Voto palese e democrazia. Cristoforo Buscarini, La Tribuna Sammarinese

La Tribuna Sammarinese

“Solo così ognuno può esprimere il proprio voto secondo coscienza,
e non per obbedienza ad oligarchie di potere” / La garanzia del voto
segreto

Cristoforo Buscarini ( in
merito alla proposta di abolizione del  voto segreto
in Consiglio Grande e
Generale)

Nel nostro Paese veramente non c’è giorno senza pena. A volte è madre natura a
regalarci castighi forse immeritati come il “nevone” che ancora ci angustia
anche grazie all’inefficenza dei servizi dello stato; a volte è l’incultura e la
faciloneria di chi dispone del potere decisionale. Questa seconda ipotesi si è
profilata in questi giorni. Si tratta della eccentrica ed antidemocratica
iniziativa tendente a rendere pressochè generale il metodo del voto palese in
seno al Consiglio. A chi non ha un minimo di cultuta costituzionale tale ipotesi
potrà sembrare un dato di mero dettaglio. Non è così. In tutti i paesi
democratici il voto segreto costituisce la regola, mentre quello palese realizza
un’eccezione ben circoscritta dalle costituzioni vigenti. In italia il voto
palese è previsto, sul fondamento del non dissenso, e di regola per una materia
specifica come la concessione della fiducia al governo. Recentemente nell’ultimo
scorcio del governo Berlusconi da più parti si è lamentato e indicato come un
attacco alla Costituzione la richiesta del voto di fiducia, quindi non segreto,
su di una serie di provvedimenti di rango legislativo. Sarà bene ricordare, in
una stagione politica nella quale dai primi anni del nuovo millennio si è
adottata una sequela di leggi che hanno riformato in peggio le nostre
istituzioni con una faciloneria che lascia allibiti, che il voto segreto è la
principale garanzia accordata al parlamentare mediante la possibilità di
esprimere il proprio voto secondo coscienza e non per obbedienza a ristrette
oligarchie di potere. Il diritto al voto segreto nasce infatti con il moderno
parlamentarismo liberaldemocratico, da almeno due secoli. La Costituzione
italiana consacra in modo esemplare la norma secondo cui il parlamentare
rappresenta la nazione ed esercita l’ufficio senza vincolo di mandato, cioè in
piena libertà di coscienza senza la minaccia di ritorsioni le quali sono fin
troppo facili da parte di chi detiene il potere, Chi scrive nè sa qualcosa.
Anzichè ciarlare di voto palese, occorrerebbe potenziare le garanxie a tutela
della libertà di esercizio del mandato parlamentare. Ai proponenti il voto
palese consiglierei una visita nel patrio Museo ove in una vetrina sono esposti
in bella evidenza i bossoli di legno nei quali i nostri predecessori nel
Consiglio deponevano le palline per esprimere in assoluta segretezza il proprio
voto. In nome o sotto pretesto della stabilità del governo, in questi ultimi
anni si sono varate leggi che cozzano con le norme ed i tratti salienti del
parlamentarismo democratico. Il parlamentare risponde del proprio operato in
Aula solo al corpo elettorale e non a questo o quel capo fazione. L’enorme
potere concentrato in poche mani ha portato il Paese alla deriva in atto. Non
nascondiamoci dietro il paravento di una presunta ed ingiustificata ostilità di
Roma. Il fatto è che negli ultimi decenni si è navigato senza una rotta meditata
e coerente. Pochi ristretti vertici di fazioni hanno portato San Marino sulle
secche, da cui sarà arduo disincagliarci senza gravi sacrifici per i cittadini,
sacrifici che come sempre colpiranno le faasce più modeste, mentre coloro che
hanno sguazzato nel “sistema San Marino” usciranno indenni con i loro capitali
al sicuro. Sembra assurdo quindi abbinare alle difficoltà economiche un’azione
di svuotamento delle istituzioni democratiche, sia pure inadeguate e carenti, di
cui dispone il Paese. Il voto palese nel Consiglio fa di esso una sorta di
piccolo Soviet rurale , nel momento in cui tale concezione totalitaria ha
registrato un totale fallimento. Per favore, non giocate con le istituzioni
della democrazia.

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