Interpellanza sui giochi, dopo le voci di dissidi nel governo

INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE DEI
POPOLARI SAMMARINESI ROMEO MORRI

Siamo talmente abituati a leggere ogni giorno gli scandali sui giornali, che ormai ci abbiamo fatto il callo. Eppure ci sono episodi che non si possono affrontare con quel fatalistico senso di rassegnazione che sempre circonda i “grandi giochi”, quelli si possono consumare solo con il patrocinio dei potenti e che sono riservati evidentemente a una ristretta cerchia di persone. Ci sono episodi di una tale, evidente, gravità che incidono un solco profondo nella comune percezione della democrazia e del rispetto delle istituzioni.
Come quello di cui abbiamo letto stamani sulla stampa locale: la denuncia di un imprenditore contro il clientelismo sfrenato ed ingiustificabile del governo su una materia tanto delicata e importante com’è quella dei giochi.
Ma questo è il frutto della mala pianta seminata con la recente legge sui giochi, che ha scalzato a suon di miliardi la famigerata Giochi San Marino Spa, e che a suon di miliardi sta producendo mostri ben peggiori.
Finché era l’opposizione a denunciare scelte illegittime, disoneste e immorali, era solo strumentalizzazione. Ora che le stesse denunce arrivano da altre voci, che ben conoscono i meccanismi, appare evidente che si è scatenata una lotta titanica tra lobbies economiche e potentati familiari, i famosi “poteri forti”, che d’accordo con i “potenti” della politica hanno ordito speculazioni di ogni sorta. Ma adesso sembra che si siano rotti antichi equilibri.
Non sembra essere un caso che leggiamo ogni giorno sui giornali di scandali sempre più grandi, sempre più spietati, senza più rispetto nessuno. Tanto meno per questa nostra piccola, martoriata Repubblica, ricettacolo solo di corrotti e corruttori, affaristi e faccendieri senza scrupoli, logge massoniche più o meno occulte. E dovunque compare sempre qualche arcano protettore ben seduto nel Congresso di Stato.
A questo scopo servono le delibere, i consulenti internazionali, i grandi manager lottizzati, le collaborazioni con multinazionali che fino a ieri neanche sapevano dell’esistenza di San Marino. A questo è servita la legge sui giochi, invano contestata dall’opposizione. A questo dovrà servire la legge sulle politiche territoriali, che stiamo pervicacemente cercando di raddrizzare con qualche emendamento. A questo servono operazioni bancarie e finanziarie che mettono a dura prova la nostra stentata democrazia. A questo servono tante altre pratiche, protezioni e manovre inconfessabili.
Alla luce di queste poche considerazioni, che comunque ci riserviamo di approfondire nelle sedi opportune, interpello il governo per conoscere:
a) se la denuncia riportata stamani dalla stampa corrisponda a verità;
b) se ci sia da parte del governo l’intenzione di rivedere le scelte sui giochi per evitare che, con l’ingresso ufficiale della Casino’s Austria, non si ripeta quanto già avvenuto con la Cogetech;
c) più in generale, se il progetto economico e di sviluppo individuato per San Marino, debba sempre incappare in scandali economico finanziari che recano danno sia all’immagine dello Stato, sia al lavoro onesto di tanti cittadini; o non piuttosto debba essere rivisto in un’ottica di trasparenza e di rispetto dello stato di diritto

Si chiede risposta scritta.

Romeo Morri

San Marino 27 luglio 2007

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