«Intimidazioni e minacce al porto di Rimini, ora basta»

Il sindaco Sadegholvaad e l’assessore Montini scrivono al ministro dell’Interno chiedendo la tutela di moli e marinai.

MARIO GRADARA – «Si diffonde anche a Rimini un crescente clima di intimidazioni e violenze causto dalle crescenti tensioni nel settore della pesca. E’ urgente una risposta tempestiva dalle istituzioni nazionali per garantire la sicurezza dei nostri porti e di nostri marinai». Il sindaco Jamil Sadegholvaad e l’assessore alla Blu economy Anna Montini scrivono al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, perché si intervenga in tempi stretti «a supporto dei pescatori», in un clima «al limite della tensione sociale». Già in crisi da anni, la pesca è in ginocchio – con le flotte arenate nei porti – per i recenti rincari stellari del gasolio, una delle voci di spesa più rilevanti per i pescherecci, che rendono antieconomico uscire in mare. Il settore ittico coinvolge centinaia di famiglie e di imprese nel riminese. «Temiamo – scrivono gli amministratori del Comune capoluogo – per l’incolumità delle persone che potrebbero essere oggetto di violenza privata, senza che ciò possa in alcun modo rappresentare uno strumento per la tutela delle legittime istanze degli operatori della pesca professionale, che hanno tuttavia bisogno di soluzioni che consentano di continuare a lavorare producendo reddito anziché accumulare perdite». (…)

Articolo tratto dal Resto del Carlino

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