San Marino. Don Mangiarotti: “Né disertori né conniventi”

“Sono stato molto critico con chi ha parlato con insistenza del «cambiamento d’epoca», perché mi è sempre parso che il tempo in cui abbiamo vissuto finora non fosse altro che il compiersi di quel processo dell’Illuminismo (iniziato già dalla fine del Medioevo e col Rinascimento) che nel tempo ha raggiunto capillarmente, visti anche gli strumenti nuovi della comunicazione, vastissimi strati della popolazione”.

Inizia così la riflessione di Don Gabriele Mangiarotti, che aggiunge: “Credo che si possa, e forse si debba, parlare di «cambiamento d’epoca» oggi, in presenza di quel fenomeno tragico e drammatico che si chiama pandemia. Il Covid-19 sembra l’agente di un cambiamento epocale dai risultati inimmaginabili. Basta anche solo uscire, per quel che si può, o accendere la TV, o usare i social media per accorgersene.

Se da un lato assistiamo a forme di gratuità e di eroismo senza paragone – penso a tutto il personale medico e sanitario che non si sta risparmiando con rischi reali per la propria vita – dall’altro sembra che la paura del contagio abbia la forza di trasformare i cuori degli uomini, oltre che le loro abitudini. Sospetto e a volte delazione sembrano caratterizzare molti momenti della convivenza, come se l’altro fosse prima di tutto un pericolo piuttosto che una risorsa. Mi hanno raccontato della difficoltà persino di guardarsi negli occhi nei luoghi pubblici, come per evitare ogni possibilità e occasione di rapporto”.

Leggi la lettera integralmente

 

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