IL CONTESTO ITALIANO

 IL CONTESTO ITALIANO
 
Quel bip bip dà la sveglia al mondo. Significa che la Russia è all’avanguardia rispetto a tutti gli altri Stati in campo tecnico-scientifico. Perché non dovrebbe esserlo anche in campo socio-politico? Il bip bip dello Sputnik è fascinoso. Il poeta italiano Salvatore Quasimodo, di getto, quella stessa notte del lancio, celebra in versi la grande conquista dell’uomo che, diversamente da Dio, ha continuato a lavorare anche il settimo giorno e così avanti fino a riuscire a uguagliare, dopo miliardi di anni, Dio stesso, aggiungendo stelle nel firmamento a quelle da Lui messe al momento della creazione. La poesia è subito pubblicata in tutta evidenza sull’“Unità”, il giornale del PCI.
Lo scontro, planetario, fra comunismo e anticomunismo coinvolge l’Italia. Anzi l’Italia è un paese di frontiera. Un paese considerato talvolta in bilico da parte degli Stati Uniti d’America per il grande numero di italiani che aderiscono al comunismo: il PCI è il più grande partito comunista dell’Occidente.
Il governo, in Italia, da subito dopo la guerra è in mano alla Democrazia Cristiana che lo gestisce assieme ad alcuni piccoli partiti, fra cui il Partito Socialdemocratico di Giuseppe Saragat. Saragat è un socialista che vuol essere socialista senza essere né comunista né fiancheggiatore del comunismo. Egli rimprovera agli Stati comunisti la mancanza di democrazia. Si caratterizza proprio per il rifiuto assoluto della dittatura. Anche la dittatura del proletariato quale si è instaurata nei paesi al di là della ‘cortina di ferro’, è considerata da Saragat un dittatura tout court.
All’opposizione, in Italia, c’è il PCI guidato da Palmiro Togliatti. Il PCI è affiancato dal PSI di Pietro Nenni che, dopo i fatti d’Ungheria, cerca, però, un avvicinamento a Saragat. L’incontro Nenni-Saragat a Pralognan (località alpina in Francia) fa parlare a lungo i giornali. Ma non avrà seguito. Il congresso del PSS tenutosi poco dopo a Venezia costringerà Nenni a non rompere col PCI.
I governi italiani, nonostante che siano sempre retti da coalizioni incentrate sulla DC e quindi mantengano una certa continuità nella linea politica sia all’interno che verso l’esterno, sono deboli e con durata inferiore all’anno. Dal giugno del 1957 è Presidente del Consiglio il democristiano Adone Zoli. Il suo governo è tutto di democristiani. Un governo monocolore con l’appoggio – non dichiarato ufficialmente – del Movimento Sociale Italiano e dei Monarchici.

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