Interpellanza Ps e Upr sulle intercettazioni SMI

Nella giornata di oggi, giovedì 5 dicembre, il Gruppo Consigliare del Partito Socialista e dell’Unione Per la Repubblica ha depositato – presso la Segreteria Istituzionale – la seguente interpellanza:

In questi giorni sono spuntati nuovi ingredienti sulla vicenda legata alle intercettazioni telefoniche SMI.

Il quadro che emerge dalle carte prodotte dalla Procura di Roma si e’ ulteriormente condensato di particolari scottanti.

Una donna, con un ruolo di spicco all’interno di una Segreteria di Stato, informava al tempo uno degli indagati.

La stessa, dai tabulati telefonici e dalle operazioni di ascolto delle conversazioni svolte dalla Procura, non solo avrebbe dato informazioni agli indagati ma avrebbe fatto riferimenti ad altre persone più in vista di lei. Sempre dalle carte spunta addirittura un nome, ripetuto più volte nei messaggi dell’indagato in cui gli inquirenti hanno “verosimilmente” identificato un noto politico.

Dal materiale pubblicato si delinea, inoltre, una gravissima situazione in cui i controllori e controllati intrecciavano rapporti decisamente famigliari.

Dalle carte emerge poi una dura critica – da parte della Procura di Roma – alla Polizia Giudiziaria sammarinese.

In particolar modo sono molto indicative alcune conversazioni inerenti alle operazioni di perquisizione realizzate dalla Polizia Giudiziaria.

In uno stralcio delle intercettazioni in cui, a commento di queste ultime, la Procura di Roma afferma: “Interessanti sono anche due conversazioni, inerenti alle operazioni di perquisizione in corso ad opera della P.G. sammarinese, intercorse tra due indagati, dalle quali si percepisce chiaramente la ‘familiarità’ tra gli stessi indagati e gli organi della locale Polizia Civile ma soprattutto l’influenza dei primi sui secondi in relazione alla documentazione da considerare pertinente alle indagini…”.

Altri stralci delle conversazioni intercettate riportano come un indagato, anch’egli preoccupato per l’evasione della rogatoria e la gestione dei tanti scatoloni di documentazione sequestrata, chiamò un agente della Polizia Giudiziaria rivolgendosi a quest’ultimo con l’affettuoso e significativo appellativo “Ehi bellezza”.

Quest’ultimo risponde all’indagato: “Mi fate lavorare un sacco, mi fate lavorare”.

Di fronte a queste notizie interpelliamo il Governo per conoscere:

1) Che tipo di accertamenti ha svolto a seguito dell’emersione delle intercettazioni legate alla vicenda Smi. In tal senso si chiede un apposito riferimento scritto;

2) Se ha avviato una specifica indagine per conoscere ulteriori dettagli legati ai discutibili rapporti evidenziati dalle intercettazioni in particolar modo relativamente alle zone d’ombra riguardanti la condotta della Polizia Giudiziaria;

3) Se ha avviato una specifica iniziativa tesa a individuare l’identità della donna che, con un ruolo di spicco all’interno di una Segreteria di Stato, informava al tempo uno degli indagati.

4) Se sono state svolte apposite verifiche dato che, dai tabulati telefonici e dalle operazioni di ascolto delle conversazioni in mano alla Procura di Roma, questa donna non solo avrebbe dato informazioni agli indagati ma avrebbe fatto riferimenti ad altre persone più in vista di lei. Dato che dalle carte spunta addirittura un nome, ripetuto più volte nei messaggi dell’indagato in cui gli inquirenti hanno “verosimilmente” identificato un noto politico.

5) Se sono state svolte apposite verifiche tese a comprendere quale tipo di mandato questa donna avesse avuto dal “noto” politico di riferimento in modo particolare nel rapporto con persone indagate;

6) Il “noto” politico di riferimento richiamato nelle carte, per caso, fa parte anche dell’attuale delegazione di Governo?.

Si richiede risposta scritta

Partito Socialista

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