San Marino. “La versione di Jean al Cinema Concordia per la rassegna “Opere Prime. Diritti umani e conflitti”

“Ultimo appuntamento con la rassegna Opere prime. Diritti umani e conflitti realizzata dagli Istituti Culturali, in collaborazione con l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, incentrata su produttori indipendenti, registi e registe militanti con le loro opere emergenti”.

Ne danno notizia gli Istituti Culturali, che precisano: “I film sono stati scelti sia per il loro valore di impegno civile sia perché testimoniano un modo di produrre indipendente e originale, che offre un’offerta alternativa alle produzioni mainstream”, sottolinea Maria Elena D’Amelio, ideatrice della rassegna”.

Mercoledì 26 gennaio (ore 21, Cinema Concordia), continua la nota, “sarà dunque proiettato il film La versione di Jean, la storia di una persona che vive in un enorme e popolato campo “rom” nella periferia nord di Torino e che vuole mostrare con i suoi filmati e con quelli girati da altri abitanti della baraccopoli una verità, un mondo, che continuamente finisce e va in pezzi perché viene continuamente distrutto da “progetti speciali” per i rom, dalla violenza delle istituzioni, da improvvisi sequestri giudiziari che giustificano continui sgomberi forzati e la cacciata di centinaia di persone.

Una versione differente rispetto a quella dilagante diffusa da chi detiene formalmente il potere e dai mezzi di comunicazione, da sempre colma di pregiudizi, stereotipi e linguaggi razzisti che definiscono ed etichettano come “culturalmente” nomadi, indesiderabili e criminali le popolazioni romanì. Nel caso specifico, il documentario mostra persone rom e povere originarie della Romania che giungono a Torino a partire dalla fine degli anni ’90 e si ritrovano a vivere stabilmente, per decenni, in baracche, benché prima vivessero in case o appartamenti.

I campi rom, le baraccopoli, non sono mai stati il luogo adatto o prescelto per vivere dalle persone rom e povere in base ad una qualche “natura” o “consuetudine”, ma all’interno delle nostre città costituiscono materialmente una possibilità di casa, una forma di abitare per chi è escluso strutturalmente dal mercato immobiliare e risponde con l’autocostruzione di una baracca alla necessità di avere un tetto sulla testa per sopravvivere”.

La nota precisa che “l’introduzione del film e il suo dibattito vedrà la partecipazione dei registi in conversazione con la professoressa Maria Elena D’Amelio”.

La proiezione avrà un costo di 4€.

Per accedere al cinema è necessario possedere il green pass rafforzato e indossare mascherine FP2.

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