San Marino. Minutillo aspetta che i giudici la chiamino ‘per far emergere tutto il marcio’

La dott. ssa Claudia
Minutillo
, frequentatrice  delle banche  della Repubblica di San Marino, non ha in programma altro lavoro che quello di  supportare a tempo pieno i giudici nella indagine Mose, sviluppo della Chalet, con tanti risvolti  a San Marino anche attraverso l’ex console sammarinese William
Ambrogio Colombelli
(addetto al trasporto di danaro) e  il mitico Giancarlo
Galan
, autore del  ‘trattato’ Veneto-San Marino.

I giudici sammarinesi, insomma, non hanno che da chiamarla e dalla dott.ssa Minutillo si saprà  sul  bubbone  che sta appestando anche l’Italia e in particolare  si saprà del  famoso bonifico da Banca Commerciale Sammarinese  a  Infrastrutture. Cioè con la finanziaria fiduciaria che la Minutillo  ha gestito a San Marino unitamente a Colombelli, Walter Rossetti, Sandra Zavoli, Paride Bugli, Massimo Berardi, Alberto Rigotti, Aldo Geri, Emanuela Conti (presenti nel Consiglio di Amministrazione o nel Collegio Sindacale).

Fabio Tonacci di La Repubblica: Claudia Minutillo: “Noi, gli onnipotenti del Mose” / Parla l’assistente di Giancarlo Galan prima, lanciatissima imprenditrice a fianco di Piergiorgio Baita, poi: “L’arresto è stata una liberazione, soltanto allora abbiamo capito la gravità delle nostre azioni. Rispetto al 1992 tutti dicevano che la corruzione c’era ancora e nessuno l’avrebbe mai scardinata”
 
(…) Ai magistrati lei ha raccontato anche di una cena a casa di Niccolò Ghedini, nel 2004, in cui William Colombelli, della Bmc di San Marino, avrebbe parlato apertamente del meccanismo delle sovraffatturazioni per finanziare la politica. Ghedini la definisce una “millantatrice”. “Non ho fotografie, né registrazioni. Ma sono convinta di quello che dico. Mi ricordo anche che Ghedini suggerì di non usare quella società per le cose ufficiali della Regione, perché avrebbe potuto richiamare attenzione”.
È mai stata nella sede di San Marino della Bmc di Colombelli, “la cartiera”, come la definiscono i pm? “Sì, aveva un ufficio piccolo, con due stanze, due segretarie e una fotocopiatrice. Con Adria Infrastrutture, di cui ero amministratrice, c’è stato uno scambio di tre o quattro fatture false per 1,8 milioni di euro, non tutte firmate da me. A volte Baita pressava per fare dei contratti urgenti, perché qualcuno doveva incontrarsi con personaggi importanti a Roma”
.
(…)

Ora cosa fa? “Mi dedico a un nuovo progetto che non ha niente a che vedere con i lavori pubblici. Sto collaborando con i magistrati per far emergere tutto il marcio. E ora voto Matteo Renzi, non l’avrei mai detto”. La terza vita di Claudia Minutillo.

Leggi la  intervista pubblicata il giorno 19

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