San Marino. Libera sul Parcheggione: “Il governo abbia il coraggio di portare avanti la trattativa con la Sinpar nell’interesse dei cittadini”

“Quanto ci costerà ancora il Parcheggione?”.

Lo chiede Libera, sottolineando in un comunicato che “la storia travagliata del parcheggio multipiano P9, costruito nei primi anni novanta, non trova ancora pace”.

“Ricordiamo che nel 1990 è stata stipulata una convenzione che ha già fatto uscire dalle casse dello Stato qualcosa come circa sessanta milioni di euro e obbligherà la collettività, fino al 2033, a versare alla società Sinpar (ex ditta Rosso) un minimo garantito oggi stabilito in 1.600.000 euro, rispetto agli originari 1.860.000 euro – si legge nella nota del partito di opposizione -. Ad oggi infatti lo Stato spende un milione e 600 mila euro, più 50mila euro di stipendi e 150mila euro di manutenzione ordinaria per un totale di 2milioni e 250mila euro. L’incasso medio per lo Stato, analizzando i dati degli ultimi 15 anni, porta così a una rimessa di 350/400mila euro all’anno“.

La polemica non finisce qui: “In soldoni, lo Stato incassa su tutti i parcheggi del territorio ma versa un minimo garantito alla società privata; meccanismo che anche nel recente passato ha portato ad una serie di storture che erano state evidenziate anche dal nostro Tribunale. Un sentenza del 2017 invitava, infatti, in maniera neppure troppo velata, a modificare la convenzione troppo penalizzante per lo Stato e addirittura ad attuare una ‘dovuta compensazione’ visto che il meccanismo portava, negli anni, a carenze di controlli e gestione non attenta rispetto alla riduzione degli sprechi e delle inefficienze, essendo comunque assicurato un successo economico garantito dallo Stato grazie a un minimo garantito spropositato e mai raggiunto dagli introiti aziendali nel corso dei decenni.

Una situazione che “andrebbe decisamente risolta definitivamente, ma che da troppi anni non trova una corretta risoluzione”.

Anche le recenti dichiarazioni del segretario Pedini Amati, che “il 2 agosto scorso affermava di aver trovato resistenze alla trattativa con la società privata, non ci lasciano ben sperare, ma a questi accorati appelli, a cui siamo abituati da parte di segretari di Stato che alzano la voce ma che poi dalla montagna partoriscono topolini, dovrebbero seguire fatti concreti”.

Azioni che “però non possono coincidere con le voci che si rincorrono in questi giorni e che vedrebbero coinvolta Poste Spa proprio nell’acquisizione del Parcheggio 9 tramite un finanziamento di Cassa di Risparmio pari a 12 milioni di euro; si indebiterebbe, quindi, ulteriormente Poste Spa, già in difficoltà di bilancio, per acquisire definitivamente un parcheggio che lo Stato ha già pagato come minimo 3 volte con i soldi dei depositanti attraverso la banca di proprietà dello Stato”.

Libera invita il governo a “chiarire queste voci che si rincorrono” e ad “avere il coraggio di portare avanti la trattativa con la Sinpar nell’interesse dei cittadini, già preoccupati per le difficoltà del Paese, dalla gestione dell’ospedale, al caro bollette, al debito e che non meritano di vedere le proprie risorse sprecate in favore di iniziative particolarmente discutibili”.

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