Contratto edilizia, i lavoratori bocciano anche la seconda proposta di sindacati e imprese. Csdl: “Riaprire trattativa su altre basi”

Per la seconda volta in pochi mesi i lavoratori dell’edilizia privata di San Marino hanno bocciato la proposta di rinnovo del contratto di settore scaduto nel 2017.

Una situazione senza precedenti negli ultimi anni, che ora vede un vero e proprio stallo.

“Dopo il referendum tra i lavoratori del 16 marzo – ha spiegato la Csdl all’interno dell’ultima punta di “Csdl informa” – in cui l’ipotesi di accordo contrattuale raggiunto sei mesi prima non è stato accettato, dopo diversi tentativi e solleciti da parte del Sindacato è arrivata una nuova proposta dalle controparti private”. Una proposta che il sindacato dice di aver “da subito ha criticato, in quanto prevede gli stessi interventi della proposta precedente, seppure rimodulati, che i lavoratori non hanno condiviso”.

Nonostante le perplessità la proposta è stata presentata nuovamente ai lavoratori nell’assemblea del 26 maggio. Ed anche questa volta i lavoratori hanno detto no.

A questo punto i lavoratori hanno deciso di scendere in campo direttamente ed affiancare i sindacalisti per formulare una nuova proposta di rinnovo contrattuale, “per cercare di riaprire la trattativa su altre basi”.

“I lavoratori – spiega la Csdl – hanno anche paventato la possibilità di aprire una fase di mobilitazione, con alcune iniziative. Il clima, dunque, sta iniziando a riscaldarsi”.

In discussione c’è un contratto scaduto dal 2017. “Allora – sottolinea il sindacato – è stato rinnovato con aumenti una tantum, per cui le tabelle retributive sono ferme al 2009”.

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