San Marino. Spray lacrimogeno in borsetta, condanna a un mese. Antonio Fabbri

Aveva spray lacrimogeno in borsetta, un mese per porto di arma propria

Antonio Fabbri

Era stata fermata, nel luglio scorso, mentre sia si aggirava per Borgo Maggiore a piedi con un connazionale, una rumena di 33 anni. Al controllo della gendarmeria, nella borsetta della donna, era stata trovata una bomboletta spray di gas lacrimogeno. Una tipologia di bomboletta che, però, dalla legislazione sammarinese è considerata arma propria, come confermato ieri in udienza dall’agente della Gendarmeria, in quanto idonea all’offesa. Così Tamas Ionica Nori è finita ieri davanti al giudice con l’accusa di porto abusivo di arma propria al di fuori della propria abitazione. 

La donna, che ieri era contumace, nelle dichiarazioni rese dalla Gendarmeria quando venne fermata aveva sostenuto di aver acquistato casualmente in Germania la bomboletta e che anche in Italia era stata controllata, ma le forze dell’ordine non le avevano contestato nulla. Dichiarò di non essere a conoscenza della legislazione sammarinese. Circostanza, questa, rimarcata dal difensore d’ufficio.

Dalle indagini e dalle verifiche del casellario giudiziario, è poi emerso un altro dato curioso. Oltre a un precedente della donna per tentato furto, le autorità italiane hanno comunicato che mentre nel database dei carichi penali risultava esserci il nominativo della stessa donna, all’anagrafe tributaria risultava iscritto un soggetto con lo stesso nome e gli stessi dati anagrafici, ma di sesso maschile.

Al di là della curiosa incongruenza che potrebbe essere determinata anche da un errore di registrazione, la donna, per il reato contestato, è stata condannata dal giudice Alberto Buriani a un mese di arresto (il pf Roberto Cesarini aveva chiesto due mesi).

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