San Marino. Fu la Seas a chiedere la Wind Farm di Isola di Capo Rizzuto

La Seas, con sede nella Repubblica di San Marino, pare legata a filo doppio con la Wind Farm di Isola di Capo Rizzuto – valore stimato mezzo miliardo di euro –  su cui sta indagando la Guardia di Finanza italiana su mandato della  Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

La società dei sammarinesi Roberto e Maximiliano Gobbi, padre e figlio, sarebbe collegata a quegli investimenti nell’energia eolica di fatto  in mano, a quanto pare, alla ‘cosca Arena‘.

La proprietà dell’impianto era detenuta dalla società Vent1 Capo Rizzuto srl, guidata dall’avvocato di Amburgo, Martin Frick. Ma l’avventura del Parco parte in realtà da San Marino nel 2005. Chi presenta il progetto al comune di Isola è una piccola società sanmarinese, la Seas, guidata da Roberto Gobbi. La richiesta è firmata, in qualità di mandatario, da Nicola Arena, nipote del boss e incensurato. Di cui Frick aveva talmente fiducia da volerlo persino come socio, quale amministratore unico della Purena, detentrice di un terzo delle quote di Vent1 Capo Rizzuto. Ma il vero fulcro del sodalizio è Pasquale Arena che non soltanto briga nelle stanze del comune per far protocollare il progetto ma si sarebbe occupato anche di aprire una società di intermediazione a San Marino con lo scopo di riciclare i proventi dell’affare eolico. Insomma una rete di scatole cinesi, di piramidi finanziarie con cui la ‘ndrangheta investiva e reinvestiva i proventi del malaffare. (Il manifesto, Silvio Messinetti, L’eolico della mafie calabresi).

La reale proprietà pare che sia stata occultata dietro il paravento di fiduciarie.

Si tratterebbe dell’ennesimo
collegamento con la Calabria
di società sammarinesi.

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