SottoMarino, sulla ventilata riduzione degli stipendi pubblici

L’estate sta finendo…. e il 5% se ne va!!”

Ecco cosa ci siamo ritrovati a canticchiare leggendo la proposta che il Patto per San Marino ha ideato per far fronte ai costi dello Stato e che noi, senza entrare nel merito della veridicità della notizia, prendiamo come spunto per una riflessione più ampia.

La decisione di decurtare il 5% dagli stipendi dei pubblici dipendenti, dal sesto livello arrivando all’undicesimo, sembra l’ennesima idea di chi non ha veramente intenzione di sanare un sistema che ha portato San Marino alle soglie di un baratro.

Sicuramente una decurtazione calcolata in maniera progressiva e sulla base del reddito, proposta dallo stesso giornalista, sembra una correzione accettabile ma che bypassa diversi steps antecedenti che aiuterebbero la nostra Repubblica a non assomigliare, in queste manovre correttive, ad una Grecia che con esse cerca di uscire da una crisi di sistema e finanziaria gravissima.

E’ per tutto questo che come Sottomarino proponiamo, prima di andar ad incidere direttamente sullo stipendio, la lotta agli sprechi nella Pubblica Amministrazione: piccoli accorgimenti che, non solo nell’immediato, possano far risparmiare migliaia di euro ad ogni chiusura di bilancio.

Vorremmo far presente come i sammarinesi, allo stato attuale, ogni volta che si recano alle poste per spedire una raccomandata siano obbligati a firmare un foglio in A4 quando ne basterebbe meno della metà, senza tralasciare come si siano raggiunte quote insostenibili nel volantinaggio: noi vorremmo, per diminuirne l’impatto economico ed ecologico, istituire il principio del silenzio dissenso affinché non si riceva più il materiale pubblicitario a meno che non lo si richieda espressamente. La carta costa… e a San Marino non sappiamo riciclarla perfettamente.

Seguendo poi l’esempio vincente di molti comuni toscani, si potrebbe pensare di vendere oggetti di proprietà dello Stato attraverso aste on-line a rilancio visibile per tutti i concorrenti (potenzialmente aperto a tutta la rete), si potrebbero anche effettuare identiche aste on-line, ma a rilancio al ribasso, sia per le gare d’appalto per l’acquisto di materiale in uso nella pubblica amministrazione e sia per la costruzione di opere pubbliche che non possono essere svolte dall’azienda statale di produzione.

Per quel che concerne invece la parte tecnologica, si potrebbe iniziare ad implementare tutti i computer in dotazione alla PA di sistemi informatici con software “open”, gratuiti e reperibili online, per eliminare i costi di installazione, aggiornamento ed acquisto: l’esperienza della provincia di Bolzano, seguita anche da altre province, evidenzia che tale sistema non compromette la riservatezza dei dati e la stabilità del servizio. Non solo, perché non usare il servizio di telefonia VOIP? Meno costi nelle chiamate e nelle infrastrutture e funzionalità avanzate, cosa non convince i nostri governanti?

Vorremmo concludere dichiarando che la lotta agli sprechi dovrebbe iniziare con la cancellazione delle indennità e la conseguente non erogazione in futuro (specialmente le dirigenziali) poiché già comprese nel livello di competenza: tale norma mira a contrastare l’arbitrarietà con cui in passato le indennità sono state riconosciute, spesso anche a singoli dipendenti, introducendo iniquità di retribuzione per livelli e mansionari simili (creando una giungla di contratti quando ne basterebbero 11 come i livelli stessi). Il principio che si deve affermare è che la Pubblica Amministrazione garantisce continuità del reddito e sicurezza del posto del lavoro e che, proprio per questo, non può significare guadagni più alti a parità di responsabilità e mansioni rispetto al settore privato.

Questi sono solo alcuni suggerimenti di cui noi siamo sostenitori e di cui il Paese necessita: sicuramente sono tutti da sviluppare e migliorare ma attualmente non serve più tamponare i buchi qua e la, necessitiamo di una progettualità e un rinnovamento che purtroppo non riesce ad emergere da questa classe politica troppo presa a cercare un posto sugli “scranni del potere” piuttosto che in mezzo alla gente in cerca di fattibili e durature soluzioni.

Sottomarino

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