Sanità, la rabbia della CSdL: “Continuano i disagi sia per gli utenti che per i lavoratori”

“Ferie cancellate o non concesse, il personale sanitario è allo stremo delle forze, dopo mesi di sovraccarico lavorativo. Reparti in difficoltà come terapia intensiva, ortopedia/chirurgia e pediatria, che funziona a regime ridotto, mentre la medicina di base continua ad essere in affanno”.

È la fotografia impietosa che la Csdl traccia della sanità sammarinese di cui si è discusso nell’ultima puntata di CSdL Informa insieme ai temi Casale la Fiorina e alla situazione contrattuale dei diversi settori all’indomani della firma con l’Anis dell’accordo per il rinnovo del contratto industria, che dovrà proseguire l’iter previsto dalla legge sulla rappresentatività per avere efficacia erga omnes.

“Circa il contratto dell’edilizia – scrive la Csdl – dopo la non approvazione dei lavoratori è stata richiesta la riapertura del confronto. Dopo alcuni rinvii, da parte di due associazioni di categoria è arrivata una proposta integrativa a quella precedente, che va approfondita e valutata al tavolo tra tutti i firmatari il contratto: tavolo che non è ripartito. Entro maggio il sindacato tornerà a incontrare i lavoratori edili, sia che ci siano nuove proposte o meno, per decidere come proseguire le trattative.

Il contratto dei salariati AASP è scaduto da oltre 10 anni. Dopo una lunga latitanza della Segreteria Territorio, e dopo varie assemblee, alcune convocate sotto le finestre del Segretario di Stato Canti, il sindacato ha ottenuto un primo risultato: l’emissione di una delibera del Congresso di Stato per attivare una trattativa per portare a termine l’iter contrattuale sia per la parte normativa che per quella economica, entro il 30 giugno. È stato anche fissato il primo incontro con la controparte pubblica per intavolare la trattativa.

Per gli altri contratti – bar/alberghi/ristoranti, servizi e commercio – in questa fase si è cercato di attivare una trattativa informale, per delimitare l’ambito del confronto e trovare delle possibilità di intesa con le controparti. Ma a questi tentativi non è pervenuta nessuna risposta né controproposta. I tempi stringono; sindacato e lavoratori non potranno limitarsi ad aspettare per altre settimane o mesi. Se a breve non ci saranno riscontri, si dovrà attivare la trattativa formale, e allora le associazioni di categoria non potranno più sottrarsi.

Naturalmente – prosegue il sindacato – è stata ribadita la soddisfazione per la recente firma del rinnovo contrattuale dell’industria, i cui contenuti mirano a tutelare le retribuzioni dal rialzo dell’inflazione. Un rinnovo contrattuale che per questo biennio contribuisce a dare stabilità al settore, che è il principale pilastro dell’intera economia sammarinese. La Federazione Industria è impegnata ad organizzare le assemblee con tutti i lavoratori del comparto industriale, che si protrarranno fino ad estate inoltrata. Nelle stesse assemblee l’accordo sarà votato dai lavoratori, come di consueto. Entro fine anno va redatto il testo unico del contratto collettivo dell’industria, e se sarà approvato, dopo aver nuovamente svolto il referendum a norma di legge, acquisirà definitivamente validità erga omnes.

Nella PA, il contratto di lavoro è ancora una ferita aperta, dopo 10 anni senza rinnovi; per la Federazione Pubblico Impiego è un impegno che va portato a termine. In tal senso, occorre ripristinare un corretto rapporto tra le parti. Al contempo nel settore pubblico prosegue il confronto per giungere all’accordo per la stabilizzazione del precariato: è il settore della scuola quello che registra il maggior numero di lavoratori precari, in questa condizione da diversi anni. Su alcuni punti c’è condivisione con il Governo, su altri il confronto è ancora aperto, con l’impegno di rivedersi nelle prossime settimane. I lavoratori coinvolti sono quasi 200, mentre se si considera anche il precariato interno se ne aggiungono altri 90.

Nel settore sanitario, la situazione del personale è critica. I lavoratori che hanno programmato le ferie – una necessità, visto il sovraccarico di lavoro a cui sono costantemente sottoposti – sono stati richiamati in servizio, mentre per altri le ferie sono state rimandate. L’emergenza covid ancora non si è esaurita; non si riesce a reperire nuovo personale e di fatto il peso viene scaricato tutto sul personale in servizio. Al contempo continuano i disagi per i cittadini utenti; la situazione della medicina di base è ancora insostenibile. Si registrano grosse difficoltà in reparti come terapia intensiva, ortopedia/chirurgia e pediatria, che funziona a regime ridotto; le prestazioni sanitarie hanno tempi sempre più lunghi.

Le Federazioni Pubblico Impiego hanno fatto partire una richiesta di incontro urgente al Segretario di Stato per la Sanità e alla Direzione dell’ISS, per affrontare i problemi di diverse unità organizzative e reparti dell’ospedale, nonché della medicina territoriale. L’incontro è stato fissato per il prossimo 5 maggio. Visto il perdurare di una situazione di caos che caratterizza l’intera sanità sammarinese, occorre trovare delle soluzioni organizzative efficaci per tutelare i dipendenti e garantire la piena efficienza dei servizi sanitari per gli utenti.

Occorre sapere – tuona il sindacato – dove sta andando la nostra sanità: si vuole forse chiudere alcuni reparti, per favorire la sanità privata? La CSdL resta ancorata al valore della sanità pubblica, cardine di un sistema di stato sociale universalistico e solidale. Una sanità alimentata dalla fiscalità generale dello Stato, e che richiede una revisione della riforma fiscale che porti le tante risorse evase ed eluse al fisco nella disponibilità della collettività.

In generale è necessario definire un progetto complessivo di sanità pubblica, in cui definire i settori su cui puntare e quelli su cui eventualmente ricercare collaborazioni con le strutture del circondario, mettendosi in rete con la sanità di Emilia Romagna e Marche, che hanno comunque strutture medico-sanitarie di qualità.

Non poteva mancare un riferimento al Casale la Fiorina. Nelle scorse settimane sono aumentati i casi di Covid nella struttura; 19 ospiti sono finiti nella zona rossa, mentre 8 sono stati ricoverati in ospedale. Avere avuto 27 ospiti positivi su cento anziani, è un dato preoccupante. La fine di tutte le limitazioni, probabilmente ha contribuito a questa impennata di casi; anche i familiari che si recano in visita in alcuni casi potrebbero aver favorito i contagi. È giusto che i congiunti possano recarsi a trovare i loro cari, ma occorre anche tutelare la loro salute, che è particolarmente a rischio dato la loro condizione di estrema fragilità e l’età avanzata. La temporanea chiusura delle visite, decisa dal Comitato Esecutivo ISS, è stata inevitabile”.

Appuntamento dunque alla prossima puntata di “CSdL Informa”, in programma mercoledì 3 maggio, sui temi di attualità che verranno definiti successivamente.

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