San Marino. Riciclaggio di proventi derivanti da corruzione, dissequestrati i soldi della moglie dell’ex presidente del Burkina Faso

La Serenissima. Per il giudice Mazza non reggono le accuse di riciclaggio di proventi derivanti da corruzione

Se nel 2019 il bilancio di San Marino riuscì a contenere il proprio deficit grazie alla confisca di 19 milioni di euro al dittatore del Congo Brazzaville, Sassou-Nguesso, soldi sottratti al proprio Paese e riciclati versandoli in parte in una banca sammarinese, la medesima sorte non sembra possa toccare i 3 milioni di euro della moglie dell’ex presidente del Burkina Faso, Compaorè. Il 29 ottobre 2021 il giudice della terza istanza, Oliviero Mazza, aveva esaminato la pratica di sequestro, riservandosi 10 giorni per la decisione relativa all’opposizione che Chantal Terrasson de Fougeres in Compaoré aveva avanzato tramite l’avvocato sammarinese Alessandro Cardelli. L’indagine era partita per opera dell’Aif sammarinese che, nel gennaio 2019, denunciò la presenza dell’ingente somma presso la Cassa di Risparmio presupponendo il riciclaggio dovuto a soldi derivanti dalla corruzione. A dire il vero, la somma è giunta in Cassa di Risparmio in quanto questa banca ha incorporato gli attivi e i passivi di Asset Banca che a sua volta aveva incorporato quelli di Banca commerciale sammarinese. Dalle attività di Banca commerciale, legata al mondo africano tramite i partner libici in essa presenti, emergono numerose le movimentazioni di denaro “non regolare” proveniente dall’antico Continente, compresa la partita poi confiscata dei 19 milioni provenienti dal Congo. Il giudice Mazza ha però deciso il dissequestro della cifra. Le ipotesi su cui poggiava l’accusa dell’Agenzia di informazione finanziaria non hanno probabilmente retto alla controprova dei “fatti”. (…)

Articolo tratto da La Serenissima

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