi ci troviamo un sistema che ha ancora difficoltà e deve superare l’ultimo scalino: dare vita a un veicolo di sistema per la gestione dei crediti performanti. San Marino ha fatto una scelta condivisa da governo e sistema bancario, ovvero che le singole banche non gestissero per conto proprio le cartolarizzazioni, che permettono di monetizzare crediti non performanti. Ha fatto scelta di lavorare con un unico soggetto. Lo Stato sarà chiamato a fare la sua parte, dovrà valutare quanto mettere a garanzia in base all’analisi dei crediti, e questo diventa l’ultimo scalino, dopodiché si potrà parlare di un sistema completamente armonizzato.

Quali sono oggi le problematiche in generale? Sicuramente la stabilità dei mercati finanziari è uno dei problemi che le banche si trovano ad affrontare. In questo clima di insicurezza, effetto dell’inflazione dei mercati, non sta aiutando certi investimenti.

Questo lo vediamo anche nell’ambito del bilancio di Banca centrale, che è un bilancio che ha registrato una profonda inversione di tendenza rispetto al passato. Ricordo bilanci in negativo, oggi il bilancio è sostanzialmente in pareggio, dove Bcsm genera ricavi attraverso due leve.  Una è quella della gestione e investimento dei titoli nei mercati finanziari, l’altro per i servizi che presta allo Stato, grazie a una convenzione che prevede un pagamento forfait. Stiamo ragionando di rivedere le remunerazioni dello Stato a Bcsm alla luce delle attività fatte nell’interesse collettivo.

Dai risultati di Banca centrale vediamo risultati di sostanziale pareggio, dopo le perdite degli ultimi anni. Quest’anno si ha un risultato positivo di 1,2 mln di euro che nasce anche dalla compensazione delle poste, siamo sostanzialmente vicini a un risultato di equilibrio di bilancio.
Ieri avete parlato dell’Accordo di associazione con l’Ue e adesso si aprono prospettive importanti per il sistema finanziario e delle sfide, l’apertura del mercato finanziario è una opportunità, dall’altro vuole dire anche mettersi in competizione. Io non sono preoccupato sul modello di vigilanza. Sarà un modello che rispetta la sovranità di San Marino, pur consapevoli che questo modello di regole, che vede investiti più Stati, prevede la cessione di parte della sovranità. Dovremo lavorare sulla sfida delle nostre banche che per dimensioni non potranno mai competere con gli istituti internazionali, ma bisognerà trovare degli spazi che consentano loro di produrre reddito e continuare a servire l’economia e i cittadini della Repubblica di San Marino.

Matteo Ciacci, Libera

Qualche richiesta di chiarimento al Segretario Gatti. Banca centrale ha certamente un ruolo strategico, sia per i servizi che fornisce agli operatori del settore, sia anche per la funzione di indirizzo e della capacità di impulso sul settore finanziario. Al netto di una gestione prudente e più morigerata, adottata da questa governance di Banca centrale, che ha consentito al nostro sistema di sopravvivere, dopo momenti burrascosi, è evidente però, da quanto emerso anche dal dibattito di ieri sull’accordo di Associazione con l’Ue, che dobbiamo comprendere quali possano essere i nuovi ‘core business’ del sistema, per poter accedere ad un mercato più aperto, e non chiuso come quello di oggi. Ed è evidente che uno dei tasselli fondamentali è quello legato all’Accordo con Banca d’Italia e, più in generale, all’apertura del nostro sistema. Volevo capire, anche a seguito degli avvicendamenti alla governance, se ora che tutto il team di Bcsm è al completo, quali erano i passi in avanti, sia politici che tecnici, rispetto al Memorandum con Banca d’Italia, uno dei tanti obiettivi portati avanti da questo governo. E se corrisponde al vero di una serie di missive pervenute anche al Ccr, da parte di autorevoli esponenti di Banca d’Italia, che hanno evidenziato un rallentamento del percorso di condivisione. Un rallentamento che può riguardare il nostro sistema di vigilanza. Per cercare di aprire il nostro sistema, si vuole condividere questo percorso con l’Italia? E’ una scelta politica, si è sempre detto che fino a quando questa disponibilità non sarebbe pervenuta, il Memorandum difficilmente potrà giungere a compimento. Quali sono le interlocuzioni a riguardo messe in campo?

Alessandro Bevitori, Libera

Alcune considerazioni rispetto questo dibattito che riguarda i numeri della nostra Banca Centrale. Guardando il Bilancio di esercizio 2021, il Segretario dice che è in pareggio, però guardandolo con un po’ più di attenzione ci sono alcuni dati da evidenziare. Il Segretario ha snocciolato anche dati del sistema bancario e finanziario in generale, sappiamo bene che è un percorso in continuo ridimensionamento. L’attività di vigilanza, che è importantissima, vede un dato che da tempo, e non solo in questa legislatura, è rimasto confermato e non si è mosso, ed è il costo del personale di Banca centrale che si aggira attorno ai 9 mln di euro. Erano 9 mln di euro prima e anche in questo bilancio. Rifaccio un richiamo, a lei Segretario, a governo e maggioranza: credo che questi numeri qua non ce li possiamo più permettere. Abbiamo abbandonato gli asset del passato, ridotto il sistema bancario e non possiamo più permetterci costi di questo tipo, 9 mln di euro sono sproporzionati. Segretario, ci può dire se si può fare qualcosa per ottimizzare questo importo? Perché il bilancio è in pareggio, ma sappiamo bene che ci possono essere degli strumenti- legittimi per carità- da parte della contabilità che permettono di inserire delle voci in bilancio in grado di ridurre una perdita. Chiedo a lei Segretario perché il fondo rischi nel 2020 era di circa 6,8 mln di euro, ed è stato abbattuto dell’87% e portato a 700-800 mila euro. Si crea così un ricavo straordinario che va a coprire un deficit di bilancio.  Se prima c’erano 6 mln di euro di perdita, grazie a questa scrittura contabile la perdita viene coperta e si porta il risultato in pareggio. Se così fosse sarebbe preoccupante, perché vorrebbe dire che nel 2021 la banca ha registrato 6 mln di euro di perdita. E il fondo rischi non potrà più essere utilizzato il prossimo anno per coprire altre perdite.

Emanuele Santi, Rete

Da quanto emerge dalla relazione di Bcsm, ci sono tutte le possibilità per affrontare più serenamente la grande sfida dei prossimi mesi, ovvero la gestione degli Npl con i veicoli di sistema. È la partita su cui porre attenzione e dovremmo capire con Bcsm quando, la audiremo, quali sono le prospettive. Devo dire però, rispetto al bilancio di Banca centrale, che qualche criticità la ravvedo. Noi abbiamo un bilancio del 2020 di Banca centrale con una perdita di 800 mila euro, a cui andavano aggiunti gli accantonamenti fatti per le perdite riferite a Bns, per questo l’anno scorso Banca centrale è uscita con bilancio di perdite. Con il titolo irredimibile non ha dovuto più mettere perdite in questa partita, per questo nel bilancio 2021 c’è stata la ripresa di valore di 5,8 mln di euro che hanno calmierato le perdite importanti, riferite al 2021, di oltre 4 mln di euro.

Comunque sia, al di là degli accantonamenti, il dato su cui ci dobbiamo interrogare è perché Banca centrale perde: per il problema dei costi, della gestione. Mi auguro che la nuova governance del dott. Vivoli porti quella ventata di innovazione e approfondimento in modo da poter mettere mano a questi valori, affinché Banca centrale non perda più queste cifre. Sul discorso stipendi va fatto un ragionamento. Anche sugli interessi c’è stata una grossa perdita. Non vorrei che una parte di questa liquidità fosse stata ottenuta fuori da San Marino e abbia generato tassi negativi.

Francesco Mussoni, Pdcs

La prima considerazione positiva è che emerge un dato, da parte Bcsm, di stabilità del sistema bancario e finanziario, ma non solo, anche di miglioramento rispetto al 2020, anche di solidità delle banche e dei soggetti vigilati. Credo sia una necessaria constatazione del buon lavoro svolto, nonostante le crisi bancarie, il tema di Bns, in questi anni governo, Segreteria Finanze  e maggioranza abbiano dovuto supportare fortemente il sistema finanziario. Emerge un sistema che guarda al futuro. Solidità, conferma, ma anche rilancio: questo tassello deve essere spinto di più da Bcsm, ma anche dal governo, dando autonomie e indirizzi a Banca centrale che deve essere l’organismo che dà impulsi di internazionalizzazione e crescita al sistema bancario.

Dal punto di vista del bilancio di Bcsm si registra tenuta e ordine dei conti , c’è un pareggio e una stabilità. Una nota sui costi di gestione: effettivamente si tratta di 9 mln di euro per personale con 85 risorse umane. Per quanto sia un costo lordo  e riguardi professionalità di livello, è chiaramente  una valutazione da fare. Mi aspetto un’attività forte di Banca centrale poi nella normazione e produzione di norme e regolamenti che pongano il nostro sistema sempre più compatibile con il sistema che ci circonda, per consentire agli investitori esteri di accedere al nostro sistema e su questo occorre correre più velocemente.

Marco Gatti, segretario di Stato per le Finanze, replica

Sul Memorandum con Banca d’Italia: fino al 2015 un governo e una Bcsm avevano fatto un percorso importante con Banca d’Italia per arrivare alla firma, nel documento si prevedeva l’istituzione di una Centrale rischi. Nel 2016, quello stesso governo ha  nominato un nuovo presidente che ha rivoluzionato Bcsm e ha bloccato l’attivazione della Centrale rischi e per questo ha litigato con una parte di quel governo. Questa ha portato a una frattura grossa tra Banca d’Italia, la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino in tema finanziario. Ora si è ripreso un percorso e stiamo costruendo la fiducia per la firma di un Memorandum, perché oggi abbiamo la Centrale rischi.  Se saremo anche in grado di far lavorare il tribunale con serenità, anche la fiducia verso il nostro Paese continuerà a crescere e arriverà il Memorandum. Anche il rapporto con l’Ue aiuta a ‘sdoganare’, perché Ue è trasparenza. Noi ci crediamo a vorremo portare a casa il Memorandum prima possibile.

Tornando a Banca centrale: chiaramente i costi sono significativi, ma voi pensate di andare a trattare con la Bce, di andare a fare regolamenti di vigilanza e il recepimento delle direttive etc, e secondo voi riusciamo a fare queste attività di livello con il personale scartato anche dalle banche commerciali? Gli stipendi che prendono nelle banche europee centrali vi risultano inferiori rispetto ai nostri? Poi c’è un altro ragionamento da fare, magari anche in audizione con il direttore: se vi sono rami secchi vanno tagliati, ma Banca centrale ha bisogno di una struttura per essere riconosciuta all’estero, ciò richiede personale adeguato nella professionalità e nel numero. Se andate a vedere: sono completamente sparite le consulenze esterne. Ed è l’unica Spa dello Stato che ha rispettato la riduzione del 20% nei costi struttura. Poi non possiamo pensare che tutti gli oneri di vigilanza siano ribaltati al 100% sugli operatori, andrebbero fuori mercato: la sfida di portare nuovi operatori è anche per ribaltare costi su più soggetti.

 

 

 

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