San Marino nell’indagine Mose. Il ruolo di Galan

Grande eco  sta avendo oggi anche a San Marino, la ‘tangentopoli veneta’ o ‘indagine Mose’, visto che è coinvolto  Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto ed ex ministro con Berlusconi e ora
deputato.

Galan è legatissimo alla Repubblica di San Marino da molto tempo.  Fino al punto da stringere un accordo specifico fra Veneto e San Marino.  Con qualche umiliazione per San Marino (quasi uomini con l’anello al naso).

A San Marino  Galan era rappresentato (unitamente a Claudia
Minutillo
)  da  William
Colombelli
, il quale poteva ‘passare le frontiere’ senza intoppi avendo un passaporto diplomatico sammarinese.

Da La Stampa:  IL RUOLO DI GALAN
L’altro indagato eccellente è Giarcarlo Galan, ex governatore del Veneto ed ex ministro con Berlusconi e ora deputato(e non senatore come scritto precedentemente). La Procura ha chiesto il suo l’arresto. 
Galan, secondo il Gip, ha ricevuto «per compiere o aver compiuto atti contrari ai suoi doveri, uno stipendio annuale di 1 milione di euro», oltre a 1,8 milioni di euro per far passare alcune approvazioni riguardanti il Mose. Nel dettaglio, Galan ha ricevuto «900mila euro nel periodo tra il 2007 e il 2008, per il rilascio dell’adunanza della Commissione di Salvaguardia del 20 gennaio 2004, del parere favorevole e vincolante al progetto definitivo del sistema Mose» e «900mila euro nel periodo tra il 2006 e il 2007 per il rilascio nell’adunanza del 4 novembre 2002 e del 28 gennaio 2005 del parere favorevole della Commissione Via della Regione del Veneto, sui progetti delle scogliere esterne alle bocche di porto di Malamocco e Chioggia». Questa contestazione viene data dal 2005 al 2011. I soldi sarebbero stati ricevuti da Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova, che si era accordato con altri indagati. Galan è indagato per corruzione e la sua richiesta di arresto dovrà passare al vaglio della Camera, in quanto l’ex presidente della Regione Veneto è attualmente deputato.
Galan è accusato di aver ricevuto fondi illeciti per almeno 800mila euro dal Consorzio Venezia Nuova

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