Partygate e molestie sessuali, Antonio Fabbri (L’Informazione): “A San Marino sono tutti ancora al loro posto”

Partygate e molestie… Dove i politici si dimettono. Anche sul Monte c’è stato il festino del primo aprile in pieno lockdown. Anche sul Monte le accuse di molestie all’ex Reggente… ma tutti sono ancora al loro posto

ANTONIO FABBRI – Partygate durante il lockdown dovuto al Covid-19 e, più recentemente, scandalo legato a molestie sessuali.

Non è San Marino, anche se potrebbe sembrare visti gli accadimenti di questi ultimi due anni. È il Regno Unito dove gli scandali hanno portato prima a una cinquantina di dimissioni tra ministri, viceministri e personaggi politici con incarichi di primo piano, e ieri alle dimissioni di Boris Johnson, che ha lasciato la guida del Partito conservatore britannico, mentre resterà primo ministro fino a ottobre.

Lascio, ma non avrei voluto farlo”, ha dichiarato, confermando comunque di voler rimanere a capo del governo fino all’elezione di un successore alla guida dei Tories prevista per ottobre, appunto.

La posizione di Boris Johnson si era d’altra parte complicata in relazione alla vicenda che ha travolto un suo pretoriano nella compagine di governo Tory, Chris Pincher: costretto a dimettersi la settimana scorsa da deputy chief whip, e dall’incarico cruciale di sorvegliare la disciplina del gruppo di maggioranza alla Camera dei Comuni, per essersi ubriacato in un gentlemen club di Londra e aver poi molestato due uomini, incluso un altro deputato. Il premier britannico era, come noto, già stato toccato da altri scandali fra cui – in prima persona – quello del cosiddetto Partygate, il festino al quale aveva preso parte quando la popolazione per leggi da lui emanate era obbligata a restare a casa a causa del covid. Vicenda per la quale è stato pure multato risultando l’unico primo ministro ad essere sanzionato per le proprie leggi. Dunque comportamenti che sono costati a Johnson e a molti altri la credibilità e, poi, la poltrona.

Tutt’altra faccenda a San Marino, dove pure la classe politica è stata protagonista di vicende altrettanto gravi e del tutto analoghe.

Prima il festino del primo aprile 2021, con la presenza di consiglieri, segretario di Stato alla Sanità e persino il Capitano Reggente neo insediato in onore del quale era stato organizzato il brindisi. Tre consiglieri sono stati anche multati in funzione delle norme dagli stessi adottate ratificando i decreti Covid. Gli altri, per carità di patria e un po’ evidentemente per timore reverenziale, la multa l’hanno scampata. Ma a parte la mossa poco convinta delle dimissioni di due consiglieri, date anziché al Consiglio al proprio movimento che le ha rigettate, risulta a qualcuno che sia successo qualcosa a salvaguardia della credibilità delle istituzioni e della politica? Nulla.

Anzi, addirittura ci si è messo il Collegio Garante di costituzionalità delle norme a piazzare la pietra tombale sull’imbarazzante, per usare un eufemismo, festino del primo aprile, fermando sul nascere l’azione di sindacato verso l’ex Reggente presente, dichiarandola inammissibile e di fatto dicendo che la partecipazione al brindisi in pieno lockdown e in violazione delle prescrizioni restrittive, non è questione che attiene all’esercizio delle funzioni Reggenziali. Come se nulla fosse accaduto, dunque.

E come se nulla fosse accaduto pure nell’altro, ancor più increscioso e indecoroso,
episodio del Reggente accusato di aver molestato una addetta della Segreteria istituzionale abbassandosi le mutande in una stanza della sede istituzionale di Palazzo pubblico. Pure in questa vicenda non è accaduto nulla, almeno sul piano politico, su quello giudiziario si vedrà.

L’ex Reggente accusato è dunque ancora in Consiglio e l’azione di sindacato promossa da Unione Donne Sammarinesi, anche qui per decisione del Collegio Garante di Costituzionalità delle norme, è sospesa in attesa degli sviluppi penali. Sospensione che contribuisce a sopire anche questo grave fatto. E così, come se nulla fosse accaduto, la credibilità della politica e delle istituzioni viene erosa. Non che negli altri paesi si faccia chissacché di fronte ad episodi del genere, ma la vicenda inglese dimostra che alla credibilità politica, alla dignità delle istituzioni e soprattutto al rispetto verso cittadini, almeno un pochino ci si tiene ancora. Che ci si tenga ancora anche a San Marino, visto l’andazzo, è lecito nutrire ragionevoli dubbi.

Articolo tratto da l’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 19

 

 

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