San Marino. Vince concorso pubblico, ma si dichiara residente e non lo è. A giudizio

ANTONIO FABBRIIl caso è singolare e dovrà di certo essere chiarito in sede giudiziaria. L’accusa è false dichiarazioni di privato a pubblico ufficiale della quale deve rispondere Andrea Censi. Secondo l’accusa, partecipando a un concorso pubblico, in particolare quello per dirigente dell’ufficio attività di controllo di controllo, era arrivato secondo e, in seguito alla rinuncia di chi era avanti a lui in graduatoria, avrebbe addirittura ricoprire l’incarico di Dirigente. Tuttavia, alla verifica dei requisiti d parte della direzione della funzione pubblica, l’uomo non risultava residente a San Marino, requisito essenziale per la partecipazione al concorso. Il Dirigente della Dgfp aveva quindi segnalato la cosa ed è scattato il procedimento penale. 

L’anomalia riscontrata è che all’Ufficio di stato civile, Censi non risulta residente a Fiorentino, mentre dai documenti italiani rilasciati dall’Ambasciata, carta di identità e passaporto, risulta iscritto. Secondo gli uffici sammarinesi, dunque, Censi non è mai stato residente, mentre secondo i documenti dell’Ambasciata, la residenza risulta a Fiorentino. Tanto che l’uomo era anche iscritto all’Aire, l’Associazione degli italiani residenti all’estero, ente strettamente collegato all’Ambasciata italiana.

Nel processo apertosi martedì davanti al Commissario della legge Simon Luca Morsiani, sono state affrontate le questioni preliminari. In primis il Procuratore del fisco Roberto Cesarini ha chiesto di rinnovare la notifica dell’apertura del procedimento all’Avvocatura dello Stato, considerato che il caso di cui si discute potrebbe vedere l’Eccellentissima Camera come parte civile, trattandosi di false dichiarazioni in occasione di un concorso pubblico. Ha quindi chiesto, come istanze istruttorie, di poter ascoltare in qualità di testimoni rappresentanti dello Stato civile, dell’Ufficio stranieri della Gendarmeria ed esponenti dell’ambasciata per capire come Censi abbia potuto essere iscritto all’Aire pur non avendo la residenza a San Marino.

Per contro, invece, l’avvocato difensore, Michela Muscioni, ha chiesto di poter ascoltare come testimone un funzionario dell’Ambasciata italiana per sapere come vengono predisposti i documenti e che controlli vengono fatti per rilasciarli. E’ stato chiesto di sentire il cancelliere che ha rilasciato il certificato dei carichi pendenti.

Il commissario Morsiani si è riservato di decidere sulle richieste con separato provvedimento con il quale fisserà anche la data della prossima udienza.

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino

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