Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, Mirko Tomassoni: “Il Comitato Bioetica di San Marino esca dallo schieramento a suo favore”

“Leggendo il titolo di questo comunicato ai più sorgerà la domanda di cosa stia parlando, perché dovrebbe interessare una cosa del genere e, principalmente, che c’entra con San Marino”.

Inizia così il comunicato, dal titolo Rinviata a fine 2024 la votazione del contestatissimo Protocollo addizionale alla Convenzione di Oviedo”, del presidente di Attiva-Mente, Mirko Tomassoni.

“Si tratta del quarto Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, una bozza di proposta che definisce le modalità di trattamento sanitario obbligatorio (Tso) delle persone con disturbi mentali, al consenso, alla protezione della loro dignità durante il ricovero, ecc., avanzata dal Comitato di Bioetica del Consiglio d’Europa – spiega Tomassoni -. Un testo oggetto di un lungo e duro scontro perché contemplerebbe in alcune formulazioni, elementi coercitivi e istituzionalizzanti che hanno generato a livello internazionale forti perplessità. Si ritiene, infatti, che violi i diritti umani, infranga la dignità delle persone e, soprattutto, sia in netta contraddizione con la Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con disabilità“.

Tra coloro che vi si oppongono fermamente “ci sono, tra gli altri, le organizzazioni di persone con disabilità, organizzazioni per la salute mentale e organizzazioni per i diritti umani di tutta Europa”.

La votazione finale “era prevista a fine 2021 ma, notizia ancora ufficiosa, è stata rimandata a fine 2024 (a giorni l’annuncio verrà formalizzato dall’European Disability Forum, Organismo di diretta emanazione della Commissione Europea)”. La sua adozione “per ora, dunque, sembra scongiurata”.

“Ebbene, rispetto a questa vicenda avevo già scritto pubblicamente in passato almeno in un paio di occasioni ma non ho mai ricevuto alcun riscontro o una qualche replica da nessuno – sottolinea il presidente di Attiva-Mente -. Non che una risposta al sottoscritto potesse dirimere la questione, che fosse dovuta o necessariamente importante, ma sarà rilevante però, la posizione (il voto) che esprimerà la Repubblica di San Marino. Perché se la notizia del rinvio della votazione finale rappresenta senz’altro un risultato positivo frutto della tenace battaglia e dell’azione congiunta delle organizzazioni summenzionate, le quali hanno lanciato anche una pressante Campagna denominata #WithdrawOviedo (www.withdrawoviedo.info/join) per ritirare la bozza, questa battaglia che dura da ormai quattro anni non è ancora definitivamente conclusa e la soluzione finale auspicata non è per nulla scontata“.

E ancora: “In alcuni Paesi compresa l’Italia, inizialmente concorde al ‘trattamento’ di una persona con disturbi mentali contro la sua volontà, si è riusciti addirittura a far ribaltare la posizione e in altri Paesi a convergere verso l’astensione, conferendo progressivamente così maggior consistenza al fronte contrario. L’auspicio di molti dall’esterno, dato che in Repubblica nessuno ha mai saputo di questi fatti, è che ciò possa accadere anche per San Marino e che quindi il nostro Comitato di Bioetica riveda l’orientamento che ha mantenuto sin dall’inizio della discussione e che esca dallo schieramento a favore della bozza“.

“Conoscendo la professionalità e il lato umano di alcuni membri che lo compongono, sono fiducioso che alla fine starà dalla parte giusta ma questa vicenda, anche un po’ imbarazzante, secondo me testimonia e insegna alcune cose sulle quali invece, penso valga la pena riflettere: intanto che nel sociale si può fare la differenza quando ci si muove uniti e quindi con una forza adeguata a rapportarsi autorevolmente con le istituzioni, perché al contrario, procedere in ordine sparso ciascuno pro domo sua, non può che rivelarsi un fattore di debolezza e di poca incisività; che si può e si deve cooperare condividendo valori e interessi che sono comuni per tutti i cittadini. Non come erroneamente si sostiene o si pensa, che certi argomenti, come la disabilità, riguardino solo chi li affronta e li vive oggi; infine, che si deve invertire culturalmente la tendenza di escludere i cittadini dai processi decisionali: troppo spesso le decisioni vengono prese al di sopra e all’oscuro di coloro che le subiscono direttamente. I cittadini sono poco coinvolti dalla politica e dalle istituzioni rispetto alle dinamiche e agli sviluppi dei dibattiti e talvolta vengono informati a decisioni già assunte. Ciò vale, come in questo caso, anche per quanto concerne gli Organismi internazionali dove San Marino è presente e svolge a pieno titolo un ruolo attivo. Tanto più il ragionamento vale, quando si prendono posizioni o si fanno scelte sulla loro pelle”, dice infine Tomassoni.

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