San Marino..Credito d’imposta in titoli di stato: il Governo corregge la strategia

L’Informazione di San Marino

La prima ipotesi era stata avanzata l’estate scorsa, rivista alla luce del confronto col Fmi

Credito d’imposta in titoli di stato: il Governo corregge la strategia 

Celli: “Non è più ritenuta la soluzione migliore. A questo punto ragioneremo su altri versanti. In Bcsm va migliorata la qualità della Vigilanza dove qualcosa non ha funzionato” 

Credito imposta, nel corso degli anni è lievitato e richiede una soluzione. Da un lato il Comitato di sorveglianza istituito dal governo e dall’altro soluzioni tecniche per trattare il credito di imposta. Anche di questo si è parlato nella conferenza stampa di mercoledì scorso alla luce anche del confronto intavolato dal governo nel corso la visita della visita degli esperti di Washington. Il credito d’imposta a favore delle banche che hanno beneficiato dell’alleggerimento fiscale in funzione dell’acquisizione delle banche in default, è un altro effetto della mala gestio nell’ambito del sistema bancario. Il confronto l’Fmi, dunque, ha indotto l’Esecutivo a rivedere l’ipotesi della scorsa estate sulla trasformazione del credito di imposta in titoli del debito pubblico. 

Simone Celli raccoglie e commenta: “In primo luogo è fondamentale evitare ciò che è accaduto negli anni: la lievitazione del credito di imposta senza alcun tipo di controllo. in tale senso va vista la decisione del comitato di controllo. Poi il governo aveva ipotizzato anche alcune soluzioni di carattere tecnico. Onestamente penso di non svelare alcun tipo di segreto riferendo che c’è stato un confronto anche in questi giorni con i tecnici del Fondo monetario internazionale e stiamo ragionando sugli interventi più appropriati da attuare relativamente alla problematica sul credito di imposta. L’ipotesi della scorsa estate era quella della conversione in obbligazioni, titoli del debito pubblico, di questi crediti. Ipotesi che non è, però, ritenuta la soluzione migliore. A questo punto si ragionerà su altri versanti con la consapevolezza che quello del credito d’imposta è un problema che merita risposta e che va affrontato senza tentennamenti o disattenzione da parte del governo. In merito a Banca centrale credo che si inseriscano aspetti di carattere politico e culturale, frutto di almeno tre o quattro lustri. Noi dobbiamo essere chiari nel portare avanti il processo di miglioramento della qualità della Vigilanza, poiché è una raccomandazione che il Fmi fa da più anni: ovvero potenziare risk management in tutte le istituzioni bancarie. Affidare a professionalità di alto livello questa materia. Ebbene, ciò che non è stato fatto in passato lo faremo”.

Insomma, da quanto dichiarato dal Segretario di Stato quella del credito d’imposta è una problematica che sarà affrontata subito sulla scorta di quanto suggerito dal Fondo monetario internazionale. Oltre a suggerire di evitare di aggravare il bilancio dello stato con la conversione del credito di imposta in titoli del debito pubblico, suggerisce anche lo sblocco degli Npl che restando in pancia alle banche continuerebbero a conservare il beneficio fiscale del credito di imposta. 

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