San Marino. Gioco on-line, account personale non è fuori legge. Assolto esercente

Nell’aula del tribunale la legge sui giochi ha mostrato tutte le sue lacune e anche l’incertezza di chi siede in enti che possono irrogare sanzioni ed avviare anche azioni penali, ma non hanno gli strumenti e, in certi casi, neanche le conoscenze adeguate.

E’ accaduto così che il titolare di un locale sammarinese, accusato del mancato rispetto della legge sui giochi, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. In sostanza con un proprio Pc portatile aveva dato la possibilità ad alcuni amici di poter giocare on-line attraverso il proprio account, su un sito di scommesse regolare, legato alla Sisal. Attività non a scopo di lucro, ma fatta estemporaneamente tra amici, seppure in un locale pubblico. Il Procuratore del fisco, Giorgia Ugolini, visto quanto emerso nel dibattimento, richiamando anche le testimonianze degli esponenti dell’Ente di Stato dei Giochi e l’incertezza mostrata sull’applicazione di determinate norme, ha evidenziato che, a seconda dell’interpretazione delle leggi vigenti, in un caso si doveva chiedere l’assoluzione perché il fatto non è previsto dalla legge come reato; nell’altro, per insufficienza di prove.

Per la difesa l’avvocato Rossano Fabbri ha ripercorso i fatti, i controlli nel locale e ha biasimato le modalità di intervento. Il legale ha contestato quanto riferito dagli esponenti dell’Ente giochi, i quali avevano affermato che anche un account di gioco personale sarebbe da considerarsi illegale per la legge sammarinese, ma di non avere gli strumenti per perseguire la condotta. “La normativa in materia tratta dell’organizzazione di giochi, gestione ed esercizio degli stessi fatti a San Marino, non certo l’utilizzo di un account di gioco personale. Forse si poteva sollevare una questione amministrativa sull’oggetto della licenza, ma non certo penale”, ha detto chiedendo l’assoluzione.

Una lettura, sia quella del Pf che quella della difesa, evidentemente condivisa anche dal Commissario della legge Simon Luca Morsiani che ha deciso di assolvere l’imputato “perché il fatto non costituisce reato”, di fatto sconfessando l’interpretazione data dall’Ente di Stato dei giochi. Circostanza, questa, che deve spingere anche il legislatore a un intervento chiarificatore.

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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