Maltrattamenti, lesioni e minacce nei confronti della ex compagna: arrestato un uomo di 42 anni

Maltrattamenti, lesioni e minacce nei confronti della ex compagna: arrestato un uomo di 42 anni

Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, nel primo pomeriggio di oggi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle indagini preliminari, dr. Vinicio Cantarini, su richiesta del Sostituto Procuratore dr. Davide Ercolani, arrestando un uomo di 42 anni, residente a Rimini, responsabile del reato di maltrattamenti, lesioni aggravate e minacce aggravate nei confronti della sua ex compagna.
L’attività della Polizia è iniziata immediatamente dopo l’intervento effettuato in data 23 ottobre 2017 da una pattuglia delle Volanti della Questura di Rimini a seguito della segnalazione di una lite familiare.
Sul posto, la donna segnalante, aveva riferito di aver avuto poco prima un’accesa discussione con l’ex compagno della figlia e che l’uomo durante la discussione dopo averla insultata l’aveva colpita con schiaffi al volto. L’uomo ancora in un evidente stato di agitazione aveva riferito agli agenti, che da circa due anni si era lasciato con la sua ex compagna, pur rimanendo a vivere sotto lo stesso tetto coniugale, in quanto si trovava in una difficile situazione economica, non prestando alcuna attività lavorativa, ammettendo di fare anche uso di stupefacenti.
Una volta ritornato alla calma, l’uomo aveva pure manifestato la volontà di allontanarsi da casa per andare a passare la notte da un amico. Nell’andar via da quella casa, l’uomo aveva però incontrato l’ex fidanzata in compagnia con il suo nuovo compagno, che nel frattempo erano giunti sul luogo per sincerarsi delle condizioni della madre: l’uomo in quell’occasione ha iniziato a insultare la coppia fino poi a scagliarsi contro il nuovo compagno colpendolo con un pugno al volto sotto gli occhi degli agenti della Polizia, intervenuti immobilizzando l’uomo.
La donna-ex compagna dell’aggressore a quel punto ha deciso di denunciare l’accaduto alla Polizia di Stato, raccontando la sua storia.
Accolta dagli specialisti della Squadra Mobile specializzati nel trattare reati commessi nei confronti del genere femminile, la donna ha fornito un decisivo contributo che ha permesso al Sostituto procuratore che ha coordinato le indagini, dr. Davide Ercolani, di chiedere e ottenere l’adozione dell’ordinanza restrittiva della libertà personale nel confronti del suo aggressore.
La donna ha infatti raccontato di aver convissuto con quell’uomo per circa sette anni e che da quella relazione era nata nel 2010 una bambina: durante i primi anni la loro convivenza non aveva avuto particolari problemi; da qualche tempo, però, per banali liti, l’uomo aveva iniziato a percuotere la donna divenendo sempre più violento.
L’uomo, ha raccontato ancora la donna, era però cambiato caratterialmente dopo essere stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti, situazione che gli aveva fatto perdere il lavoro. Negli anni successivi aveva svolto solo alcuni lavoretti saltuari, ma la situazione era andata via via a peggiorare dopo la nascita della figlia, in quanto il compagno si sentiva umiliato di non essere lui a dare sostentamento alla famiglia, mantenuta con lo stipendio di lei. Tale situazione di indigenza economica e di frustrazione personale da parte del compagno, con il passare del tempo aveva reso difficile la loro relazione; l’uomo sempre più spesso si alterava, mostrandosi irascibile, e anche per banalità la offendeva sminuendo la sua persona e facendola sentire inadeguata, essendo la stessa di corporatura robusta. Viste le continue liti i due avevano quindi deciso di porre fine alia loro relazione e l’uomo era tornato a vivere in provincia di Taranto dai suoi genitori, venendo saltuariamente a Rimini per vedere la bambina.
In quel periodo la donna, aveva conosciuto un altro uomo, ed un giorno mentre era in casa era stata sorpresa dall’ex compagno mentre si stava rivestendo.
La circostanza aveva scatenato la reazione dell’ex compagno: l’uomo infatti dopo aver cacciato da casa in malo modo quel nuovo compagno, si era avventato contro la donna picchiandola con calci e pugni su tutto il corpo ed urlando frasi del tipo ““MI FAI SCHIFO.. .QUESTA COSA TI HA SEGNATO PER SEMPRE- IO TE LA FARO’ PAGARE- PUTTANA E ZOCCOLA”.
La donna, dopo essere riuscita a scappare e dopo ver preso la bambina dall’asilo si era rifugiata da una sua amica: nonostante i lividi decideva di non ricorrere alle cure mediche.
I giorni successivi, l’uomo ha iniziato ad aspettare la propria ex compagna davanti l’ingresso della scuola della loro figlia, insultandola a gran voce incurante dei passanti che assistevano alla scena, costringendola a tornare a casa a pulire il posto dove era stato, insultandola e minacciandola con frasi urlate con gran rabbia ”TI AMMAZZO- TI STRAPPO GLI OCCHI- TI SCIOLGO NELL’ACIDO- TI STRAPPO LE UNGHIE A CRUDO”.
Per evitare altri discussioni e litigi in quel periodo la donna aveva pure deciso di “rifugiarsi” presso quella amica.
Dopo le insistenti richieste da parte dell’uomo di ritornare a vivere insieme a casa con la bambina, minata nella sua psiche, tanto da farla sentire in colpa per la situazione, la donna, per il bene della figlia, ha deciso di rientrare a casa.
La donna, nel frattempo, aveva intrapreso una relazione con una sua vecchia conoscenza, circostanza questa che ha però scatenato una nuova reazione rabbiosa nei confronti della donna.
Nel maggio del 2017 dopo un ulteriore tentativo di tornare a vivere stabilmente presso la casa della ex compagna, la situazione, lavorativa e comportamentale, non è cambiata: l’uomo non ha infatti trovato lavoro ed il suo carattere anzi è peggiorato diventando sempre più pesante nei suoi confronti: oltre le minacce e le offese, il suo comportamento rendeva difficile la vita, minando anche il rapporto che la donna aveva con il suo nuovo compagno.
La sera del 23 ottobre, poi, la situazione è precipitata. Nel rientrare a casa dopo aver portato la figlia dal dentista, per l’ennesima volta la donna è stata aggredita verbalmente dall’uomo (con frasi del tipo : “VE LA FARO’ PAGARE A TUTTI – SIETE DEI PEZZI DI MERDA- OUELLA QUA’ DENTRO ME LG HA PORTATO – 10 L ’HO DETTO ALLA MIA FAMIGLIA E LORO LO HANNO RACCONTATO A TUTTO IL PAESE E ORA TUTTI MI DERIDONO”).
La donna, prima si è prima chiusa nel bagno, e poi, molto spaventata anche per la presenza della figlia, ha lasciato la propria casa per andare a casa della madre, la quale – per il bene della figlia- ha deciso di affrontare quell’ex compagno andando a parlarci di persona.
Ed è stata propria quella l’occasione nella quale la mamma, aggredita verbalmente e fisicamente dall’uomo, ha chiesto l’intervento della Polizia, subito intervenuta con una Volante.
La professionalità degli operatori della Polizia di Stato nella ricostruzione dei singoli episodi che hanno portato all’adozione della misura restrittiva ha consentito di evitare che la condotta dell’uomo potesse determinare altre e più pesanti conseguenze.
L’uomo – incensurato – è stato quindi arrestato e condotto presso la locale Casa circondariale dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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