G. Lonfernini (Upl) sui rapporti Banca Centrale e Banca d’Italia

Mentre è in corso l’audizione – in seduta segreta – dei vertici di Banca Centrale apprendiamo dai microfoni di San Marino RTV che il Presidente della Fondazione San Marino, Tito Masi, si è congratulato con i vertici dell’Istituto Bancario Sammarinese per l’acquisizione di Banca Agricola formulando loro i migliori auguri a dirigenti e azionisti. Si tratta indubbiamente di un gesto rispettabile da parte di chi – in questi mesi – ha cercato di raggiungere legittimamente lo stesso risultato. Fino a qui tutto bene. Anche perché l’UPR ritiene che con questo passaggio si chiuda un periodo di incertezza per l’intero settore finanziario sammarinese. Sorprende però la “messa in guardia” di Masi su quello che definisce il disegno di Banca d’Italia di isolare il sistema bancario e finanziario sammarinese. Non a caso – in tempi non sospetti – invitammo il Governo a considerare la vicenda CARISP come una vicenda di Stato e non di carattere privato. Peccato che in quel frangente sia stata preferita la seconda strada. Con le dichiarazioni di Masi sorge però spontanea una domanda. Nel dicembre 2010 – neanche cinque mesi fa – il Governo aveva assicurato che con la nomina del nuovo Presidente di Banca Centrale della Repubblica di San Marino, Prof. Renato Clarizia, si sarebbe stabilita una nuova collaborazione con la Banca d’Italia, in modo da riaprire poi la trattativa fra i due Stati anche a livello più generale. Non solo lo scorso 17 novembre 2010 il Governo – in una conferenza stampa – aveva chiaramente fatto intendere l’ottima accoglienza della candidatura del Prof. Clarizia anche nelle sedi deputate italiane.  Se per sedi deputate italiane s’intende la Banca d’Italia, il Ministero dell’Economia e la Farnesina che senso hanno gli attacchi del Governo e la messa in guardia di Masi di questi giorni? Qualcosa non torna. Tornano purtroppo le contraddizioni di Governo e gli equivoci politici che la maggioranza ha portato avanti in questi anni. I problemi non risolvono giocando solo sull’amor patrio e invitando i cittadini ad aderire in sit in di protesta con destinazione Roma. Ognuno deve poter fare le proprie valutazioni e anche avere il coraggio di ammettere i propri errori e fare i gesti conseguenti. Ma a nulla – data l’emergenza – servono gli sfoghi personali contro un interlocutore con cui invece sarebbe doveroso ricercare “giorno e notte” le condizioni per ragionare nell’interesse e sul futuro della Repubblica di San Marino.
Unione per la Repubblica

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy