Spunta un crocifisso di Michelangelo E’ nascosto a San Marino. Natalia Encolpio, Il Resto del Carlino

 Il Resto del Carlino

Spunta un crocifisso di Michelangelo E’ nascosto a San Marino

Natalia Encolpio

Ascoli Piceno, 7 marzo 2012 – UN CAPOLAVORO conteso che riappare a sorpresa. Quaranta centimetri per incarnare la perfezione: è il crocifisso ligneo di Michelangelo Buonarroti. Una scultura che materializza l’alchimia dell’aurea proporzione si troverebbe nel caveau di una banca di San Marino.

Qui lo avrebbe nascosto Giorgio Balestrieri che, da New York dove vive, ha dato la procura all’avvocato Francesco Ciabattoni di Ascoli per aprire oggi la cassetta di sicurezza e riportare il capolavoro alla luce.
Balestrieri, ex ufficiale della Marina Militare è amico del defunto Conte Giacomo Maria Ugolini, ambasciatore di San Marino in Egitto che arriva ad avere quest’opera preziosissima e controversa. Il conte la riceve, nel 1979, dal Patriarca Greco-Melchita-Cattolico di Beirut che gliela affida per farla restaurare in Italia. Ed infatti carte e lettere annotano che il Crocefisso viene consegnato a all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze il 5 novembre del 1979 e restituito ad Ugolini il 6 febbraio del 1980.
 
MA IL CONTE tiene il capolavoro e lo fa studiare da grandi esperti del settore. Il capolavoro scompare dopo la morte di Ugolini (nel 2006) e su Michelangelo si dipana una vicenda che tocca anche le alte sfere vaticane per incentrarsi poi su San Marino intorno al ricordo dell’Ambasciatore d’Egitto. Angelo Boccardelli, suo braccio destro ed erede nella continuazione delle attività della Fondazione con sede a Domagnano, dopo la morte di Ugolini avvia una serie di attività per approfondire la conoscenza intorno ad un Crocefisso che alcuni attribuiscono a Michelangelo. Ma Boccardelli viene poi arrestato per mandato della stessa Procura Distrettuale Antimafia e la Fondazione viene chiusa perchè a Monte Porzio Catone l’albergo della sede romana della Fondazione si era rivelata essere di proprietà di Cosimo Di Virgilio, coinvolto negli affari della ‘ndrangheta di Gioia Tauro, associato alla ‘ndrina dei Molè’.
 
E COSÌ Balestrieri per salvare il capolavoro lo mette al sicuro nel caveau. Tutti cercano il Crocefisso in America ma invece è nascosto a San Marino. Poi Balestrieri delega l’avvocato Ciabattoni per andare a recuperare l’opera per farla di nuovo «tornare alla luce». Ma qui arriva il nuovo colpo di scena: la Gendarmeria di San Marino fa scattare il sequestro della cassetta di sicurezza e del suo contenuto. Quindi oggi l’avvocato andrà nel caveau per riscoprire il Crocefisso che verrà poi subito richiuso in un’altra cassetta a disposizione dell’autorità giudiziaria. «Dobbiamo verificare la provenienza — spiega Rita Vannucci, Commissario di Legge di San Marino — e definire se il Crocifisso è davvero di Michelangelo. Disporremo perizie per fare chiarezza su una vicenda complessa ed intricata». Un giallo nel giallo: perchè il Crocefisso di Ugolini è «gemello» di quello acquistato dal Ministro Bondi per 3 milioni e 200 mila euro. Due opere ed un solo capolavoro: quello di Bondi o quello di Ugolini?
Natalia Encolpio
 

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