Respinto dai Garanti il referendum sulla giustizia, La Serenissima: “Cancellato il potere dei cittadini”

La Serenissima. Cancellato il potere dei cittadini di avviare referendum confermativi

GIAN MARIA FUIANO – Il referendum chiesto da un gruppo di cittadini per confermare o meno la legge recentemente approvata di riforma dell’Ordinamento Giudiziario, non si svolgerà.

Lo ha deciso ieri il Collegio dei Garanti dopo appena un’ora di Camera di Consiglio. In brevissimo tempo (di solito occorre qualche giorno) è anche
giunta la sentenza che ha motivato le ragioni per cui il referendum è stato dichiarato ‘inammissibile’. Una particolare corsa contro il tempo determinata dalla necessità (di chi non è chiaro saperlo) di sbloccare l’entrata in vigore della legge sulla Giustizia che fino all’emanazione della sentenza sarebbe rimasta bloccata

Il Collegio dei Garanti conferma come la richiesta popolare rientri nei dettami dell’articolo 25 della legge istitutiva del referendum poiché riguarda “Organi istituzionali dello Stato”. L’articolo che regolamenta il referendum confermativo di iniziativa popolare limita la possibilità di ricorrere alle urne solo ed unicamente per le leggi che riguardano gli “organi, organismi e poteri fondamentali dello Stato”.

Non ci sono altre possibilità previste dalla legge sammarinese per poter attivare questa forma di referendum da parte dei cittadini, mentre il Consiglio Grande e Generale può invece attivare referendum confermativi su qualsiasi materia (anche se non lo ha ancora mai fatto). Il Collegio Garante ha motivato ieri la sua sentenza rifacendosi all’art.3 bis della Dichiarazione dei Diritti del Cittadino, che prevede che le leggi costituzionali: “Se approvate con la (sola) maggioranza assoluta sono sottoposte a referendum confermativo entro novanta giorni dalla loro approvazione”.

E ha tratto la conclusione che, essendo la legge sulla Giustizia stata approvata da una maggioranza dei due terzi, allora il referendum non può essere fatto. Il Collegio dei Garanti però non ha valutato il fatto che l’art.3 bis a cui si è richiamato, non esclude che per iniziativa popolare si possa attivare un referendum confermativo anche se la maggioranza dei due terzi è stata raggiunta. In caso contrario, se la sentenza del Collegio dei Garanti fosse corretta, ciò significherebbe che i cittadini non possiedono più la possibilità di attivare alcun referendum confermativo ogni qualvolta una legge costituzionale viene approvata con i due terzi. Di fatto l’art. 25 della legge qualificata 21 maggior 2013 n°1, viene abrogato dal Collegio dei Garanti che così toglie ogni potere di intervento al corpo elettorale in materia costituzionale.

Un fatto grave per la democrazia e per le istituzioni sammarinesi che vedono un diritto sacrificato dalla ‘necessità’, di sottrarre al giudizio popolare una legge, quella sulla Giustizia, tanto contrastata e contraddittoria da aver diviso il Paese per mesi e tanto discutibile fino a concedere agli avvocati il potere di decidere le sorti dei giudici.

 

Articolo tratto da La Serenissima, pubblicato integralmente dopo le 23

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