L’Informazione: “San Marino usata come propaganda per lo Sputnik e per la Russia”

Titano usato come propaganda per lo Sputnik e per la Russia

ANTONIO FABBRI – Già lo scorso primo settembre 2021, in occasione della presenza a Roma del ministro degli esteri russo Serghei Lavrov, che incontrò Luigi Di Maio, scrivevamo su queste pagine come dalle parole dai due pronunciate nella conferenza stampa successiva al loro incontro, si comprendesse “come la Russia puntasse ad avere in San Marino il grimaldello di apertura delle porte dell’Italia prima e dell’Europa poi, incominciando con il riconoscimento anche indiretto del vaccino per poi negoziare, magari, un ulteriore avanzamento verso l’occidente, non solo sul terreno vaccinale. Erano d’altra parte già orientati in questo senso gli articoli provenienti da numerosi media russi e filo russi, rilanciati tempestivamente dagli esperti nostrani di geopolitica, parola ormai più utilizzata dell’“h” davanti al verbo avere, che affollano i social e non hanno risparmiato in questi giorni inopportuni insulti al Ministro degli Esteri Italiano”.

Parole che oggi assumono una certa rilevanza, alla luce della spy story che sta tenendo banco oltre confine circa gli aiuti russi all’Italia dell’operazione denominata “Dalla Russia con amore” del giugno 2020.

E prende sempre più piede, al di là della messa in dubbio dell’efficacia dello SputnikV da parte dell’immunologa Antonella Viola, l’idea che San Marino sia stato usato. Le notizie dei media russi e filorussi, infatti, indicavano come il vaccino fosse stato approvato dalle autorità sanitarie ammarinesi, che tuttavia non hanno mai avuto gli strumenti per compiere tutti i test del caso sulla conformità ed efficacia di un vaccino. All’epoca le risposte sull’argomento, sul Titano, erano più “politiche”.

Da un lato, infatti, la giustificazione dell’approvvigionamento russo perché le dosi italiane non arrivavano; dall’altro l’affidabilità della scelta, che veniva supportata da tre iniziative: la pubblicazione sulla rivista specializzata Lancet dello studio sul vaccino; la collaborazione dell’istituto Gamaleya con lo Spallanzani e poi la collaborazione anche del Titano con l’istituto romano; l’utilizzo del siero russo in oltre 50 Paesi nel mondo con a fare da apripista in Europa, Ungheria, Slovacchia e, appunto, San Marino.

Oggi tutto questo viene messo in dubbio dalle ultime rivelazioni: i dati pubblicati su The Lancet videro già all’epoca una lettera di illustri studiosi che metteva in dubbio la pubblicazione, ma non ottenne mai risposta; dello studio dello Spallanzani, anche relativamente ai dati raccolti sul Titano, non se ne sa più nulla e inoltre dall’Italia si stanno pesanti dubbi di spionaggio legati alla “campagna” di Russia nella penisola mascherata, c’è chi lo sostiene, da solidarietà. Per contro l’ambasciatore russo Sergey Razov
Razov – che era sul Titano in occasione dell’insediamento degli attuali Reggenti il primo ottobre 2021 – giusto ieri ha affermato che quella della Russia era “una mano tesa che qualcuno ha morso”.Sembrano ormai esserci pochi dubbi, invece, sul fatto che il Titano sia stato usato come propaganda mediatica per
lo Sputnik e per la Russia.

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 20

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