San Marino. Prodotti curativi a base di cannabis, risulta ancora tutto bloccato

Emerge che la stessa legge, presentata in pompa magna, che doveva consentire i prodotti terapeutici in realtà non ha risolto nulla perché altro decreto blocca come stupefacenti sostanze che prima erano usate.

ANTONIO FABBRIOrmai dallo scorso anno non vengono più forniti i prodotti a base di cannabis che erano prescritti in particolare a pazienti affetti da Parkinson o da altre patologie. Il nodo che sembra emergere è che proprio la legge che doveva essere un passo avanti per l’uso sul Titano della cannabis terapeutica, legge fortemente sostenuta da Rete e in seguito dallo stesso movimento accolta con gran favore come una conquista, il realtà è finora inutile e inattuata. L’inghippo è venuto fuori da diversi mesi ed è oggetto, a tutt’oggi, anche di un procedimento penale.

Si ricorderà il prodotto era stato prescritto da due medici per un’ospite della casa di riposo affetta da Parkinson. Un tentativo di terapia con un farmaco a base di cannabis per una signora cui la malattia causava rigidità e faticava ad alimentarsi. La Direzione dell’Iss, però, aveva dato parere negativo alla terapia che tuttavia, all’epoca, era fornita a diversi pazienti curati a casa con quel prodotto. Prodotto legale in Italia, ma, è poi emerso, annoverato nell’elenco degli stupefacenti dalla legge sammarinese e, pertanto, illegale in Repubblica.

Questo ha causato una serie di interrogativi. Il primo: perché se il prodotto era illegale, comunque a dei pazienti veniva fornito? Il secondo: perché una legge che avrebbe dovuto consentire queste terapie, o almeno così è stata presentata e accolta, in realtà non risolve nulla e un’ altra disposizione di fatto le vieta? Tanto più, e questo genera anche uno stallo dal punto di vista economico, che ci sono imprenditori che hanno deciso di investire a San Marino proprio in funzione della possibilità di intraprendere attività legate alla cannabis terapeutica e legale.

Il problema è che la legge sammarinese prevede da un lato l’uso di prodotti con presenza di Thc (il tetrahidrocannabinolo, principio attivo della cannabis) al di sotto della soglia dello 0,2%, quindi anche più alta rispetto a quella europea che prevede una soglia dello 0,6%. Allo stesso tempo, però, altra norma inserisce il Thc nelle sostanze stupefacenti a prescindere dalla percentuale contenuta nei prodotti.

Ricapitolando: a San Marino, sulla base della nuova legge, la canapa che contiene più dello 0,2% di Thc è considerata stupefacente ed il suo utilizzo è limitato all’uso medico. La legge recentemente approvata ne regola la coltivazione, la trasformazione ed il commercio, ma non è operativa, perché mancano i decreti delegati. Allo stesso tempo, però, per un altra norma il Thc è considerato stupefacente a prescindere dalle percentuali, ma soprattutto, in controtendenza con tutto il mondo che considera il cannabidiolo (Cbd) sostanza innocua, San Marino ha inserito anche questa sostanza tra gli stupefacenti.

Ora, la contraddizione sta in una legge da un lato che fissa dei parametri che consentirebbero l’uso della cannabis terapeutica, ma allo stesso tempo un’altra norma ne vieta l’utilizzo inserendo tra le sostanze stupefacenti, e pertanto illegali, i principi attivi di quei prodotti.

Circostanza, questa, emersa anche dalle indagini che, a quanto si sa, sono ancora in corso. Infatti a febbraio scorso risultava che il Commissario della legge avesse ascoltato i vari medici interessati dalla vicenda e diversi testimoni ed è emerso che il prodotto, del quale era prevista la somministrazione, “non può rientrare nel prontuario farmaceutico, in quanto non si tratta di un medicinale, né di un prodotto farmaceutico”, è stato attestato dai testimoni. Tuttavia è risultato altrettanto provato che il prodotto veniva fornito ai pazienti in cura al proprio domicilio ed è emerso, sempre dalle indagini e sulla base di un riferimento dell’Avvocatura dello Stato, che le sostanze che il prodotto contiene, Thc e Cbd “sono stupefacenti per la legge della Repubblica di San Marino”.

Resta l’interrogativo sulla nuova legge, presentata come grande conquista, ma in realtà al momento inutile, considerato che prodotti che avevano avuto un’efficacia terapeutica significativa sui pazienti, oggi non vengono più consentiti quando è indubbio che per diversi mesi sia stata in qualche modo consentita la diffusione di un prodotto a base di sostanze considerate stupefacenti.

Uno stallo che ad oggi è ancora irrisolto e che conferma come a rimetterci siano i malati che avevano tratto beneficio da quella terapia

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

 

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