San Marino. “Incidente mortale alla Ciarulla, la moto sorpassò ai 90 all’ora”

“Incidente mortale alla Ciarulla, la moto sorpassò ai 90 all’ora”

ANTONIO FABBRI – Qualche giorno dopo sarebbe stato dichiarato il lokdown per il covid. Purtroppo (“purtroppo” perché l’incidente fu tragico) quel giorno era ancora tutto aperto le auto e moto circolava no normalmente. Così il 5 marzo 2020 attorno alle 12 circa, una Golf con targa sammarinese e una moto di grossa cilindrata una Ktm, stavano procedendo sulla stessa direzione, in strada la Ciarulla, provenienti dalla zona industriale. La vettura si è spostata sulla sinistra per svoltare su via Rancaglia e la moto, che era in fase di sorpasso, l’ha centrata in pieno sulla fiancata anteriore sinistra. Uno urto violento con la moto che sbandando è finita contro la segnaletica per finire poi sul prato a lato della strada. Il motociclista soccorso dal 118 venne subito portato al Pronto soccorso dell’Ospedale di Stato. Nello scontro aveva riportato diversi gravi traumi per i quali fu disposto il trasferimento all’ospedale Bufalini di Cesena.

L’uomo, Cristian Canducci di 45 anni, morì il giorno successivo all’ospedale cesenate. Ieri nuova udienza del processo nel quale il conducente della Golf, Alfio Pasolini, difeso dall’avvocato Marco Giancarlo Rossini, deve rispondere dell’accaduto. Secondo quanto emerso ieri davanti al giudice Roberto Battaglino e al procuratore del fisco, Roberto Cesarini, la responsabilità del conducente dell’auto è parsa molto attenuata. Sia il perito d’ufficio, sia il perito di parte, hanno infatti rilevato come la manovra maggiormente pericolosa, che risultò fatale, fu quella del motociclista.

Dai rilevamenti dei periti, che coincidono per quanto riguarda i dati, la moto era in sorpasso in quel tratto di strada e in prossimità dell’incrocio, e la sua velocità era di 90 chilometri orari circa. L’auto che invece svoltava a sinistra, aveva azionato la freccia e si muoveva a una velocità di circa 31 chilometri orari. Il perito d’ufficio ha rilevato che dallo specchietto vi era la visibilità della moto in sorpasso, ma il conducente dell’auto potrebbe non essere riuscito a valutarne la velocità. Tanto che nella perizia del Ctu, ha rilevato il perito di parte, si legge che la manovra della moto è stata “così fuori dal consueto e dal prevedibile, che la normale diligenza non permette di prevedere”.

Nuova udienza questa mattina e, con tutta probabilità, le conclusioni e la sentenza.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23 

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