In ricordo di Don Eligio, Mirko Angelo De Cenzo

Carissima redazione di libertas.sm,
mi chiamo Mirko e sono nato a Napoli e grazie a mio padre nel 1990 conobbi per la prima volta la vostra amata Repubblica.
Purtroppo è venuto a mancare il nostro amato Don Eligio Gosti al quale devo molto per avermi accompagnato nella mia vita spirituale e non solo.
Ricordo ancora il primo incontro che ebbi con lui in basilica quando avevo 14 anni: ero a pregare davanti alla statua del Santo Marino ed egli si preparava per la messa delle 11, la messa della domenica, quando mi si avvicino dicendomi questa frase:” Mi fa piacere vedere un ragazzo della tua età che contempla in modo profondo il signore e il Santo Marino!”
Rimasi senza parole. Aveva capito tutto solo ad osservarmi quei pochi secondi.
Grazie a Lui ho conosciuto molte persone,tra le quali Antonio Polidori e Glarytson (attualmente lavora come custode in basilica).
Da quel primo incontro, ogni volta che tornavo a San Marino, non mancava la voglia di incontrarlo per chiacchierare di quei giorni in cui non ci potevamo vedere a causa della grande distanza tra Napoli e San Marino, ma soprattutto per confessarmi. In tanti anni non ho mai incontrato una persona che nel momento della confessione facesse pesare i peccati commessi.Sempre a suo modo, ti faceva riflettere e nello stesso tempo capire di quello che si dialogava durante la confessione.
Fortunatamente e purtroppo io ero presente ieri sia alla chiusura della bara alla camera ardente, alla messa e alla sepoltura nel cimitero di Majolo. Infatti è stata la prima volta che salgo a San Marino per dare un ultimo saluto ad una persona a me cara.
Già quando salì in Città sembrava normale,ma in cuor mio sentivo che non era del tutto normale; sentivo un piccolo vuoto dentro di me. L’unico desiderio era rivederlo per l’ultima volta,visto che per problemi familiari e problemi economici non sono più salito in Repubblica. Fui accontentato. Mi scesero subito piccole lacrime che tentavo di nascondere, mi sedetti sulla panca alla sua destra e pregai.
Nel frattempo mi scorsero come un film o come dire i famosi flashback di me e Don Eligio: dal nostro primo incontro, la prima volta che mi fece servire la messa sull’altare della Basilica fino all’ultimo incontro.
Come mi aspettai il mio grande pianto arrivò alla sepoltura. Ho sempre pianto con questo pensiero: quando vedi la salma piangi poco perchè vedi la persona a noi cara immobile almeno la vedi; durante la celebrazione in chiesa piangi un pò di più perchè almeno la nostra immaginazione quando può funziona ancora, anche se davanti agli occhi ci sono solo fiori appoggiati ad una gran cassa di legno; alla sepoltura invece, arriva il gran pianto perchè dopo viviamo solo di ricordi e il desiderio di parlare con la persona appena sepolta è così forte, ma sappiamo che quel desiderio non sarà mai esaudito in vita.
Lo ammetto, Don Eligio ha lasciato un gran vuoto in me come a tutti sammarinesi ed alle persone che egli conosceva, ma sono pienamente convinto che un sacerdote come lui in basilica non ce ne sarà più.
Fino a ieri pensavo: “Ormai il 3 settembre non sarà più la stessa cosa senza Don Eligio!”.Ma tornato a Napoli,mi sono accorto che quel dicevo non era vero.
Anzi già la nostra vita non sarà più la stessa senza la sua presenza, infatti in giornata, sentendo la radio che trasmettano canzoni che mi fanno pensare molto alla Repubblica di San Marino, mi hanno fatto ricollegato tutto a Don Eligio e vi assicuro che le lacrime non sono mancate.
Penso, penso e penso ancora al caro Don Eligio che era l’unico, come vi ho spiegato prima, ad ascoltare le mie confessioni, ed ora a chi confesserò i miei peccati?
                                                                                                                                                    
Mirko Angelo De Cenzo

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