San Marino. Riciclaggio: caso Imi-sir, prima udienza. Tra gli imputati l’ex direttore di Carisp

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Riciclaggio caso Imi-sir iniziato il processo

Prima udienza per le eccezioni preliminari e le richieste istruttorie e testimoniali 

In ballo movimentazioni per 15,7 milioni di euro ritenuti frutto di corruzione in atti giudiziari. Tra gli imputati l’ex direttore di Cassa di Risparmio, Simoni.

Antonio Fabbri

Ha preso il via ieri con la prima udienza davanti al giudice Gilberto Felici, il processo per riciclaggio a carico dell’ex direttore di Cassa di Risparmio, Luca Simoni, di Gabriele Bravi Tonossi, commercialista e “titolare effettivo” di Lituis Investments Limited e di DB Trade Limited, due delle società utilizzate per i passaggi di denaro contestati, e Filippo Luigi Ruggero Carlo Edoardo Dollfus De Volckersberg, finanziere e amministratore di DB Trade Limited. Secondo l’accusa i denari movimentati sono riconducibili al frutto della corruzione in atti giudiziari del caso noto oltre confine come “Imi-Sir”. Somme per oltre 15.700.000 euro ritenuti, dunque, di provenienza illecita. L’udienza di ieri è stata dedicata alle questioni preliminari e alle richieste istruttorie.

La difesa di Bravi Tonossi Gli avvocati Lorenzo Moretti e Stefano Goldstein, difensori di Gabriele Bravi Tonossi, hanno formulato alcune istanze istruttorie. “Le nostre richieste – ha detto l’avvocato Godstein – mirano a dimostrare l’infondatezza dell’impianto accusatorio che a nostro avviso è stato strutturato in modo generico circa la ricostruzione delle movimentazioni e l’appartenenza delle somme di denaro”. Così, per la ricostruzione delle movimentazioni, i legali hanno chiesto l’acquisizione di documenti bancari risalente nel tempo e relativi in particolare alla vicenda Imi-Sir. “Abbiamo richiesto la documentazione agli istituti bancari interessati, ma non ci è stata fornita, adducendo la difficoltà di reperire le carte così indietro nel tempo. Riteniamo che se fosse il tribunale a richiederle, la risposta possa essere positiva”.

La difesa di Bravi ha poi chiesto l’audizione di un testimone e anche del coimputato, Dollfus. “Riteniamo che nello stralcio di trascrizioni delle dichiarazioni raccolte in Italia e allegate agli atti, abbia compiuto delle deduzioni non corrispondenti alla realtà dei fatti. Pertanto chiediamo, oltre alla possibilità di ascoltarlo, anche l’acquisizione delle trascrizioni integrali di quelle dichiarazioni”.

La difesa Dollfus Unica eccezione preliminare è stata formulata dalla difesa del finanziere Filippo Luigi Ruggero Carlo Edoardo Dollfus De Volckersberg, difesa sostenuta dagli avvocati Francesco Mazza, Paolo Tosoni e Roberta Guaineri. “Solleviamo eccezione di ne bis in idem internazionale. Il dottor Dollfus, infatti, è stato già sottoposto a procedimento in Italia per una serie di fatti contestati di riciclaggio, tra cui anche, seppure fosse una   minima parte del processo italiano, le vicende di cui è accusato a San Marino. Per queste contestazioni in italia ha già chiuso completamente la sua vicenda giudiziaria patteggiando un anno e un mese di reclusione con pena sospesa”, ha detto l’avvocato Tosoni. Anche la difesa Dollfus ha poi chiesto, qualora non dovesse essere accolta l’eccezione sul non luogo a procedere per ne bis in idem, l’acquisizione della trascrizione integrale dell’interrogatorio del proprio assistito.

Sulla decisione già pronunciata in Italia ha ribadito l’eccezione, trattando gli aspetti di diritto, l’avvocato Francesco Mazza: “Riteniamo che possa essere invocato il ne bis in idem internazionale, essendosi concluso in Italia il percorso giudiziario anche su questa vicenda. Tra l’altro, seppure da parte dell’Italia non sia avenuto il deposito degli strumenti di ratifica relativamente all’accordo sul ne bis in idem internazionale, l’articolo uno della nostra Carta diritti prevede il recepimento dei principi internazionali generalmente riconosciute”.

Ha completato le richieste testimoniali e di deposito di documentazione l’avvocato Roberta Guaineri.

La difesa Simoni L’avvocato Gian Nicola Berti, difensore dell’ex direttore di Carisp Luca Simoni presente al processo, non ha sollevato questioni preliminari ma ha presentato le proprie istanze istruttorie, tra cui produzioni documentali relative ai periodi di incarico del direttore Simoni in Cassa, e una corposa lista di testimoni nella quale compaiono diversi dipendenti di Carisp oltre a membri degli organi sociali.

La replica della Procura Fiscale Il Procuratore del fisco, Giorgia Ugolini, si è opposta alla richiesta di acquisizione di documentazione bancaria risalente nel tempo. “Ci pare una richiesta dilatoria, considerato che Bravi era presidente direttore, aveva tutta la documentazione bancaria nella sua disponibilità. Difficile che, se non è riuscito lui a reperirla, possiamo riuscire a farlo noi. Per questo ci opponiamo”. Sul ne bis in idem internazionale la Procura fiscale ha citato la giurisprudenza recente in materia ed ha chiesto di rigettare l’eccezione. Sulla lista testi richiesta dalla difesa di Simoni, pur non opponendosi, ha chiesto che venga fatto un vaglio di utilità sui testi richiesti, chiedendo sostanza di sfoltire la lista. “La nostra istanza non è dilatoria – ha replicato l’avvocato di Bravi, Lorenzo Moretti – e anche il nostro comportamento processuale teso ad arrivare al più presto al dibattimento lo dimostra. Purtroppo la stessa difesa ha chiesto alle banche documentazione, ma queste hanno addotto difficoltà insormontabili in ragione del tempo trascorso. Riteniamo che se la richiesta dovesse essere fatta dall’autorità giudiziaria, la risposta potrebbe essere diversa”. Il giudice Gilberto Felici ha comunicato che avrebbe deciso con decreto, poi notificato alle parti, sulle questioni preliminari e sulle istanze istruttorie, fissando poi un calendario di udienze indicativamente a partire da gennaio prossimo.

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