San Marino. Vaccini, 26 operatori sanitari ricorrono a Strasburgo

Il caso preso in carico dalla Cedu che dovrà stabilire se vi siano state violazioni dei diritti dell’uomo nei provvedimenti che hanno penalizzato gli operatori che hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione anticovid.

ANTONIO FABBRI – La vicenda dei sanitari non vaccinati è arriva a Strasburgo. Il ricorso è stato presentato il 30 aprile dello scorso anno e preso in carico il 12 dicembre scorso. La pubblicazione del caso è avvenuta il 9 gennaio 2023. Il caso è stato affidato alla prima sezione della Corte Europea dei diritti dell’uomo ed è relativa ad una questione molto sentita e che ha tenuto banco per parecchio tempo alimentando anche confronti scontri non sempre distesi.

La Corte, nel documento reso pubblico, da un lato ricostruisce l’oggetto della causa, dall’altro formula alle parti, i 26 ricorrenti e lo stato, degli interrogativi. “L’istanza – si legge nell’oggetto della causa così come ricostruito dalla Cedu – riguarda ventisei ricorrenti, operatori sanitari e sociosanitari, dipendenti del Istituto per la sicurezza sociale sammarinese e di altri enti pubblici, che hanno rifiutato di vaccinarsi contro il Covid-19.”

Quest’ultimo era un obbligo imposto dalla legge al proprio settore professionale (articolo 8 del decreto n. 107 del 2021 intitolato Aggiornamento delle disposizioni per l’allentamento delle misure di gestione dell’epidemia di Covid-19). Di conseguenza, in linea con la stessa legge, i ricorrenti sono stati temporaneamente sospesi dalle loro funzioni senza retribuzione. Durante tale periodo, in linea con la stessa legge, i ricorrenti sono stati impiegati altrove con una paga di 600 euro mensili

Sezioni 2 e 6 del Decreto n. 107 del 2021 ha previsto anche alcune libertà per i vaccinati del settore, come l’obbligo della mascherina e il divieto di distanziamento fisico.

A seguito di ricorso di iniziativa popolare (depositato il 27 luglio 2021 previa raccolta di 750 firme), con sentenza n. 11 del 2 novembre 2021, il Collegio Garante di costituzionalità delle norme ha confermato la legittimità della norma impugnata e la sua compatibilità con la Carta di diritti sammarinese, la Convenzione e altri strumenti normarivi”.

Ricostruito così il ricorso, la Corte di Strasburgo pone alcune questione alle parti, ricorrenti da un lato e Stato di San Marino dall’altro:

1. Tenuto conto dell’obbligo per i ricorrenti, quali operatori sanitari e socio- sanitari, di vaccinarsi contro il Covid-19 ai sensi dell’articolo 8 del decreto n. 107 del 2021, hanno subito una violazione del loro diritto alla vita privata, contraria all’articolo 8 della Convenzione?

2. Tenuto conto dell’obbligo per i ricorrenti, in qualità di opera- tori sanitari e sociosanitari, di vaccinarsi contro il Covid-19, e delle libertà riconosciute al personale vaccinato di cui agli articoli 2 e 6 del decreto n. 107 del 2021, i ricorrenti sono stati oggetto di discriminazio- ne contraria all’articolo 1 del Protocollo n. 12 e all’articolo 14 della Convenzione in combinato disposto con l’articolo 8?

3. Le parti sono invitate a comunicare alla Corte se le relative misure siano tuttora in vigore e, in caso contrario, quando sia terminato l’impiego dei ricorrenti, nonché a fornire dettagli circa il tipo e la natura dell’impiego nel caso di ciascun richiedente”.

Una volta ricevute le risposte richiesta la Corte europea dei diritti dell’uomo assumerà la sua decisione che sarà di certo di interesse su un tema molto controverso.

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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