San Marino. Snodo delle mafie per il riciclaggio

Gilberto Dondi di Il Resto del Carlino di Bologna: Infiltrazioni mafiose. Allarme della Dia. “Affari d’oro con appalti e riciclaggio” / “Spartizione pacifica e fruttuosa: nessuna faida per agire nel silenzio”

Emilia Romagna  terra di cosche. Ancora meglio, terra di spartizione
fra le cosche. Spartizione pacifica e fruttuosa, senza faide sanguinose
che potrebbero attirare la ‘fastidiosa’ attenzione delle forze
dell’ordine, come invece avviene nelle regioni d’origine dei clan. Qui
si preferisce fare affari, con il riciclaggio di capitali sporchi e con
gli appalti pubblici, senza fare troppo rumore.
(…)Si parte con la
mafia siciliana, per cui «il traffico di stupefacenti rappresenta il
principale ambito criminale sul territorio emiliano», scrive la Dia. Che
poi elenca le famiglie presenti: «A Bologna si segnalano esponenti dei
Corleonesi, dei Portanuova di Villabate, nonché di soggetti contigui
alle famiglie mafiose di Catania. Modena registra la presenza dei clan
gelesi e Parma le cosche Emanuello-Rinzivillo di Gela e le famiglie
originarie della zona di Barcellona Pozzo di Gotto. A Reggio Emilia si
segnalano esponenti della famiglia Provenzano, mentre a Ferrara è stata
rilevata in passato la presenza della famiglia siciliana Villabate.
Infine, a Forlì-Cesena risultano presenti personaggi vicini ai
Corleonesi e a1 clan del quartiere palermitano di Brancaccio, mentre a
Ravenna si registra c’è il clan Nicotra di Misterbianco»
. (…) La Dia,
infine, parla anche delle mafie impegnate nel riciclaggio a  San
Marino, segnalando la presenza dei siciliani «Fidanzati e Stiddari», dei
calabresi «Mancuso, Arena, Giovinazzo, Pensabene, Grande Aracri» e dei
campani Casalesi, Vallefuoco, Marinello, Stolder,
Sacco/Biocchetti/Cesarano, Schiavone, Di Lauro, Mazzarella e Zaza»
.

Leggi l’intero articolo pubblicato il 14 agosto

Da Il Resto del Carlino. Clicca  sul quadro per ingrandire

A San Marino ancora la Commissione apposita antimafia, ad esclusione di un primo periodo in cui ha agito con poteri di indagine,  poi si è mossa, si fa per dire, come un bradipo. Non è riuscita nemmeno ancora a  inquadrare la  questione Forno Vallefuoco, tutta interna alla Repubblica. 

 

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